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rapporti - Deliverable

2.6.3.3-Sviluppo di configurazioni scarico zero del comparto acqua di centrali termoelettriche. Sperimentazione in campo del processo di nanofiltrazione applicato al refluo dell’impianto TSD mediante impianto pilota.

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2.6.3.3-Sviluppo di configurazioni scarico zero del comparto acqua di centrali termoelettriche. Sperimentazione in campo del processo di nanofiltrazione applicato al refluo dell’impianto TSD mediante impianto pilota.

Nel rapporto vengono presentati i risultati della sperimentazione effettuata in campo, sul refluo semisintetico prodotto a partire dall’effluente DeSO x -TSD, con l’impianto pilota progettato e realizzato per verificare la possibilità pratica di un recupero di materia (acqua e specie chimiche) con una configurazione del Sistema Acqua del tipo a “scarico zero”, cioè a ciclo chiuso. La sperimentazione ha riguardato i seguenti aspetti: • pretrattamento del refluo mediante addolcimento (rimozione cationi monovalenti, calcio e magnesio), analisi parametrica del dosaggio (reagente di addolcimento, pH, ecc.) • nanofiltrazione del refluo pretrattato, con analisi delle prestazioni (reiezione ioni mono e bivalenti), analisi parametrica (recovery e pH alimento). I risultati sono stati in linea con gli obiettivi, oltre le ipotesi iniziali relative alla rimozione dei soli ioni bivalenti per il fatto che è potuta osservare anche la separazione chimico-fisica e la reiezione delle specie fluoruro e selenio (Se +4 e Se +6 ). L’efficienza di rimozione del fluoruro dipende da parametri di processo non completamente identificati, anche se l’efficienza è risultata stabilmente superiore al 75% (arrivando a valori superiori al 90% alle basse concentrazioni elevate, <20 ppm). La sperimentazione ha permesso di verificare l’effetto dell’idrossido di magnesio precipitato sulla rimozione, probabilmente per adsorbimento del fluoruro e in minor grado del selenio, in particolare nella sua forma ossidata Se +6 . L’aspetto critico del pretrattamento mediante precipitazione è la sedimentazione dell’idrossido di magnesio. Possibili soluzioni riguardano la scelta di un coagulante e/o un diverso progetto del sedimentatore. La capacità adsorbimento del idrossido di magnesio è stata inequivocabilmente dimostrata dall’analisi del “fango” arricchito in fluoruri e selenio (Se +6 ). Le prestazioni della nanofiltrazione sono risultate significative, anche se inferiori alle attese per quanto riguarda la separazione degli ioni mono e bivalenti. Le prestazioni sono risultate invece superiori alle attese per lo ione fluoruro e per il selenio, in particolare per la specie Se +6 . Complessivamente si può affermare che lo schema di trattamento rispetta sostanzialmente le attese, anche se con una minor purezza del residuo salino risultante, per una maggiore contaminazione del cloruro e del nitrato con ioni monovalenti (in particolare da calcio e solfato). La capacità di reiezione per il fluoruro compensa in parte la minore efficacia del pretrattamento, mentre si dimostra elevata la capacità di reiezione del Se +6 . La sperimentazione ha quindi messo in luce le possibili strategie da adottare per una configurazione in grado di assicurare le prestazioni necessarie al conseguimento dello “scarico zero”, ma anche i margini per una ottimizzazione della configurazione attuale. In questo secondo caso il comportamento delle specie fluoruro e

selenio, in particolare del Se +6 nei trattamenti tradizionali e innovativi preludono allo sviluppo di interventi migliorativi e forse perfino decisivi per il rispetto dei limiti allo scarico di centrali alimentate con carboni caratterizzati da elevate concentrazioni di fluoro e di selenio all’origine.

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