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Potenzialità di decarbonizzazione nel settore manifatturiero e agroalimentare

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Potenzialità di decarbonizzazione nel settore manifatturiero e agroalimentare

Nel più ampio contesto di transizione delle attività produttive, il presente documento integra lo studio complessivo di settore analizzando l’aspetto della digitalizzazione delle PMI manifatturiere, valutandone livello di adozione, benefici e criticità riscontrate, nell’ottica della costruzione di una metodologia per la stima del potenziale di decarbonizzazione. Parallelamente è stato analizzato il ruolo delle filiere agroalimentari nella transizione energetica, integrando gli studi precedenti con l’analisi delle filiere dell’olio di oliva e della frutta, oltre che un’analisi trasversale sui settori vitivinicolo, lattiero caseario, del pomodoro e della pasta.

La conferma di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea il18 luglio 2024, dovrebbe garantire continuità rispetto agli obiettivi climatici posti dal Green Deal nel 2020. Per l’industria, in particolare, il previsto Clean Industrial Deal dovrebbe dare concreta attuazione alle strategie di decarbonizzazione del comparto, conciliando gli aspetti di sostenibilità ambientale con quelli di competitività economica.

 

In tale contesto, il presente studio mira ad analizzare il percorso di transizione in atto da parte di due specifici settori economici italiani, il manifatturiero e l’agroalimentare, utilizzando come chiave di lettura, in entrambi i casi, il ruolo e le potenzialità delle tecnologie digitali all’interno dei processi di produzione.

 

Per quanto riguarda il settore manifatturiero, la stima del potenziale di decarbonizzazione relativo all’innovazione digitale delle imprese è stata perseguita mediante una metodologia che prevede l’utilizzo combinato di un approccio top-down e bottom-up.

 

Nel primo caso si è formulata inizialmente una visione generale del sistema, attraverso l’analisi della misura nazionale denominata Investimenti sostenibili 4.0, volta a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale delle micro, piccole e medie imprese.

 

Nel secondo caso, è proseguito l’approfondimento dei risultati dell’indagine realizzata in collaborazione con Piccola Industria – Confindustria, focalizzandosi, inoltre, sulla presentazione di esempi applicativi legati alla digitalizzazione nelle imprese, quali la diffusione delle tecnologie abilitanti 4.0 e le tipologie e modalità di raccolta dati delle aziende intervistate.

 

Le analisi proposte fanno direttamente riferimento ai capisaldi dello sviluppo del settore: il piano Transizione 4.0 (e il suo parallelo Transizione 5.0) e il Net Zero Industry Act. In particolare, il focus si è incentrato sulle micro, piccole e medie imprese, e, attraverso l’analisi degli Investimenti sostenibili 4.0 e dei risultati dell’indagine realizzata in collaborazione con Piccola Industria – Confindustria, ha confermato la netta predominanza degli investimenti in beni materiali rispetto a quelli immateriali e fatto emergere quanto i potenziali benefici energetici derivanti dagli interventi di digitalizzazione siano ancora inesplorati.

 

L’approfondimento sul Net Zero Industry Act ha invece riguardato una prima fase di ricostruzione dei flussi di approvvigionamenti nazionali in merito alle materie prime utilizzate nella catena di produzione delle tecnologie per la transizione.

 

In merito al settore agroalimentare, in analogia con quanto realizzato per l’industria, lo studio sull’impatto delle tecnologie digitali sulla filiera agricola e zootecnica ha confermato una tendenza di crescita sia nel valore di mercato delle soluzioni di Agricoltura 4.0, sia nell’adozione delle stesse da parte delle aziende, con una particolare attenzione ai sistemi di monitoraggio e controllo di macchine e attrezzature agricole.

 

Infine, si presentano gli esiti delle indagini sui temi della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica realizzati su nuovi esempi di filiere agroalimentari, quali quelle della produzione di olio di oliva e della frutta. I risultati delle precedenti campagne effettuate sui settori vitivinicolo, lattiero caseario, del pomodoro e della pasta sono stati invece raccolti in un’analisi trasversale che ha permesso di evidenziare come le differenze nell’approccio all’innovazione e all’utilizzo di fonti rinnovabili dipendano fortemente dal settore di appartenenza e dalla tipologia di impresa.

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