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1.2.2-Indagine sui consumi e sulla diffusione delle apparecchiature nel settore terziario in Italia

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1.2.2-Indagine sui consumi e sulla diffusione delle apparecchiature nel settore terziario in Italia

Recently updated on Aprile 7th, 2021 at 12:24 pm

Il sottoprogetto “EDEN – Evoluzione della Domanda di Energia Elettrica” ha il compito di studiare, nell’ambito del progetto di Ricerca di Sistema “ Scenari evolutivi nel medio-lungo termine del Sistema Elettrico italiano” [1] le conseguenze al 2030 dello sviluppo dei consumi e dei relativi impatti sul sistema elettrico nazionale per gli effetti: null della modifica della pratica tecnologica corrente conseguente all’evoluzione della tecnica e all’utilizzo delle tecnologie ritenute più efficienti dal punto di vista energetico ambientale, null della variazione della localizzazione geografica dei consumi a livello territoriale per individuare i siti di produzione elettrica ed i conseguenti adeguamenti delle reti di trasmissione e distribuzione, null delle politiche di intervento nella promozione delle tecnologie innovative e dell’uso efficiente dell’energia. Per la costruzione del modello MATISSE che simula la complessa rete di relazioni che caratterizzano il sistema economico energetico è stato utilizzato TIMES [3] un generatore di modelli tecnico-economici di minimo costo, dipendenti dal tempo, del tipo “bottom up” sviluppato nell’ambito dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). L’attuale struttura del modello prevede, in conformità al programma di ricerca approvato, come unico vettore l’energia elettrica. Ciò implica che gli usi finali dell’energia sono considerati solo per la quota parte soddisfatta dall’energia elettrica, tenendo conto solo indirettamente della competizione tra le diverse fonti. L’attuale limitazione, motivata dalla necessità di non aggiungere ulteriori complessità a quelle (già molto critiche) dovute alla regionalizzazione, potrà essere superata in futuro qualora si optasse per un’estensione del modello mirata alla copertura dell’intero sistema energetico italiano. Il presente rapporto espone i risultati di un’indagine campionaria, realizzata col contributo della Fondazione Economisti dell’Energia (FE), volta a conoscere i consumi elettrici e termici e la diffusione delle apparecchiature nel settore terziario, un settore estremamente dinamico. L’indagine, riguardante i consumi energetici dell’anno 2004 disaggregati per tipologia di utenza, è stata realizzata per disporre di dati aggiornati sui consumi delle fonti energetiche e sulla diffusione delle apparecchiature. I risultati possono essere utili per la revisione della parte domanda del modello MATISSE relativa al settore terziario.

Nelle statistiche il settore terziario viene suddiviso in due grandi tipologie, a loro volta ulteriormente frazionabili in sottocategorie, in base al tipo di offerta dei servizi, e precisamente: 1. Servizi vendibili, costituiti da commercio; trasporti; comunicazioni; alberghi ristoranti e bar; credito ed assicurazioni; altri servizi vendibili (attività immobiliari, informatica e attività connesse, altre attività professionali e imprenditoriali, istruzione privata, servizi sanitari privati, ecc…). 2. Servizi non vendibili, comprendenti la pubblica amministrazione; l’illuminazione pubblica; altri servizi non vendibili (istruzione pubblica, sanità pubblica, servizi ecologici, attività organizzazioni associative, ecc.). Le indagini hanno preso in considerazione le diverse categorie, hanno descritto i consumi finali di energia e riportato il valore di indici (indicatori) specifici di consumo di elettricità e combustibili per più di cento unità produttive del settore, di diversa tipologia, dimensione, e ubicazione geografica. In particolare: – Nel caso delle strutture commerciali della grande distribuzione, dove ha notevole peso il consumo di elettricità, dovuto non solo agli impianti di condizionamento ed illuminazione, ma soprattutto alla refrigerazione degli alimenti sono state rilevate le superfici di vendita e ricavati indici di consumo per unità di superficie di vendita ed addetto. – Nel caso dei grandi magazzini, dove sono assenti i sistemi di refrigerazione alimenti; sono stati rilevate le superfici di vendita, e sono stati calcolati gli indici di consumo per unità di superficie di vendita ed addetto. – Per quanto riguarda gli ospedali, gli indici di consumo sono stati riferiti al numero di posti letto. – Per gli alberghi gli indici di consumo sono stati valutati rispetto al numero di stanze, al volume, alle effettive presenze e ai posti letto. – Gli indici di consumo del settore istruzione sono stati ricavati secondo i diversi gradi: dalle materne alle superiori, includendo anche le scuole private e le università. Gli indicatori sono stati riferiti all’unità di superficie e, per quanto riguarda il condizionamento, dato che in genere il periodo più caldo corrisponde alle vacanze estive, la valutazione, per unità di superficie, ha tenuto conto solo della richiesta dovuta agli uffici. – Nel caso degli uffici, gli indici di consumo sono stati riferiti alla superficie totale e al numero di addetti. Per tutte le rilevazioni è stato riportato il rapporto tra i consumi elettrici e i numero di addetti. Questo, nel terziario, è l’indicatore strutturale che presenta una dinamica molto regolare, anche più degli indicatori macroeconomici ed è quello che meglio si presta per previsioni di lungo periodo. Il rapporto consta di sette capitoli, di cui il primo è il presente Sommario e di cinque allegati. Il capitolo 2, Introduzione, colloca il presente lavoro nell’ambito più generale dell’attività della Ricerca di Sistema con particolare riferimento al progetto EDEN (Evoluzione della Domanda di Energia Elettrica)

Il capitolo 3 Indagine campionaria sul settore terziario riporta obiettivi, specifiche e requisiti caratterizzanti l’indagine e precisa le modalità di elaborazione dei dati oggetto di rilevamento. Il capitolo 4 Descrizione dell’attività svolta riferisce circa le modalità di esecuzione dell’indagine, gli strumenti utilizzati ed i controlli eseguiti Il capitolo 5 I principali risultati riporta, per i settore di attività oggetto dell’indagine, la distribuzione territoriale e per zona climatica e rimanda: alle tabelle dell’allegato 4, per i risultati in forma sintetica e all’allegato 5 per i risultati di dettaglio. Il capitolo 6 Conclusioni commenta brevemente i risultati dell’indagine ed indica possibili sviluppi dell’attività. Il capitolo 7 Bibliografia contiene il dettaglio dei riferimenti bibliografici citati nel rapporto. Nei cinque allegati sono riportati: l’elenco delle unità locali oggetto di rilevazione (allegato 1); il facsimile del questionario utilizzato per l’indagine (allegato 2); le istruzioni per la compilazione del questionario (allegato 3); le tabelle di sintesi delle unità locali oggetto di indagine per settore di attività economica (allegato 4); il rapporto finale sull’attività “Indagine sugli usi finali dell’energia nel settore terziario in Italia” edito dalla Fondazione Energia (allegato 5). Guardando con attenzione l’incremento dei consumi elettrici dei vari comparti del terziario, è possibile osservare come quelli crescenti e di maggior peso siano da ricercarsi nel settore del commercio, nelle attività professionali e individuali, e negli alberghi, ristoranti e bar (da non trascurare il commercio all’ingrosso e la Pubblica Amministrazione). Le statistiche ufficiali non forniscono informazioni sulla distribuzione del consumo totale di energia tra i settori di attività economica del terziario, cosa che lascia un po’ riflettere dato che i suoi consumi sono in continua crescita. Questo lavoro ha aperto uno spiraglio nella conoscenza degli usi finali energetici e nella diffusione delle apparecchiature elettriche e termiche in tutte le sezioni del terziario che, fino a poco tempo fa, era quasi praticamente sconosciuto. Ciò che l’indagine ha fornito, anche se su un campione ridotto, ha permesso una prima valutazione del settore nel suo insieme.

Nel settore terziario, le unità locali impiegano generalmente vettori energetici facili da usare e da modulare anche in impianti di potenza molto limitata, di cui l’elettricità e quello più diffuso. In tutte le attività a contatto con il pubblico il terziario ha generalizzato l’impiego della climatizzazione estiva, con impianti centralizzati nella struttura principale e con impianti locali in quelle periferiche e più piccole. La penetrazione della climatizzazione è ormai completata per buona parte delle attività a maggiore valore aggiunto. Per motivi di sicurezza cresce l’illuminazione esterna, attorno alle attività commerciali, ma con sistemi di controllo più efficaci. Vi è la continua tendenza ad una sempre maggiore diffusione dei consumi elettrici, non solo per gli usi cosiddetti obbligati, ma anche per numerosi usi termici grazie alla migliore controllabilità e alla possibilità di uso dell’elettricità in locali dove la normativa non permette quello della fiamma. Considerando che, a causa della forte tassazione, il kWh termico costa poco di meno di quello elettrico, c’è l’interesse non solo gestionale, ma anche economico, nelle piccole e medie utenze, a sostituire i consumi di combustibili con l’elettricità, tramite pompe di calore per climatizzazione, fornetti, forni e piastre per la cottura, ecc. L’indagine ha rivelato, almeno per le utenze intervistate, la mancanza di informazione circa la possibilità di un risparmio in bolletta a fronte di una riduzione sul carico. Quando c’è stata risposta, la proposta non ha suscitato interesse, pochissime sono state le risposte positive. Poco nota, presso le utenze medio piccole è anche l’esistenza e la funzione delle Energy Service Company (ESCO). Una specifica campagna di informazione potrebbe contribuirebbe ad una maggiore conoscenza di queste opportunità da parte dell’utenza.

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