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rapporti - Rapporto di Sintesi

Rapporto finale di sintesi del Progetto EVINGEN

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Rapporto finale di sintesi del Progetto EVINGEN

Il sistema elettrico italiano si caratterizza per una dipendenza dall’estero sia per quanto riguarda il soddisfacimento della domanda nazionale di energia elettrica (oltre il 15% di tale domanda è coperto da importazioni) sia in termini di combustibile primario, che per l’80% della produzione nazionale di energia dipende dalle importazioni di combustibile fossile, anche da aree geografiche che possono presentare criticità sotto l’aspetto della sicurezza di approvvigionamento. Ciò determina una certa vulnerabilità del sistema elettrico nazionale. Inoltre la struttura dei consumi primari di energia da parte del Sistema elettrico nazionale è fortemente sbilanciata verso combustibili ad elevato costo. Dati della Agenzia Internazionale per l’Energia relativi al 2000, indicano per l’Italia un utilizzo di petrolio pari al 51,3 % dei consumi, contro il 40,8 % della media europea; viceversa l’utilizzo del carbone è pari al 7,4 % contro il 14,5 % della media europea. Considerando poi la bassa efficienza media del parco termoelettrico italiano (39% circa) in relazione ad una età media degli impianti superiore a 20 anni, ne deriva un costo del kWh generato particolarmente elevato rispetto ai paesi ad elevata industrializzazione. Poiché il costo di generazione incide per circa il 65% sul prezzo ante-imposta del kWh si comprende come il prezzo del kWh sia particolarmente elevato in Italia. Dati dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, del 2001, elaborati da fonti Eurostat, indicano che in Italia il prezzo medio ante imposte per le utenze domestiche è pari a 13,82 centesimi di Euro, risultando il più elevato in ambito europeo con uno scostamento del 23,5% rispetto al valore medio; il prezzo ante imposte per utenze industriali con consumi oltre 70 GWh/anno è invece pari a 7,19 centesimi di Euro, risultando anche esso il più elevato in ambito europeo con uno scostamento del 52,7% rispetto al valore medio. In questo quadro di riferimento un progetto di Ricerca volto a sostenere l’evoluzione della generazione del sistema elettrico nazionale deve porsi gli obiettivi di ridurre la vulnerabilità del sistema elettrico e il costo di generazione del kWh, a vantaggio della competitività del “sistema Italia”. A tal fine è opportuno considerare che una riduzione dei costi di generazione viene in misura significativa comunque trasferita all’utente finale. In un regime completamente liberalizzato, con la piena funzionalità della borsa dell’energia, è ovvio che chi genera a costi inferiori avrà la precedenza nella vendita, con conseguente minor costo per l’utente. Nella struttura tariffaria attuale i costi fissi di generazione, trasporto e distribuzione dell’energia, sono definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas con la logica del price-cap (negli ultimi anni è stata applicata una riduzione pari al 4% annuo al lordo della inflazione), mentre i costi di combustibile vengono definiti dalla stessa Autorità sia attraverso la composizione del paniere di riferimento dei combustibili (attualmente 60 % olio combustibile, 23 % gas naturale e 17 % carbone), sia fissando valori inferiori per il

consumo specifico medio del parco termoelettrico (fissato nel 1997 a 2290 kcal/kWh e ridotto nel 2001 a 2260 kcal/kWh)1. La riduzione della vulnerabilità del sistema elettrico, per quanto concerne il parco termoelettrico di generazione, non può che passare attraverso l’impiego di combustibili di maggiore disponibilità a livello mondiale e ad una migliorata efficienza di conversione che comunque determina una riduzione del fabbisogno di combustibili primari. La maggior efficienza del parco di generazione determina inoltre una riduzione dei costi di generazione. Affinché tali obiettivi possano essere conseguiti è necessario, in primis, disporre di idonee tecnologie di generazione più efficienti e pulite rispetto a quelle attualmente offerte dal mercato, et post, attuare adeguate azioni di regolamentazione e monitoraggio per evitare che i vantaggi dello sviluppo restino ad esclusivo vantaggio di altri soggetti del sistema elettrico (tipicamente le aziende produttrici di energia elettrica). Il quadro di riferimento sopra delineato costituisce il background per un progetto di ricerca sulla evoluzione in senso innovativo della generazione di energia elettrica, a vantaggio dell’utente finale del sistema elettrico italiano. Il progetto EVINGEN rappresenta pertanto una opportunità per il sistema elettrico italiano, per una valutazione indipendente di tecnologie innovative di generazione di energia elettrica, caratterizzate da elevata efficienza, alta affidabilità, e nel pieno rispetto dell’ambiente. Tecnologie che partendo dalla struttura attuale della generazione di energia elettrica in Italia (per l’80% basato sull’impiego di combustibili fossili) non possono che essere orientate alla generazione termoelettrica. Volendo nel contempo orientarsi alla necessaria salvaguardia della sicurezza degli approvvigionamenti, appare indispensabile diversificare l’attuale mix dei combustibili fossili con un incremento del ricorso al gas naturale ed al carbone e riduzione dell’utilizzo del petrolio. E’ peraltro utile ricordare che nel progetto EVINGEN non sono contenute le attività di ricerca CESI relative alle problematiche ambientali della generazione di energia elettrica, oggetto in particolare di un altro progetto di Ricerca di Sistema: Progetto SOSTE: Sviluppo sostenibile della generazione di energia elettrica. Infine si segnala che il progetto EVINGEN è complementare ad altre azioni di ricerca sulla generazione di energia elettrica che CESI ha in corso sempre nell’ambito delle attività di Ricerca di Sistema sulla Generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili (Progetto ENERIN) e sulla Generazione di energia elettrica distribuita (Progetto GENDIS). 1 La riduzione del consumo specifico medio da 2290 kcal/kWh a 2260 kcal/kWh, pari all’1,3%, corrispondente ad un aumento del rendimento medio dal 0,375 % al 0,380 %, pari a 0,5 punti percentuali, ha prodotto un risparmio quantificabile, in prima approssimazione, in 0,0587 centesimi di Euro/kWh pari, per la sola produzione termoelettrica, a circa 130 milioni di Euro/anno.

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