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rapporti - Deliverable

4.3.6-Analisi delle metodologie di indagine per la raccolta di dati batimetrici e dei metodi di calcolo dei volumi in corpi idrici – Esecuzione di rilievi in un primo gruppo di bacini idrici e prime elaborazione dati.

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4.3.6-Analisi delle metodologie di indagine per la raccolta di dati batimetrici e dei metodi di calcolo dei volumi in corpi idrici – Esecuzione di rilievi in un primo gruppo di bacini idrici e prime elaborazione dati.

Lo studio in essere si pone l’obiettivo di analizzare varie applicazioni di una metodologia di determinazione del volume di invaso di un bacino idroelettrico tramite l’esecuzione di rilievi morfobatimetrici, con lo scopo di valutarne i rispettivi margini di incertezza per individuare la metodica che presenti il miglior rapporto costi/benefici. Nel presente rapporto vengono descritte le attività relative alla seconda fase dello studio che, sulla base delle metodologie di indagine individuate nel rapporto relativo alla definizione dei parametri di interesse [1], hanno riguardato le misure morfobatimetriche sui primi tre invasi scelti per la sperimentazione, l’elaborazione dei dati acquisiti in campo e le valutazioni sui primi risultati ottenuti. I rilievi morfobatimetrici sono stati effettuati sui tre bacini secondo i criteri definiti dalla metodologia di indagine scelta, basata su tre differenti percorsi di navigazione (parallelo allo sbarramento, perpendicolare allo sbarramento e concentrico rispetto alla forma dell’invaso). L’elaborazione dei risultati ha riguardato la verifica delle misure effettuate e l’organizzazione dei dati al fine di poter eseguire sia il calcolo dei volumi di riferimento sia la determinazione della volumetria di confronto risultante dalle diverse condizioni di prova. In questa fase iniziale, volendo esprimere una valutazione preliminare sui risultati, i metodi di elaborazione dei dati per calcolare il “volume di riferimento” di un generico bacino, che si avvicini, per quanto possibile, al volume di invaso “vero”, sono stati limitati al metodo di Kriging, rimandando l’utilizzo di altri metodi (es.: metodo TIN) alla fase finale della ricerca, prevista nell’anno 2005.

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