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Superconduttori nei sistemi elettrici: Ricerca e applicazioni

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Superconduttori nei sistemi elettrici: Ricerca e applicazioni

Luciano Martini* Rivista: AEIT Aprile 2008 * CESI RICERCA I consumi finali di energia elettrica in Italia nell’anno 2006 sono stati pari a circa 318 TWh, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, mentre le perdite di rete sono ammontate a circa 20 TWh corrispondenti al 5,9% della energia richiesta con un costo complessivo di oltre 1400 milioni di euro ed una quantità di emissioni pari a circa 10 Mt/anno di CO2 . Diventa quindi del tutto evidente l’importanza di prevedere azioni atte a contenere le perdite di rete. Questa situazione è analoga o persino migliore che in molte altre nazioni; ad esempio, per stessa ammissione del Dipartimento dell’Energia americano (DOE), le perdite di rete negli Stati Uniti rappresentano circa il 10% dell’energia prodotta. Un sostanziale miglioramento dell’efficienza dei sistemi elettrici può essere raggiunto sia potenziando componenti elettrici ed infrastrutture di rete sia grazie all’impiego di nuove tecnologie per la generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. Una possibile strategia infatti, riguarda il miglioramento in termini di efficienza di tutti quei dispositivi tradizionali che costituiscono attualmente la rete elettrica, e che possono trarre un grande beneficio dalla loro realizzazione a partire da materiali innovativi. Tra questi ultimi, i Superconduttori ad Alta Temperatura (SAT), scoperti nella seconda metà degli anni 80’, costituiscono la classe di materiali che presenta forse il maggior potenziale applicativo

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