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Prove sperimentali di inverter trifase per fotovoltaico in accordo alla normativa diconnessione alla rete, di anti-islanding e al protocollo proposto da SANDIA

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Prove sperimentali di inverter trifase per fotovoltaico in accordo alla normativa diconnessione alla rete, di anti-islanding e al protocollo proposto da SANDIA

Si documenta un insieme di sperimentali volte a stabilire se le prove di anti-islanding previste dalla Norma IEC 62116 abbiano una valenza generale tale da poterle estendere a più inverter fotovoltaici contemporaneamente connessi. Inoltre vengono analizzate le differenze delle finalità delle prove di inverter previste dai protocolli di test dei Laboratori SANDIA e quelle della Norma italiana CEI 0-21.

Il presente Rapporto documenta le prove di laboratorio effettuate su inverter per interfacciamento in retedi generatori fotovoltaici svolte presso RSE.
Una prima parte delle attività ha avuto l’obiettivo di stabilire se le prove delle protezioni di anti-islanding, così come previste dalla norma IEC 62116, abbiano un carattere di generalità sufficiente peressere estese a gruppi di inverter (due o più) connessi in rete. Le prove sono state effettuate secondo il protocollo previsto dalla Norma, ma connettendo due inverter fotovoltaici in rete e realizzando il bilanciamento tra la potenza complessiva erogata dalle macchine e quella assorbita dal carico. I risultati delle prove hanno permesso di concludere che la presenza di due inverter non rappresenta un fattore chefavorisce la formazione di isole indesiderate. Inoltre, il protocollo di prova descritto dalla Norma, poiché più focalizzato sulla dinamica del carico che su quella degli inverter, ha dimostrato un carattere digeneralità sufficientemente ampio da poter essere esteso alla prova contemporanea di due inverter. Una possibile criticità in questo senso potrebbe sorgere quando si volesse estendere la prova a molti inverter contemporaneamente connessi. In questo caso, infatti, effetti di compensazione tra gli sbilanciamenti d ipotenza causati dei diversi algoritmi di ricerca del punto di massima potenza potrebbero aumentare la probabilità di formazione dell’isola indesiderata.
Una seconda parte di attività è stata invece mirata all’analisi delle differenze delle finalità delle provefunzionali di inverter previste dai protocolli di test dei Laboratori SANDIA (USA) rispetto a quelle contenute nella Norma italiana CEI 0-21. A tale scopo sono state selezionate alcune funzionalità offerte da un inverter conforme alla Norma CEI 0-21 e previste anche dai protocolli SANDIA e sono state effettuate le prove previste nei due diversi protocolli. Ne è emerso che il protocollo SANDIA identifica prove tese a mettere in luce il comportamento dell’inverter nell’installazione “in campo”, come evidente dal fatto che molte prove prevedono la variazione “in corso di prova”, secondo profili temporali stabiliti, delle condizioni al contorno del setup di prova (ad esempio la potenza disponibile in CC), mentre leprove CEI 0-21 hanno un carattere “statico” ed hanno la finalità di verificare se una macchina implementi o meno le funzionalità richieste.
Infine, la dichiarata conformità alla Norma CEI 0-21 dell’inverter in prova è stata sfruttata per la provadi interoperabilità della macchina rispetto al controllo da remoto basato su standard IEC 61850.

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