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4.6.2-SCENARIO CARBONE: METODOLOGIE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO ECOLOGICO Implementazione degli step procedurali mediante indagini sperimentali in un sito campione

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4.6.2-SCENARIO CARBONE: METODOLOGIE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO ECOLOGICO Implementazione degli step procedurali mediante indagini sperimentali in un sito campione

Secondo quanto indicato nella Scheda di Progetto “SCENARI” la Milestone 2 “Implementazione degli step procedurali mediante indagini sperimentali in un sito campione” del WorkPackage 6 ha affrontato il compito di analizzare “a supporto degli step procedurali dell’approccio alla valutazione del rischio”… le informazioni disponibili in termini di deposizione prevista al suolo di inquinanti, identificazione delle specie sensibili e dei fattori collaterali che influenzano il destino ed il trasporto degli inquinanti negli ecosistemi”. Questa attività è stata condotta alla luce delle scelte di priorità effettuate nella Milestone 1: �¾ il caso della valutazione del rischio ecologico da microinquinanti inorganici; �¾ il caso della valutazione di rischio per impianti di generazione a carbone del S.E. di cui è ipotizzabile o già prevista la realizzazione in una data area territoriale. Ma anche alla luce delle esigenze/problematiche ad esse associabili che hanno: �¾ introdotto elementi di complessità e di novità rispetto ad una procedura ERA tradizionale; �¾ orientato l’impostazione del framework nella direzione di uno strumento metodologico capace di sviluppare una valutazione previsiva del rischio su base sito-specifica (di microarea) e di produrre una stima dell’apporzionamneto del rischio (del contributo alla generazione dei livelli di esposizione ambientale potenzialmente in grado di produrre una situazione di rischio ecologico); �¾ influenzato la scelta della struttura assegnabile al framework nella direzione di un processo valutativo a due livelli sequenziali di grado crescente di complessità e di sito-specificità di indagine: Livello di Screening del rischio �Æ Livello di dettaglio Sito-specifico del rischi. Questi si assumono comunque basati sull’espletamento di quelle che sono le fasi tipiche di ogni processo ERA: Formulazione del Problema �Æ Analisi del Rischio �Æ Stima e Descrizione del Rischio Partendo proprio dal livello di ERA Screeenig (livello di apertura del framework) la Milestone 2 ha centrato l’attenzione in primo luogo sulla definzione degli elementi necessari per adempiere alle funzioni, fondamentali per la valutazione del rischio, della fase di Formulazione del problema. Una fase in cui si è chiamati a caratterizzare e puntualizzare i termini del problema, reperire gli elementi noti, o gli strumenti ed i metodi per la loro derivazione, che sono necessari per la stima e qualificazione dell’esposizione, dell’effetto e, a valle, del rischio ecologico potenziale per il contesto ecosistemico preso in esame. Nell’ambito della Milestone 2 si è proceduto in primo luogo: �¾ alla definzione di un quadro di elementi di input ritenuti utili e necessari per la conduzione del processo valutativo per microinquinanti inorganici (vedi: Capitolo 3); �¾ all’identificazione di un sito produttivo del S.E. (l’impianto termoelettrico Torrevaldaliga Nord, ubicato nel Comune di Civitavecchia in Provincia di Roma) da utilizzare come caso-tipo a supporto sia della fase costruttiva che di quella validativa del framework (vedi: Capitolo 3 e Appendice I)

Rispetto al quadro di elementi di input delineato ed utilizzando come riferimento il caso-tipo, si è poi proceduto al reperimento ed alla verifica della disponibilità e/o delle criticità legate agli elementi conoscitivi di ordine generale e caso-tipo-specifici. Tali elementi afferiscono : �¾ alla connotazione della sorgente del S.E. (impianto termoelettrico a carbone da realizzare), in termini di: caratteristiche generali e di processo; sorgenti principali e secondarie di impianto; capacità potenziale di apporto ambientale di macroinquinanti e di microinquinati inorganici; previsione degli ambiti territoriali di impatto (vedi: Capitolo 3, Appendice I); �¾ alla connotazione dell’area territoriale nell’intorno dell’impiant, in termini di: caratterizzazione generale; uso antropico del territorio; natura, localizzazione e capacità e modalità di rilascio ambientale di microinquinanti inorganici da parte di altre sorgenti antropiche; concentrazioni di background naturale e ambientale degli inquinanti; ecosistemi ed elementi ecologici di rilevanza (vedi: Capitolo 3, Appendice II); �¾ agli aspetti di bioconcentrazione/bioaccumulo dei microinquinanti, in termini di fattori relativi disponibili in letetratura per diverse categorie di recettore ecologico utilizzabili per la derivazione della PEC (Predicted Environmental Concentration) (vedi: Capitolo 3,Appendice II); �¾ agli strumenti (modelli) disponibili per la valutazione (stima) delle emissioni/immissioni e della dispersione ambientale dei contaminanti generati dalla sorgente del SE e dalle altre sorgenti antropiche (vedi: Capitolo 3, Appendice I, Appendice II); �¾ agli strumenti (modelli) disponibili per la valutazione (stima) della partizione e del destino dei contaminanti di interesse nelle matrici ambientali (vedi: Capitolo 3, Appendice II); �¾ ai valori soglia di non effetto disponibili in letteratura, generici e conservativi, per matrice e categoria di recettore ecologico da applicare per la derivazione della PNEC (Predicted No Effect Concentration) a livello di screening iniziale (vedi: Capitolo 3, Appendice II); �¾ ai database ecotossicologici disponibili per la derivazione di valori soglia di non effetto con un maggiore livello di caso-specificità da applicare per la derivazione della PNEC a livello di screening avanzato (vedi: Capitolo 3, Appendice II). Sulla base degli esiti di tale attività di reperimento dati, si è, quindi, proceduto alla focalizzazione di aspetti particolarmente carenti o critici, a valenza generale oltre che caso-tipo specifica (vedi: Capitolo 3) ed all’identificazione, tra questi ultimi, delle tematiche di ricerca ragionevolmente ponibili come oggetto di attività sperimentale nell’ambito del WP6. In merito alla componente di ricerca e sperimentazione del WP6 (vedi: Capitolo 4), si è stabilito di centrare l’attività sperimentale sulla messa a punto di approcci e strumenti metodologici da utilizzare: �¾ per la misura del livello di esposizione ambientale in termini di quota bioaccessibile e di specie chimiche a potenziale effetto tossico per il biota; �¾ per la derivazione di algoritmi/modelli di stima del livello di esposizione ambientale in termini di quota bioaccessibile e di specie chimiche a potenziale effetto tossico per il biota sulla base del relativo contenuto totale e delle proprietà chimico-fisiche delle matrici ambientali. Nello specifico è stata fatta la scelta di considerare, in prima istanza, due matrici ambientali: il suolo per l’ambito terrestre; la matrice acqua/sedimento per quello marino-costiero. Su tali basi si è proceduto all’individuazione: • degli appprocci metodologici da utilizzare per la misura del livello di esposizione ambientale, in termini di quota bioaccessibile e di specie chimiche a potenziale effetto tossico per il biota;

• dei parametri di matrice al contorno, da utilizzare per la stima del livello di esposizione ambientale in termini di quota bioaccessibile e di specie chimiche a potenziale effetto tossico per il biota e dei metodi per la loro misura in matrice; • alla pianificazione di due attività sperimentali – una per l’ambito terrestre (suoli) e una per quello marino-costiero (acqua e sedimenti) – da condurre nelle Milestone 3 e 4 su aree sperimentali opportunamente individuate all’interno dell’ambito territoriale inerente il caso-tipo del S.E ((vedi: Capitolo 2). Le attività sperimentali avranno anche la funzione di produrre dati, caso-tipo specifici, necessari per la fase validativa del framework ed inerenti le concentrazioni attuali dei contaminanti in matrice (derivazione dei livelli di background naturale e ambientale) ed i parametri di caratterizzazione chimico- fisica delle matrici ambientali.

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