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rapporti - Deliverable

La sicurezza di esercizio associata ai piani di tensione:il contributo fornito dalla regolazione secondaria e dai dispositivi FACTS

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La sicurezza di esercizio associata ai piani di tensione:il contributo fornito dalla regolazione secondaria e dai dispositivi FACTS

La presente nota tecnica si pone in continuità con il precedente documento: "Prestazioni dei FACTS e loro incidenza sulla regolazione automatica delle tensioni di rete in presenza della Regolazione Secondaria di Tensione – Descrizione del modello di sistema e risultati dell’analisi statica" (Rapporto CESI RETE- A0/021412 del 30/06/00). In esso si descrivevano i principali risultati di uno studio delle prestazioni dei FACTS e della loro incidenza sulla regolazione automatica delle tensioni di rete in presenza della regolazione secondaria di tensione (SVR), effettuato mediante l’impiego di opportuni modelli della rete italiana di trasmissione a 400kV implementati in avanzati strumenti di analisi statica e dinamica per sistemi elettrici di potenza. La regolazione secondaria di tensione è stata sviluppata ed implementata in diverse reti europee, fra cui l’Italia [1], con l’intento di migliorare la stabilità di tensione (VS, Voltage Stability) del sistema elettrico. Un’altra possibile soluzione per i problemi di VS e di capacità di trasporto (TC, Transfer Capability) è rappresentata dai dispositivi FACTS (Flexible AC Transmission Systems) [2, 3]. Vista l’evoluzione del mercato elettrico in Europa, è cresciuto l’interesse al riguardo degli effetti della SVR e dei dispositivi FACTS sulla VS e TC, con l’attenzione rivolta all’aumento della capacità di import/export della rete. Nel presente lavoro vengono presentati e discussi i modelli, le tecniche ed i risultati derivanti da un simile studio; in particolare, vengono confrontati i risultati che la SVR ed i FACTS comporterebbero se introdotti nel sistema elettrico italiano. Tutti i risultati, che sono presentati nel seguito, si basano sul margine di carico e sulle curve PV, attualmente considerate le tecniche standard per gli studi di VS e TC [4], ottenute attraverso l’utilizzo delle tecniche statiche per lo studio della stabilità di tensione. Più precisamente vengono confrontati i risultati che l’implementazione della SVR e l’installazione di dispositivi FACTS, sia connessi in derivazione (condensatore fisso o C, SVC, Static Var Compensator e STATCOM, Static Synchronous Compensator), sia connessi in serie (TSCS, Thyristor Controlled Series Capacitor e Phase_Shifter, variatore di fase) comporterebbero sul sistema elettrico italiano. A tal fine, è stato ipotizzato un aumento della richiesta di potenza, in alcune aree italiane, fronteggiata dai generatori presenti nei Paesi europei. E’ stato utilizzato un modello equivalente del sistema elettrico italiano comprensivo di un equivalente della rete europea. Questo lavoro è strutturato nel seguente modo: nel Capitolo 2 vengono trattati i concetti ed i metodi (la stabilità di tensione, la regolazione secondaria di tensione ed i dispositivi FACTS) usati per valutare gli effetti sulla VS e TC della SVR e dei FACTS. Il Capitolo 3 contiene la descrizione del sistema elettrico utilizzato nonché la configurazione della regolazione secondaria di tensione in implementazione in Italia. Nel Capitolo 4 vengono riportati i risultati di tutti gli studi effettuati supportati dalle curve PV e dai risultati numeri significativi. Il Capitolo 5 verte sui contributi principali del presente lavoro e sui possibili sviluppi futuri.

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