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Metodologia di determinazione della quota rinnovabile di energia elettrica generata da impianti alimentati a biomassa o a rifiuti, mediante il metodo della misura del 14C alle emissioni e mediante modello matematico che implementa il metodo del bilancio

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Metodologia di determinazione della quota rinnovabile di energia elettrica generata da impianti alimentati a biomassa o a rifiuti, mediante il metodo della misura del 14C alle emissioni e mediante modello matematico che implementa il metodo del bilancio

Il presente documento è stato redatto nell’ambito del progetto “Studi sulla produzione elettrica locale da biomasse e scarti – Compatibilità ambientale dell’utilizzo delle biomasse” definito nell’Accordo Triennale tra il Ministero dello Sviluppo Economico e E.R.S.E. S.p.A. firmato il 29 Luglio 2009. In particolare il Rapporto tratta dello sviluppo di metodologie atte alla determinazione della quota rinnovabile di energia elettrica generata da impianti alimentati a biomassa o a rifiuti. La problematica, già affrontata per alcuni aspetti specifici nel precedente triennio di RDS, è stata incentrata sui seguenti aspetti fondamentali: • ottimizzazione sperimentale di una metodologia di determinazione della quota rinnovabile di energia elettrica generata da impianti ibridi alimentati a biomassa o a rifiuti, mediante il metodo della misura del 14 C alle emissioni; • messa a punto di un modello matematico per l’applicazione del metodo basato sul bilancio di massa ed energia per la quantificazione della quota di energia rinnovabile prodotta da impianti ibridi; • individuazione, attraverso raccolta di dati di letteratura o dati disponibili presso i produttori e gli utilizzatori di particolari tipologie di rifiuti, di metodologie di stima indiretta del contenuto di biomassa in rifiuti difficilmente maneggiabili. Il primo punto è stato sviluppato anche nell’ottica di contribuire all’elaborazione di una norma nazionale (UNI) sull’argomento. Una bozza della “Norma Italiana E0209B460 “Impianti di co-combustione, incenerimento e co-incenerimento – Determinazione del contenuto di energia biodegradabile in ingresso all’impianto” è in elaborazione presso il CTI (Comitato Termotecnica Italiano), Ente federato ad UNI. Il secondo punto, ha portata alla realizzazione della prima versione di un modello matematico per la determinazione della frazione di energia rinnovabile prodotta in impianti ibridi, attraverso l’utilizzo di dati ricavati dal normale esercizio dell’impianto e da dati di letteratura relativi alla composizione delle frazioni biodegradabile e fossile del combustibile utilizzato (solitamente Rifiuti Urbani). Con il terzo punto si è invece inteso affrontare il problema della quantificazione della quota rinnovabile di energia prodotta in impianti ibridi, attraverso la composizione chimica e merceologica del combustibile (solitamente residui industriali e rifiuti urbani e speciali non pericolosi). Ciò è di particolare importanza in quanto esistono pochi dati di letteratura sulla composizione chimica e merceologica di rifiuti industriali, di fatto, già utilizzati o potenzialmente in impianti di termovalorizzazione. Per alcune tipologie di rifiuto, quali i rifiuti ospedalieri pericolosi o infettivi, o gli pneumatici, questa strada sembra la solo praticabile nell’impossibilità oggettiva di trattare manualmente i rifiuti suddetto e (nel caso degli pneumatici) nella difficoltà di applicazione delle metodologie normate di caratterizzazione chimica. A tale scopo è anche stata avviata la costruzione (in ambiente Excel di Microsoft OfficeTM) di un database provvisoriamente identificato come DB Waste Reference nel quale si è scelto di archiviare i dati raccolti. Nello stesso ambito di studio è attivo un contributo a IEA – Bioenergy, Task 36 “Integrating Energy Recovery into Solid Waste Management”. IEA Bioenergy è stata fondata nel 1978 dall’International Energy Agency (IEA) con lo scopo di favorire la cooperazione e lo scambio di informazioni tra I Paesi che hanno programmi nazionali di ricerca e sviluppo della Bioenergia. L’obiettivo della Task 36 include: • condividere informazioni tra i paesi partecipanti; • favorire lo sviluppo di tecnologie di recupero energetico ambientalmente compatibili; • stimolare l’interazione e la sinergia tra i diversi programmi nazionali di RD&D, industria e istituzioni; • assistere i paesi non partecipanti all’agreement nell’adottare pratiche appropriate di gestione dei rifiuti al fine di incrementare il proprio standard ambientale; • identificare ed interagire con le più appropriati organizzazioni internazionali del settore. In tale ambito ERSE ha curato la redazione del Country Report per L’Italia, in collaborazione con GSE. Il testo ufficiale è reperibile come allegato al Rapporto Aggiuntivo 10000287.

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