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rapporti - Deliverable

5.1.2b-Analisi degli scenari e selezione della migliore alternativa per la soluzione HVDC (nuove linee o trasformazione di linee c.a. esistenti).

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5.1.2b-Analisi degli scenari e selezione della migliore alternativa per la soluzione HVDC (nuove linee o trasformazione di linee c.a. esistenti).

Il presente Rapporto si inserisce nell’ambito della RICERCA di SISTEMA 2003 / 2005, Progetto RETE21, Sottoprogetto NOVARET, e ha come oggetto l’individuazione di possibili soluzioni di collegamento in corrente continua HVDC per il potenziamento della rete italiana AAT, sulla base degli scenari individuati nel precedente Rapporto CESI A4514388. Nella individuazione degli scenari applicativi, si è tenuto conto della possibile evoluzione nel medio-lungo periodo del sistema elettrico italiano, relativamente allo sviluppo del carico, del parco di generazione (tradizionale e rinnovabile), delle infrastrutture di trasporto (in particolare la rete AAT) e delle interconnessioni con l’estero. Si è analizzata la ripartizione dei flussi di potenza (load-flow) a regime nelle condizioni di rete integra ed a seguito di contingenze (N-1) (analisi di sicurezza statica). Nel precedente Rapporto, era stato individuato come scenario di interesse per un potenziamento con HVDC quello che prevedeva una situazione di squilibrio di produzione al Sud, dovuta sia ad un eccesso di produzione locale sia allo sviluppo di interconnessioni per l’importazione dall’estero (Nord-Africa). Tale scenario comportava la possibilità di congestioni critiche sulla rete, tali da non consentirne l’esercizio in sicurezza e da pregiudicare il trasferimento di energia dalle zone con esubero di produzione alle zone con deficit di produzione, con inevitabili ricadute sul mercato elettrico. Nel presente Rapporto sono state quindi esaminate diverse soluzioni di collegamento fra le stazioni AAT ritenute più idonee, sia di tipo biterminale che triterminale. Per la soluzione biterminale, l’analisi dei flussi di potenza e dei livelli di corto circuito ha portato ad individuare come nodi più idonei quelli di Foggia e Forlì. Sono state esaminati diversi valori di potenza del collegamento HVDC, allo scopo di trasferire la potenza in eccesso dalle centrali del Sud verso le aree di maggior carico del Nord, limitando il carico sulla dorsale adriatica a quello necessario ad alimentare i nodi intermedi. Il notevole sviluppo previsto per la Calabria, in termini sia di produzione locale che di importazione dai Paesi del Nord Africa, ha suggerito la possibilità di una soluzione triterminale, con il terzo terminale nel nodo di Rizziconi; le rete calabra, infatti, con due dorsali a 380 kV su cui si attesteranno diverse nuove centrali, potrebbe costituire una limitazione sia alla produzione locale sia alle importazioni attraverso il futuro collegamento HVDC con Tunisia o Libia. Sono state svolte considerazioni sul sovraccarico ammissibile per il sistema HVDC, e per entrambe le configurazioni (biterminale e triterminale) sono state effettuate analisi di sicurezza statica della rete anche in caso di funzionamento del collegamento HVDC con un polo fuori servizio.

E’ stata anche esaminata l’ipotesi di trasformazione di linee esistenti da c.a. a c.c., che non sembra essere particolarmente attraente per il sistema elettrico, poiché lo stesso si presenta fortemente interconnesso, e dunque richiederebbe l’adozione di configurazioni HVDC a parecchi terminali (con evidenti implicazioni in termini di esercizio e di costi di investimento). Sono stati quindi valutati possibili schemi d’impianto, relativamente alle stazioni di conversione e alle linee aeree di collegamento.

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