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rapporti - Deliverable

Metodi innovativi per il monitoraggio di frane

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Metodi innovativi per il monitoraggio di frane

Il rapporto a cui fa riferimento il presente sommario costituisce il Deliverable 7.1 – “Metodi innovativi per il monitoraggio di frane” e descrive le attività di ricerca di sistema svolte nell’area “Produzione e Fonti energetiche”, relativamente al Progetto 7 “Sicurezza dei bacini idroelettrici e utilizzo ottimale della risorsa idrica”. All’interno delle tematiche inerenti la sicurezza dei bacini idroelettrici la ricerca in oggetto si propone di migliorare l’efficacia e di validare gli strumenti e le metodologie recentemente sviluppate nel campo del monitoraggio di frane, avvalendosi delle sinergie con le ricerche svolte nell’ambito del progetto europeo GALAHAD (Advanced remote monitoring techniques for glacier, avalanches and landslides hazard mitigation). Nell’ambito del progetto europeo, iniziato nel 2005 e che avrà la sua conclusione nel corso del 2008, sono state sviluppate funzionalità di due tecniche di monitoraggio remoto, l’Interferometria Radar basata a terra (Ground Based Radar Interferometry – GB-SAR) e il Laser Scanner Terrestre (Terrestrial Laser Scanning – TLS). Nel rapporto relativo alle attività RdS sono presentati in modo sintetico gli sviluppi derivanti dall’applicazione della tecnica Laser Scanning, curati, nell’ambito del progetto europeo, direttamente da CESI RICERCA. Le attività sono state focalizzate su campagne di misura in un sito di test individuato sui Pirenei (Frana di Formigal, Huesca, Spagna). Il confronto tra acquisizioni multi – temporali ha consentito di calcolare i vettori di spostamento medio della superficie di frana. La tecnologia di controllo è stata anche applicata per il monitoraggio dei fenomeni geodinamici in atto presso il Ghiacciaio del Belvedere alla base del versante orientale del Monte Rosa e che sovrasta l’abitato di Macugnaga (VB). L’attività di controllo svolta sui Pirenei insieme ad una seconda serie di misure sperimentali eseguite presso il Ghiacciaio del Belvedere, ha consentito da un lato lo sviluppo e la messa a punto di strumenti di analisi e metodologie per il calcolo degli spostamenti su movimenti franosi, e dall’altro di svolgere un confronto e una validazione dei dati ottenuti con tecniche di misura più tradizionali. Il rapporto contiene i risultati degli studi finalizzati al monitoraggio dei movimenti di pendii instabili utilizzando la tecnica laser scanner. La misura degli spostamenti superficiali di un versanti instabili, se eseguita con tecniche tradizionali, può risultare difficoltosa: l’accesso all’area instabile è necessario nella maggior parte dei casi, per la misura diretta o per l’installazione di strumentazione di controllo. La tecnica laser scanner offre l’opportunità di monitorare un’area instabile senza l’accesso diretto e di verificare l’affidabilità delle misure locali (necessariamente puntuali) ottenute da misure periodiche manuali indipendenti, come le misure topografiche tradizionali o le misure con la tecnica Global Positioning System (GPS). Il laser scanner può essere perciò considerato un valido strumento per mappare e monitorare i movimenti superficiali su una vasta area a supporto ed integrazione dei tradizionali sistemi di monitoraggio. Un ultimo argomento riguarda la possibilità di usare il laser scanner da postazione fissa per il monitoraggio della frana in situazioni critiche. A questo scopo è fornita una descrizione di un sistema di controllo remoto di un laser scanner, che potrebbe risultare particolarmente utile per potere operare da valle e per lunghi periodi, ove le condizioni di pericolosità del sito e le necessità di un monitoraggio continuo lo richiedessero. Oltre alle funzionalità di collegamento, configurazione ed acquisizione da remoto, è stata testata una semplice funzionalità di programmazione temporale delle scansioni. Queste metodologie di monitoraggio possono essere utilmente implementate per il controllo anche dei possibili movimenti superficiali di sponde e di pareti rocciose di opere di sbarramento e dei versanti di serbatoi artificiali, consentendo di misurarne l’entità e la loro variazione nel tempo e fornire informazioni geostrutturali di supporto, integrando e completando i tradizionali sistemi di monitoraggio.

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