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rapporti - Deliverable

Aggiornamento della mappa dei livelli di contaminazione misurati

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Aggiornamento della mappa dei livelli di contaminazione misurati

La mappa di severità massima dell’inquinamento degli isolatori è stata aggiornata con le misure di deposito sugli isolatori disponibili per gli otto prelievi realizzati durante la campagna biennale 2016-2018. I dati misurati sono stati dapprima rielaborati con un algoritmo in grado di considerare gli eventi di precipitazione avvenuti durante il periodo di campionamento e poi confrontati con la mappatura preliminare del 2015. E’ stata inoltre analizzata la composizione degli ioni inorganici presenti in 65 campioni di deposito raccolti durante la campagna di misura.

Nel triennio 2015-2017 la conoscenza ed esperienza modellistica pregressa presente in RSE è stata applicata negli studi di contaminazione superficiale degli isolatori delle linee elettriche aeree di alta tensione ed ha permesso l’aggiornamento preliminare della mappa di severità massima dell’inquinamento degli isolatori. La mappa preliminare, che ha sostituito la precedente di ENEL, ha fornito le indicazioni necessarie all’avvio di una campagna di misura biennale (2016-2018), realizzata in collaborazione con Terna, per la caratterizzazione dei livelli di inquinamento a cui sono sottoposti gli isolatori nel territorio italiano. Infatti, sulla base di essa, sono stati identificati 206 siti di campionamento in corrispondenza dei quali sono stati installati altrettanti sostegni con catene di isolatori di tipo “cappa e perno” in vetro temperato a profilo normale e 5 catene di isolatori “cappa e perno” in vetro temperato con profilo antisale, per un totale di 211 catene di isolatori campione.

L’attività oggetto del presente rapporto aveva come obiettivo quello di analizzare le misure condotte in collaborazione con Terna al fine di validare e aggiornare la mappatura preliminare dei livelli di severità del territorio italiano prodotta nel 2015 e giungere successivamente ad una versione stabile della mappatura puntuale basata sul dato osservato. In particolare, sono state analizzate le misure di ESDD e NSDD dei campioni prelevati nelle otto campagne di misura, sia tal quali sia rielaborate con l’algoritmo per la ricostruzione dei livelli massimi di deposito a partire dai valori di ESDD e NSDD misurati in funzione di diverse soglie di precipitazione. Tale algoritmo, sviluppato precedentemente, è stato ulteriormente aggiornato in questo anno di attività. In particolare, l’aggiornamento ha riguardato principalmente la modifica delle soglie di precipitazione e la selezione della stazione meteorologica necessaria alla sua applicazione.

I risultati hanno evidenziato che le regioni più soggette a inquinamento salino sono la Sardegna, soprattutto la costa occidentale, l’area Sud-Ovest della Sicilia, la costa meridionale della Calabria e quella orientale della Puglia.

L’aspetto più evidente dell’applicazione dell’algoritmo è stato l’innalzamento dei valori di ESDD e NSDD a seguito dell’introduzione del cambiamento nelle soglie di precipitazione. L’algoritmo ha quindi permesso di ridefinire le misure sugli isolatori campione al fine di ricondurle ai valori massimi di contaminazione del territorio italiano, rendendole così direttamente confrontabili con la mappatura preliminare.

I confronti mostrano un certo accordo tra le due distribuzioni nelle aree settentrionali e in Sicilia. In entrambi i casi, le zone più problematiche sono localizzate in Sardegna, dove il grado di severità dell’inquinamento raggiunge la classe “molto pesante”, nell’estremità meridionale della Puglia e lungo le coste campane e calabre. Anche nell’entroterra casertano si osserva un livello di inquinamento pesante dovuto alla sovrapposizione di inquinanti urbani con quelli di origine marina.

Tuttavia, i confronti mettono in luce come nelle restanti zone d’Italia la mappatura 2015 tenda a restituire dei valori inferiori rispetto a quelli ricostruiti dall’algoritmo a partire dai dati osservati.

Durante l’attività è stata anche condotta una prima fase sperimentale, di carattere preliminare, relativa alla speciazione della frazione ionica contenuta in 65 estratti di particolato atmosferico depositatasi sugli isolatori. L’attività sperimentale si è configurata all’interno di un progetto di collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra (DISAT) dell’Università degli Studi di Milano Bicocca (UNIMIB). Il confronto eseguito evidenzia una ottima correlazione lineare tra l’analisi chimica degli ioni inorganici e le misure di conducibilità elettrica con evidenti differenziazioni territoriali. I valori più elevati delle concentrazioni di equivalenti sono associate alle regioni insulari e costiere. La conoscenza della composizione chimica del deposito permetterà di approfondire in modo rilevante la comprensione del fenomeno, con particolare riferimento alla caratterizzazione delle tipologie di fonti che causano il deposito contaminante.

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