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rapporti - Deliverable

2.3.7b-Sistemi di comunicazione richiesti da una rete di distribuzione MT con elevata penetrazione di GD

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2.3.7b-Sistemi di comunicazione richiesti da una rete di distribuzione MT con elevata penetrazione di GD

Recently updated on Aprile 7th, 2021 at 12:38 pm

Il processo di diffusione della generazione distribuita sarà in grado di assicurare standard di qualità e continuità della fornitura elettrica pari a quelli attuali o superiori, a patto che tutte le risorse distribuite vengano efficacemente controllate e coordinate. Il processo di gestione tenderà quindi a trasformare la realtà attuale del sistema di distribuzione, passando gradualmente da una concezione passiva (sistema che preleva l’energia in AT e la distribuisce verso la BT) ad una attiva, in grado di interfacciarsi con la rete AT per la fornitura di potenza attiva e lo scambio di reattiva (servizi ancillari verso la rete di trasmissione). Il controllo (eventualmente remoto) e il coordinamento di risorse distribuite sul territorio (la rete di distribuzione può avere estensione di diversi chilometri) richiedono necessariamente una comunicazione tra le diverse unità allacciate. Tale interfacciamento dovrà essere necessariamente bidirezionale (comprendendo segnali di comando, segnali di stato, misure e segnali di allarme) e sufficientemente veloce, poiché l’introduzione di eccessivi ritardi nel sistema di gestione potrebbe essere in grado di destabilizzare l’intero sistema, pregiudicando la qualità e la sicurezza della fornitura stessa. L’analisi del flusso informativo richiesto dalla automatizzazione e interfacciamento delle unità GD in una rete di distribuzione MT evidenzia come esistano una molteplicità di segnali richiesti, che devono essere scambiati tra i vari attori del sistema con diverse priorità. Tale traffico di informazioni aumenta drasticamente nel caso (molto probabile) di gestione remota delle generazioni disperse. Nel rapporto sono stati analizzati i vari sistemi che potranno essere adottati nel futuro processo di informatizzazione e interconnessione delle risorse distribuite allacciate alla rete di distribuzione, confrontandone pregi e difetti in relazione alle funzionalità del sistema dove andranno ad inserirsi. Dall’analisi si evince come, al momento attuale, non esista una tecnologia che soddisfi pienamente tutti i bisogni di comunicazione e interfacciamento di ingenti quantità di potenza generata da unità disperse, soprattutto se vengono soppesate le prestazioni con l’aspetto pratico di installazione e quello economico (costo di installazione e canoni di comunicazione). Quest’ultimo fattore risulta particolarmente importante in quanto, diversamente dai grandi impianti di generazione allacciati in AT, la spesa per garantire una telecomunicazione sufficiente a gestire monitoraggio e telecontrollo rischia di assumere un peso rilevante all’interno dell’investimento richiesto per l’installazione di una unità GD. Poiché appare inevitabile l’adozione di diverse tecnologie comunicative per le varie funzionalità richieste (trasmissione dei segnali all’interno di un impianto, interfacciamento con la gestione degli altri impianti), un ruolo molto importante ricadrà sui dispositivi informatici che dovranno commutare le diverse tipologie di trasmissione dei segnali in modo affidabile e senza introdurre ritardi eccessivi nel percorso dei segnali di telecontrollo e monitoraggio.

Appare evidente che la comunicazione sarà basata su protocolli di tipo TCP/IP (ed eventuali suoi aggiornamenti futuri) poiché questa tipologia di trasmissione offre sufficienti prestazioni di compattezza, criptazione e trasferimento dei dati, garantendone anche la sicurezza attraverso invio ripetuto dello stesso segnale nel caso di falsa comunicazione (questo processo garantisce l’affidabilità della comunicazione a spese della latenza del segnale). Le tecnologie di comunicazione di prestazioni più elevate (e generalmente più costose) saranno riservate ad applicazioni più delicate e in grado di fornire un sostanziale vantaggio alla rete (ad esempio il coordinamento delle protezioni durante e immediatamente dopo la fase di guasto o la gestione del funzionamento in isola intenzionale), in modo da compensare l’investimento richiesto per la loro installazione. Canali di interfacciamento più diffusi ed economici saranno riservati a funzionalità che non richiedono un controllo in tempo reale (come la registrazione degli eventi di rete effettuata dall’autorità di controllo) oppure per la gestione di controllori che possono tollerare modesti ritardi di trasmissione in quanto i processi che vanno a governare sono contraddistinti da dinamiche lente nel brevissimo periodo. È questo, ad esempio, il caso dello sfruttamento delle unità GD per la regolazione della tensione nella rete di distribuzione (applicazione del controllo coordinato con possibilità di fornitura di servizi ancillari alla rete di trasmissione).

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