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Valutazione di mappe approssimate delle aree inondabili per ipotetico collasso delle dighe murarie ad arco e a gravità italiane e loro integrazione in un geodatabase Spatialite

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Valutazione di mappe approssimate delle aree inondabili per ipotetico collasso delle dighe murarie ad arco e a gravità italiane e loro integrazione in un geodatabase Spatialite

È stata effettuata la valutazione delle mappe, di un primo ordine di approssimazione, delle aree inondabili per ipotetico collasso delle 250 dighe di calcestruzzo a volta e a gravità italiane. Il risultato è stato salvato in un geodatabase formato Spatialite.

La normativa nazionale di recente emanazione (D.M. 26 giugno 2014) richiede che le oltre 500 grandi dighe italiane siano a breve termine sottoposte a verifiche sismiche aggiornate. In considerazione della numerosità dei casi da analizzare e della complessità degli studi richiesti per un’accurata valutazione della loro sicurezza, la disponibilità di uno strumento di facile utilizzo che ne consenta una rapida classificazione, in base ai differenti livelli di rischio, costituisce un utile supporto alla redazione di una lista in ordine di priorità. Nel Triennio di ricerca 2015-2017 è stato sviluppato lo strumento IRIS (Indici di RIschio Sismico per le dighe in calcestruzzo) per supportare i gestori e le autorità al fine di individuare, per ogni diga in calcestruzzo a volta e a gravità e per via speditiva ma in modo non soggettivo, degli indici associati alla pericolosità sismica, alla vulnerabilità strutturale ed alle conseguenze di un ipotetico collasso dell’opera.

Per la valutazione dell’ultimo indice, cioè quello delle conseguenze, è necessario preventivamente valutare una mappa approssimata delle aree inondabili per l’ipotetico dam-break. Allo scopo di semplificare l’uso dello strumento da parte dell’utente finale, nel PAR 2018 si è ritenuto utile predisporre un geodatabase di supporto, denominato Hazard_GDB.sqlite, da precaricare in IRIS, con le mappe approssimate delle aree inondabili a valle di tutte le circa 250 dighe murarie a volta e a gravità per cui è previsto il calcolo dell’indice di vulnerabilità.

Per il calcolo delle mappe è stato utilizzato un metodo speditivo che si basa su tre fasi: la prima per la stima rapida dell’idrogramma delle portate derivanti dell’ipotetica rottura della diga, la seconda per la propagazione dell’onda di piena a valle e la terza per la delimitazione delle aree inondabili. I soli dati necessari sono costituiti da: volume d’invaso, altezza della diga, lunghezza del suo coronamento, rete idrografica nazionale digitale e modello digitale del terreno.

Il geodatabase finale contiene il dato della pericolosità della piena descritto mediante la mappa delle aree inondabili suddivisa in sottotratti, in ciascuno dei quali sono valutati: un parametro indicativo del grado di distruttività della corrente nel confronto dei beni materiali, uno relativo al tempo di arrivo dell’onda a partire dall’instante dell’ipotetico collasso della diga ed uno relativo al potenziale impatto della corrente nei confronti della popolazione.

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