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rapporti - Deliverable

Power Line Carrier a larga banda su reti BT per la costruzione di una infrastruttura di comunicazione

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Power Line Carrier a larga banda su reti BT per la costruzione di una infrastruttura di comunicazione

Accanto all’uso tradizionale della comunicazione su power line (PLC) come veicolo per il telecontrollo di impianti si stanno affermando nuove applicazioni che sfruttano l’estrema pervasività della rete elettrica per estendere le potenzialità delle comunicazioni PLC al mercato delle applicazioni domestiche. Le potenzialità di questo mercato sono molto articolate e vanno dalla offerta di servizi di vera e propria automazione domotica, quali la telesorveglianza ed automazione di edifici, la manutenzione degli elettrodomestici da remoto, fini ad offrire servizi tipici delle reti di telecomunicazione, vale a dire comunicazioni voce e messaggi, connettività alle reti telematiche. Dal punto di vista delle infrastrutture necessarie a supportare i servizi sopra richiamati attraverso l’uso della comunicazione PLC su rete BT è possibile una suddivisione in due segmenti principali: • L’utilizzo delle infrastrutture che le utility stanno predisponendo per la telegestione dei propri misuratori, che hanno prestazioni relativamente modeste in termini di capacità trasmissiva, ma lasciano libera una parte della banda disponibile che può essere utilizzata a questo fine; il principale vantaggio è costituito dal costo aggiuntivo molto basso. • La predisposizione di infrastrutture ad hoc ad alte prestazioni, oggi rese possibili dall’impiego di sofisticate tecnologie di diretta derivazione dalle tecnologie di comunicazione digitale xDSL. Il costo di queste infrastrutture è comparabile a quelle di una rete xDSL, con il vantaggio di non richiedere un cablaggio dedicato. In questo rapporto l’attenzione è focalizzata sulla seconda delle applicazioni sopra richiamate. I requisiti di prestazione che si perseguono sono quelli di disporre, attraverso la rete BT, di una capacità di comunicazione dell’ordine dei 10 Mbit al secondo, condivisa tra gli utenti connessi ad una rete BT. La banda di frequenza attualmente considerata è quella compresa tra 1 e 30 MHz. Dal punto di vista tecnico le difficoltà principali derivano ovviamente dalla natura del mezzo trasmissivo che, non essendo stato realizzato per un tale impiego, soffre di limitazioni e controindicazioni. In particolare non si stanno utilizzando circuiti di caratteristica, ai fini della comunicazione, nota e controllata ma reti composte da cavi di diverso tipo, con topologie diverse, con carichi connessi che variano continuamente. Come conseguenza diretta si hanno sia attenuazione che rumore elevati e non facilmente prevedibili. D’altro canto risulta economicamente non praticabile una attività di caratterizzazione capillare delle reti da impiegare per la realizzazione del sistema di comunicazione. La problematica viene quindi affrontata:

• Con azioni sul fronte dell’approfondimento della conoscenza del comportamento delle reti puntando alla tipizzazione del comportamento degli elementi componenti tali reti, attraverso campagne di caratterizzazione mirate, la messa a punto di un modello comportamentale e di strumenti da utilizzare nella fase di progettazione del sistema. • Sviluppando sistemi di comunicazione flessibili ed adattativi. Dal punto di vista normativo molto si sta facendo e rimane da finalizzare. In particolare gli aspetti più urgenti riguardano • La normazione della condivisione dell’uso, sui cavi di energia, della banda di frequenze sopra richiamate: • per gli impieghi come mezzo per la realizzazione di reti locali all’interno delle abitazioni, • come mezzo di accesso della comunicazione dall’esterno della abitazione e connettività alle reti telematiche. • La normazione delle emissioni elettromagnetiche nell’ambiente generate dai sistemi di comunicazione che possono interferire con altri sistemi di comunicazione, con particolare riferimento alle comunicazioni radio. Dal punto di vista del mercato vanno fatte le seguenti osservazioni. Gli Stati Uniti non hanno fino ad ora dimostrato grande interesse all’utilizzo della rete elettrica come mezzo di comunicazione per due motivi: − la maggioranza delle cabine di distribuzione in BT hanno pochi utenti (10-15) connessi ad ognuna (sono in pratica dei trasformatori da palo) − esiste una rete capillare di cavi a larga banda per la televisione via cavo. La diffusione di questo mezzo di comunicazione richiederebbe, per essere economicamente conveniente, una adesione al 100% degli utenti. Va tuttavia osservato che dal punto di vista del mercato dei servizi è quello meglio predisposto ad accettare l’offerta di connettività permanente ad internet. Il Giappone si trova in una situazione analoga agli US. La situazione in Europa, pur con differenze tra nord e sud, rende conveniente lo sfruttamento della rete elettrica come mezzo di comunicazione, almeno fino a quando non sarà completata la cablatura in fibra ottica (6 anni è una stima corrente). In Italia il numero di utenze collegate ad una cabina secondaria si aggira mediamente sulle 200 unità.

La situazione in america latina è particolarmente favorevole, non essendo previsto nessun investimento in piani di cablatura. Dal punto di vista del mercato sono ovviamente i servizi che si pensa di offrire che possono decretarne il successo, l’offerta di connettività ad internet è il punto di partenza. Si può tuttavia dire che il punto di forza di questa nuova infrastruttura risiede nel fatto di non richiedere i tempi e gli investimenti necessari alla stesura fisica delle connessioni e risulta quindi l’unica alternativa, già oggi utilizzabile, al cosiddetto "ultimo miglio" della rete di telecomunicazione.

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