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6.2.1-Sistema per la valutazione del deposito contaminante sugli isolatori. Architettura di sistema ed implementazione

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6.2.1-Sistema per la valutazione del deposito contaminante sugli isolatori. Architettura di sistema ed implementazione

Nel corso dell’ultimo decennio da più parti sono stati proposti dispositivi atti a rilevare la severità del deposito contaminante (ed a seguirne l’evoluzione nel tempo) sulle superfici degli isolamenti esterni al fine di ottimizzare interventi manutentivi utili a prevenire il degrado dielettrico degli stessi. I dispositivi suddetti sono stati esaminati e classificati sia in base al parametro di misura utilizzato (densità del deposito salino equivalente DDSE, conduttanza superficiale, corrente di fuga, etc.) che alla principale destinazione di impiego. In merito al monitoraggio nel tempo della severità del deposito contaminante sono stati ritenuti più idonei quei sistemi che attuano l’umidificazione forzata della superficie dell’isolatore sonda, eseguendo poi la misura della conduttanza del deposito. É compreso in detta categoria anche il dispositivo in oggetto, denominato AMICO. Il sistema che si intende realizzare effettua la misura della corrente di conduzione sullo strato contaminante che si accumula sulla superficie di un isolatore sonda. La misura può essere effettuata sia quando lo strato si trova nelle condizioni di umidificazione imposte dagli agenti atmosferici locali, come nel corso di un processo di umidificazione forzata dello strato medesimo. L’umidificazione forzata è ottenuta portando l’isolatore sonda a temperatura inferiore al punto di rugiada, in modo da ottenere la condensazione dell’umidità atmosferica sulla superficie dell’isolatore stesso. La temperatura della sonda è regolata da un fluido diatermico, circolante al suo interno. Un’apposita centralina elettronica governa l’intero processo di umidificazione forzata e, durante lo svolgimento del processo stesso, provvede a monitorare l’andamento temporale della conduttanza superficiale reiterando, ad intervalli programmabili, la misura della corrente di fuga sullo strato superficiale. Quando nel corso di alcune misure consecutive la corrente non presenta incrementi superiori ad un margine prefissato, si ritiene che l’andamento della conduttanza abbia raggiunto il suo apice, e che lo strato contaminante sia stato completamente inumidito. Il valore di conduttanza corrispondente al suddetto apice viene memorizzato quale indicatore della severità dei deposito contaminante accumulatosi sulla superficie della sonda. Il raffreddamento viene quindi interrotto e, al fine di minimizzare il dilavamento e/o la ridistribuzione dello strato contaminante superficiale, si effettua un modesto riscaldamento dell’isolatore sonda. Mano a mano che vengono rilevati, tutti i valori di conduttanza possono essere confrontati con una prefissata soglia di allarme. L’esecuzione del processo di umidificazione forzata richiede un periodo di tempo legato sia al tasso di umidità atmosferica che alle caratteristiche igroscopiche delle sostanze che compongono lo strato contaminante. Il processo in esame può essere eseguito in qualsiasi ora del giorno, purché l’ambiente presenti valori di temperatura compresi nell’intervallo 7-40 °C e valori di umidità relativa superiori al 30-40%. Il limite inferiore di temperatura é stato imposto per evitare il congelamento della condensa superficiale in quanto la successiva fusione della stessa causerebbe un incontrollabile dilavamento dello strato contaminante. Per tutta la durata del processo suddetto un apposito schermo mobile viene innalzato a

proteggere l’isolatore sonda da turbolenze in grado di alterare la progressività e l’uniformità dell’umidificazione dello strato. Con strumentazione di tipo corrente vengono rilevate anche temperatura ed umidità atmosferiche, nonché velocità e direzione del vento. I rilievi vengono effettuati in concomitanza ad ogni applicazione di tensione. Come scelta di funzionamento iniziale si può ipotizzare di agire sui parametri del sistema affinché operi nel seguente modo: �‰ effettuare con cadenza oraria una misura di conduttanza sullo strato contaminante mentre questo si trova nelle condizioni di umidificazione imposte dagli agenti atmosferici locali, �‰ eseguire il processo di umidificazione una sola volta al giorno, nelle prime ore del mattino, quando temperatura ed umidità atmosferiche sono generalmente più favorevoli alla esecuzione del processo stesso. Con temperatura ambiente inferiore a 7 °C la suddetta esecuzione viene posticipata ed eseguita nel primo pomeriggio, a patto che nel frattempo la temperatura si sia innalzata; �‰ rilevare la corrente di fuga ad intervalli di tempo programmabili nel corso dei processo suddetto; �‰ interrompere il processo di umidificazione al verificarsi di una delle condizioni seguenti: �ƒ dopo un periodo di tempo programmabile, qualora la conduttanza superficiale si dovesse mantenere a valori inferiori al valore impostato con una soglia programmabile; �ƒ qualora, per valori di conduttanza superiori al limite predetto, non si dovessero rilevare incrementi superiori al valore programmabile impostato; �ƒ qualora si dovesse rilevare un decremento di conduttanza tra due misure consecutive; �‰ riscaldare il fluido diatermico per circa 5 minuti al termine processo di umidificazione; �‰ segnalare e memorizzare l’avvenuto superamento di un valore di conduttanza programmabile.

Figura 1 – Il sistema AMICO

Figura 2 – Prime due repliche di AMICO installate in campo

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