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6.2.2-Caratterizzazione chimica e biologica di campioni di combustibili derivati dai rifiuti – Dati conclusivi.

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6.2.2-Caratterizzazione chimica e biologica di campioni di combustibili derivati dai rifiuti – Dati conclusivi.

E’ stata completata l’attività di caratterizzazione di campioni di combustibili derivati dai rifiuti (CDR) avviata nel corso del 2003. La caratterizzazione ha riguardato sia i parametri chimici più importanti (metalli pesanti, CHN, Cl, F, S) sia il potere calorifico. I campioni analizzati sono stati in tutto 18, reperiti tra quelli prodotti normalmente a livello nazionale e internazionale. Nel caso del fluoro, i dati possono essere collocati in tre diversi intervalli: -valori inferiori ai limiti di rivelabilità analitici (imballaggi di legno e residui di plastica e gomma cotta) -valori compresi tra 50 e 200 mg/kg (la maggior parte dei campioni) -valori superiori a 200 mg/kg (scarti di tessuti vegetali) Nel caso del cloro gli intervalli sono 4: -valori inferiori a 5000 mg/kg (imballaggi di legno, plastiche e gomme) -valori compresi tra 5000 e 10000 mg/kg (RSU vari, scarti tessuti vegetali ed etichette di bottiglie) -valori compresi tra 10000 e 25000 mg/kg (RSU indifferenziati e tappi di bottiglie) -valori superiori a 25000 mg/kg (pulper) Nel caso dello zolfo i dati non sono facilmente raggruppabili e si collocano nell’intervallo da 0 a 3500 mg/kg. I valori minimi si hanno per le plastiche varie e gomma cotta e gli imballaggi in legno, mentre i valori maggiori si osservano per tessuti vegetali e etichette di bottiglie. I dati relativi alle analisi del carbonio si collocano essenzialmente nei seguenti intervalli: -30-40% (scarti di tessuti vegetali) -40-50% (in maggioranza RSU oltre a etichette di bottiglie) -maggiore del 50% (plastiche, gomma cotta, pulper) Nel caso dell’idrogeno la concentrazione è generalmente compresa tra 4 e 8%: solo in due casi (tappi di plastica e pulper) si misurano valori superiori. Il contenuto di azoto è sempre molto basso ed attorno al valore dell’1%, mentre nel CDR costituito da scarti di tessuti vegetali il contenuto di azoto è prossimo a 2%. I valori di potere calorifico sono mediamente disposti attorno al valore di 5000 kcal/kg. Il campione costituito da scarti di tessuti vegetali presenta un valore inferiore (circa 3000 kcal/kg), mentre i campioni di scarti di pulper e di tappi di plastica mostrano valori più elevati (circa 8000 kcal/kg). La distribuzione dei valori di concentrazione dei metalli pesanti e dei cationi maggiori varia da campione a campione: i dati di confronto sono riportati nei capitoli seguenti. Alcuni elementi sono presenti in concentrazioni anche molto elevate, come ad esempio alluminio, calcio rame, mentre altri elementi come ad esempio il berillio mostrano valori di concentrazione sempre inferiori al limite di rivelabilità analitico. I

valori di concentrazione di diversi elementi sono correlati fra loro (ad esempio, Ni, Pb e Zn) indicando una probabile origine comune (metalli). Anche carbonio-idrogeno sono correlati nei campioni analizzati. I dati ottenuti sono serviti a completare quelli ottenuti in via preliminare nel 2003 e presentati in un precedente rapporto. Essi indicano una certa variabilità nei valori dei parametri di interesse. I dati complessivi servono sia allo scopo di avere un quadro d’insieme delle caratteristiche chimiche delle tipologie più comuni dei cambustibili derivati dai rifiuti sia come base di partenza per una classificazione dei CDR stessi oltre che per la validazione delle metodologie di analisi. Infatti, attraverso l’analisi replicata e possibili ricavare informazioni circa la ripetibilità analitica, da utilizzare per una prima selezione di metodi destinati poi alla validazione a livello nazionale ed internazionale.

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