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I criteri di base per affrontare il problema dell’introduzione del veicolo elettrico in un Comune italiano

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I criteri di base per affrontare il problema dell’introduzione del veicolo elettrico in un Comune italiano

La mitigazione del problema dell’inquinamento ambientale diventa sempre più pressante soprattutto nei grossi centri urbani. Una parte considerevole degli inquinanti vengono prodotti dai veicoli che circolano nelle strade cittadine. Da qui il lavoro sia di ricerca e sviluppo tecnico per poter disporre di veicoli sempre meno inquinanti e sia per mettere a punto delle politiche d’intervento che favoriscano l’introduzione di veicoli con nuovi tipi di motorizzazione. Ci si riferisce ai veicoli detti a basso o ridotto impatto ambientale e ai veicoli elettrici. Questi ultimi sono caratterizzati dal fatto che hanno emissioni nulle nel luogo di impiego. Sono ormai più di 20 anni che si assiste alla nascita di parchi dimostrativi di veicoli elettrici. Nell’ultimo decennio si è anche intensificato il lavoro per ciò che riguarda lo sviluppo della necessaria infrastruttura per la ricarica di tali veicoli. Già con le attuali prestazioni è ipotizzabile l’utilizzo del veicolo elettrico in maniera significativa in autoparchi aziendali, in sistemi di noleggio, per il trasporto pubblico e, per i privati, come seconda auto. E’ necessaria una politica unitaria nazionale, se non addirittura europea, che governi ed incentivi l’introduzione del veicolo elettrico e della infrastruttura di ricarica. Il Decreto Ronchi, e gli atti legislativi simili che lo hanno seguito, sulla mobilità sostenibile stanno proprio tentando di colmare tale lacuna. L’introduzione del veicolo elettrico può avvenire cercando di non disturbare il sistema preesistente (che per difendere gli ingenti interessi in gioco potrebbe avere reazioni anche eccessive) oppure andando a forzare progressivamente il sistema preesistente e, per frenarne le reazioni, si può cercare di fare intravedere che a un “business” se ne può sostituire un altro. Ad esempio alla benzina che non si consumerebbe si sostituirebbe il metano o, addirittura si può pensare che i veicoli elettrici equipaggiati con celle a combustibile (fuel-cell) possono produrre l’idrogeno necessario alla loro alimentazione mediante un reformer a bordo veicolo che produca idrogeno partendo dalla benzina Da quanto appena detto già si evince che l’introduzione più massiccia del veicolo elettrico non è qui auspicata a scapito di altre possibili soluzioni. In altre parole, pur essendo perfettamente convinti che le “strade dell’idrogeno” vadano intensamente ed attentamente studiate nei vari aspetti: – produzione – trasporto – stoccaggio – distribuzione – efficienza energetica – uso in fuel-cell o in motori a idrogeno (non dimenticando i problemi di sicurezza del veicolo nel traffico durante le situazioni normali e di emergenza, quali quelle durante un incidente),

si è anche perfettamente convinti che a fronte di una soluzione che potrebbe essere industrialmente disponibile fra circa venti anni, si vive una fase di emergenza ambientale con fasi acute sempre più frequenti. E qui s’innesta il veicolo elettrico già utilmente impiegabile in svariate applicazioni pur con le sue ridotte prestazioni. A ciò si aggiunga che stanno venendo a maturazione delle tecnologie di accumulatori che possono consentire un salto di qualità nelle prestazioni ed in particolare nell’autonomia che potrebbe anche triplicarsi rispetto a quella attualmente ottenuta con accumulatori al piombo. Ci riferisce, in particolare, agli accumulatori al litio (litio – ioni, litio – polimeri). Tali accumulatori possono essere in prospettiva molto convenienti dal punto di vista economico a patto che si riesca ad innescare delle economie di scale grazie ad una produzione quantitativamente significativa. Per assurdo con queste premesse si sta assistendo ad una generale marcata diminuzione di interesse nel veicolo elettrico da parte dei grandi costruttori automobilistici. Con la convinzione che il veicolo elettrico possa utilmente contribuire a rendere più vivibili i centri urbani, e non solo delle grandi città, si è pensato di preparare una guida che possa essere di ausilio a chi si accinga, all’interno di un’amministrazione comunale, all’introduzione di tali veicoli in servizi reali in sostituzione di veicoli convenzionali. Questo rapporto è relativo solo alla fase preliminare e propedeutica alla preparazione della guida vera e propria che sarà implementata in un software nella seconda parte del lavoro. In particolare in questo rapporto sono passati in rassegna gli: – interventi legislativi a favore dei veicoli elettrici; – alcuni esempi di applicazione di veicoli elettrici; – i possibili campi di utilizzo dei VE; – aspetti energetici e i consumi del VE dipendentemente dal tipo di applicazione. Per la preparazione della parte finale della guida le prestazioni richieste dall’applicazione verranno messe a confronto con quelle fornibili dai vari veicoli che potenzialmente potrebbero essere utilizzati in tale applicazione. Le prestazioni dei veicoli potranno essere inizialmente quelle fornite dal costruttore che saranno poi affinate per mezzo di un modello riportato in questo rapporto e sulla base della normativa tecnica vigente. Allo scopo di avere un supporto alla preparazione della guida che possa fornire dati aggiornati sulla base di varie tipologie di applicazioni reali, nella parte finale di questa attività si è proceduto alla formazione di un piccolo parco di quattro veicoli elettrici. Questa esperienza permette anche di paragonare le prestazioni, attuali, dei veicoli elettrici alle prestazioni, attuali ma soprattutto future, di veicoli quali quelli a fuel-cell, quelli ibridi e quelli a idrogeno la cui maturità industriale è posizionabile nel medio lungo termine.

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