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Progetto di un nuovo scafo per veicolo subacqueo a lungo raggio

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Progetto di un nuovo scafo per veicolo subacqueo a lungo raggio

Recently updated on Aprile 7th, 2021 at 01:24 pm

Nella seconda metà degli anni 90, intendendo applicare le metodologie dell’ispezione subacquea alle attività di manutenzione degli impianti idroelettrici e termoelettrici, erano stati costruiti due veicoli subacquei del tipo ROV (Remotely Operated Vehicle) in quanto, allora come ora, si era riscontrato che la tipologia di tali sistemi pur presenti in numerosi esempi sul mercato non si adattava alle peculiari esigenze del sistema elettrico. In particolare non sono tuttora commercialmente disponibili ROV di taglia medio – piccola, quindi adatti ad operare in ambienti angusti quali le condotte di adduzione acqua di mare al condensatore delle centrali termoelettriche del diametro di 2÷3 metri, che siano nel contempo operativi in un raggio di 2000 metri, tale appunto è la lunghezza che queste opere possono raggiungere. Era stato quindi realizzato un primo veicolo, denominato VAS (in seguito LORIS, acronimo di LOng Range Inspection System), operativo in condotti di diametro minimo di 2 metri e fino a 2000 metri di lunghezza. Di questo veicolo è ormai disponibile una vasta esperienza operativa in svariate campagne di ispezione entro opere sommerse (canali di adduzione acqua di mare al condensatore nelle centrali termoelettriche) o all’esterno di tubazioni su fondali marini o lacustri (oleodotti od altro) che, se pur sempre confortate da lusinghieri successi, ci hanno comunque portato ad evidenziare una serie di requisiti che possono notevolmente aumentarne le capacità e la sicurezza operative. In particolare si è avvertita la necessità di: �ƒ migliorare la manovrabilità verticale del veicolo con l’aggiunta di un secondo motore oltre a quello attualmente disponibile per tale funzione, ottenendo contemporaneamente e più potenza in manovra e la maggior sicurezza risultante dalla ridondanza di tale componente altrimenti critico; �ƒ ampliare la strumentazione sonar di bordo con una seconda testa profilatrice in grado di migliorare notevolmente, lavorando in coppia con quella già presente, la qualità dei tracciati durante le campagne di ispezione su oleodotti appoggiati sul fondo; �ƒ completare il veicolo con la capacità di effettuare limitati interventi di manipolazione su componenti sommersi, come il prelievo di campioni, l’aggancio di relitti o quant’altro. Queste attività hanno comportato la progettazione di un nuovo scafo su cui montare, con le integrazioni di cui sopra, i componenti del vecchio veicolo. Inoltre queste espansioni, già avviate o prevedibili stante le aumentate potenzialità di carico, rendono necessario ridisegnare lo slip-ring per l’aspo avvolgicavo in modo da disporre di un numero maggiore di canali di collegamento tra il veicolo e la console di comando.

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