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4.3.1-Sistema di supervisione della test facility: specifica del sistema

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4.3.1-Sistema di supervisione della test facility: specifica del sistema

Recently updated on Aprile 7th, 2021 at 01:23 pm

Le attività sperimentali nel campo della generazione d’energia richiedono che la progettazione e la realizzazione dei sistemi d’automazione, vale a dire di quanto preposto al controllo, alla supervisione ed alla comunicazione con l’operatore, abbiano l’obiettivo di raggiungere sia la robustezza e l’aderenza agli standard di un sistema industriale commerciale che la flessibilità e l’immediatezza d’uso di uno strumento di laboratorio. Questo poiché se da un lato le esigenze di sperimentazione non sono mai completamente definibili a priori, quindi il sistema deve potersi facilmente adattare ad esigenze di volta in volta diverse, per loro natura o perché formulate da differenti figure professionali, dall’altro le caratteristiche delle apparecchiature in gioco sono tali da non poter assolutamente sottovalutare la necessità di gestirle con i criteri d’affidabilità e sicurezza, tipici di un impianto industriale vero e proprio. Nell’applicazione in oggetto, il controllo della Test Facility i di generazione distribuita realizzata presso il CESI, il sistema sarà chiamato ad interfacciare un insieme eterogeneo di generatori e di carichi, ognuno provvisto di un proprio, autonomo, sistema di controllo. Figura 1 – Schema di massima del sistema LAN di campo HMI CAMPO Internet HMI URA LAN ACL ACLACLACL ACL

Dall’armonizzazione dei dati scambiati con questi sottosistemi, proverrà per l’operatore la possibilità di visualizzare in maniera omogenea e correlata lo stato dell’impianto e di emettere i comandi necessari per la sua corretta gestione. Tale funzione di controllo deve poter essere esplicata anche da moduli di calcolo che implementino strategie innovative di gestione, opportunamente ospitati nel sistema. Oltre a queste attività, più propriamente di conduzione, il sistema dovrà provvedere alla memorizzazione dello stato di tutte le variabili d’impianto per un lungo, anche se limitato, periodo temporale. Questo per consentire al ricercatore la selezione e l’archiviazione, su risorse di calcolo private, di sottoinsiemi di grandezze per particolari intervalli di proprio specifico interesse. In particolare alla luce di queste ultime esigenze appare molto desiderabile, se non mandatario, che il tutto sia realizzato nella metafora Web 1 ed in accordo con i più diffusi standard di mercato. Questo, infatti, oltre a minimizzare gli sforzi d’implementazione, particolarmente per il collegamento con i sistemi di controllo dei singoli apparati che spesso già per qualche verso rispondono a tali caratteristiche, consente di limitare l’esigenza di software per la postazione dell’utente alla disponibilità del browser 2 ; ormai standard in pratica su tutti i sistemi personali d’elaborazione. i G.Simioli – Specifiche funzionali di rete per la realizzazione di un campo prove sperimentale per GD presso CESI. (Rapporto CESI A2/040495) 1 o www (World Wide Web), termine coniato nel 1990 da Tim Berners-Lee (sviluppatore del linguaggio HTML) per indicare la rete Internet. 2 programma che consente la visualizzazione di ipertesti su Web con pagine scritte usando i vari linguaggi per ciò previsti (HTML, DHTML, Java, VBScript, JavaScript ed altri). Affiancato da apposite estensioni (plug-in) può attivare funzionalità come il suono ed i filmati. I due browser più diffusi sono Nescape Navigator e Microsoft Internet Explorer. N’esistono altri meno usati quali Mosaic e Opera. Può essere utilizzato anche per la consultazione d’ipertesti presenti sull’elaboratore locale.

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