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Mercato elettrico, prezzi zero e scambi alla frontiera

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Mercato elettrico, prezzi zero e scambi alla frontiera

Crisi economica e rinnovabili contribuiscono a ridurre i differenziali di prezzo fra il mercato elettrico italiano e quelli confinanti, rendendo più competitiva l’esportazione in alcune ore. Il price coupling può migliorare l’utilizzo della capacità di interconnessione con l’estero, ma servono regole comuni di mercato.

L’articolo è incentrato sull’analisi degli esiti del mercato elettrico in Italia del 16 giugno 2013, giornata in cui il prezzo unico nazionale (PUN) si è azzerato per due ore consecutive. L’analisi è rivolta prevalentemente agli scambi di energia con i paesi confinanti per verificare la coerenza fra i flussi risultanti e le dinamiche di prezzo dei mercati elettrici. Dallo studio emerge che sulla frontiera in cui è implementato il meccanismo congiunto di price coupling (operativo fra Italia e Slovenia) l’allocazione della capacità di scambio avviene in maniera ottimale, mentre sulle rimanenti emergono delle inefficienze economiche dovute a scambi di energia non coerenti con i segnali di prezzo agli estremi delle interconnessioni. Analizzando in dettaglio i differenziali di prezzo che si sono creati durante la giornata in esame, lo studio evidenzia inoltre delle differenze nelle regole di price floor che possono creare distorsioni nei risultati di mercato. In conclusione, insieme ad un meccanismo congiunto per l’allocazione della capacità di trasporto transfrontaliera, si auspica un’armonizzazione delle regolamentazioni per una completa integrazione dell’ ”Internal Electricity Market” europeo.

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