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rapporti - Deliverable

Prove di concentrazione di salsa di pomodoro con un impianto sperimentale a compressione meccanica del vapore

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Prove di concentrazione di salsa di pomodoro con un impianto sperimentale a compressione meccanica del vapore

Nell’ambito di attività dimostrative sulle elettrotecnologie efficienti per l’industria di processo, il CESI ha individuato nella Compressione Meccanica del Vapore (CMV) un sistema conveniente, dal punto di vista dei consumi energetici, per i processi di concentrazione e di essicazione, in particolar modo riferiti a prodotti alimentari. Con la CMV lo stesso vapore di processo, ottenuto dall’evaporazione del prodotto, viene compresso mediante un elettrocompressore per innalzarne la temperatura. Così compresso il vapore viene restituito al processo per cedere calore, condensando, al prodotto da concentrare, producendo del nuovo vapore di processo. In tal modo il sistema, una volta avviato, si autosostiene, a meno delle perdite che vanno integrate (con vapore vivo, come in questo caso, o con resistenze elettriche), con un consumo di energia primaria, rispetto ad un evaporatore a triplo effetto tradizionale, ridotto a meno di 1/3. In pratica esistono diversi ostacoli alla diffusione di questa tecnologia efficiente, legati a perplessità dei potenziali utilizzatori sui costi, sulla complessità e affidabilità dei compressori disponibili. Per questo motivo è stato avviato un progetto dimostrativo con lo scopo di dimostrare la fattibilità e l’efficienza di un processo evaporativo a CMV. Si sono così presi accordi con la SSICA (Centro sperimentale per le tecnologie di conservazione alimentare) per convertire a CMV un evaporatore a semplice effetto, disponibile presso i loro laboratori di Parma. Tale impianto era attualmente utilizzato per la concentrazione di pomodoro, un processo molto diffuso. Infatti in Italia ogni anno circa 1.8 milioni di tonnellate d’acqua vengono evaporate per produrre del concentrato di pomodoro. Per esigenze pratiche di utilizzo e di confronto le modifiche sono state effettuate in modo da minimizzare gli interventi e consentire l’utilizzo dell’impianto sia nella nuova versione a CMV che in quella tradizionale con vapore vivo: questa scelta ha impedito l’ottimizzazione del processo. In tale rapporto si descrivono l’attività di messa a punto dell’impianto convertito a CMV e la seguente fase di sperimentazione su tale impianto. In questa seconda attività è stato concentrato fino a oltre 20 brix del succo di pomodoro ottenuto dalla diluizione con acqua di concentrato di pomodoro, dimostrando la fattibilità tecnica della concentrazione a CMV di tale prodotto alimentare. Le prove sperimentali hanno dimostrato che la CMV, quando propriamente applicata, consente risparmi di energia primaria e di costo. Inoltre non sono stati evidenziati problemi particolari di sporcamento del compressore e dello scambiatore di calore, o legati all’acidità del prodotto da concentrare. Per la realizzazione di tali prove non sono stati utilizzati componenti specifici per tale processo a CMV (per esempio il compressore volumetrico era sovradimensionato rispetto all’evaporatore disponibile), né l’impianto era ottimizzato complessivamente per la CMV: ciononostante si sono ottenuti risultati

soddisfacenti. Sicuramente risultati migliori potranno essere ottenuti con un impianto progettato ad hoc. Quindi, si ritiene che questa esperienza possa stimolare i costruttori a sviluppare ed immettere sul mercato vari tipi di concentratori a CMV opportunamente dimensionati e adatti a differenti esigenze specifiche.

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