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Rapporto per l¿Agenzia Internazionale dell¿Energia (IEA) sugli sviluppi del settore eolico occorsi in Italia nell¿anno 1999

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Rapporto per l¿Agenzia Internazionale dell¿Energia (IEA) sugli sviluppi del settore eolico occorsi in Italia nell¿anno 1999

in Italia nell’anno 1999 Questo rapporto fornisce la versione in lingua italiana del contributo nazionale preparato dal CESI, in collaborazione con l’ENEA, per il Rapporto Annuale 1999 pubblicato in inglese, nel maggio 2000, dal Comitato Esecutivo dello “Implementing Agreement for Co-operation in the Research and Development of Wind Turbine Systems” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Come ogni anno, il Rapporto Annuale IEA ha presentato una rassegna degli sviluppi più significativi occorsi nel settore eolico per ciascuno dei 17 Paesi OCSE aderenti all’Implementing Agreement suddetto. Nel 1999 sono stati installati in Italia 183 nuovi aerogeneratori presso 10 siti, tutti localizzati sugli Appennini nel territorio delle regioni Campania e Puglia, per una potenza complessiva di 104 MW. Ciò ha rappresentato una crescita del 58% rispetto alla potenza eolica in servizio alla fine dell’anno precedente. La taglia media delle macchine installate nel 1999 è stata di 569 kW. Alla fine del 1999, il numero complessivo degli aerogeneratori è così salito a 583, portando la potenza eolica totale installata in Italia a 282 MW, con una potenza nominale media delle macchine di 484 kW. La produzione complessiva di energia elettrica da fonte eolica è stata in Italia di quasi 400 GWh nel 1999. Nell’area apulo-campana, dove si trova più dell’80% delle centrali eoliche italiane, la disponibilità delle macchine è stata di circa il 97% ed il fattore di carico medio è stato intorno a 0,25 (fino a 0,28 in alcuni impianti). Il capitale investito in impianti eolici nel 1999 può essere stimato intorno ai 190 miliardi di lire. Sono state incontrate localmente difficoltà da parte di imprenditori eolici a causa di complicazioni burocratiche ed anche di opposizioni manifestate dalle popolazioni di alcuni comuni. L’impatto visivo ha rappresentato il problema principale. Problemi di minore entità sono stati talvolta connessi al rumore. Nell’area fra la Campania e la Puglia dove gli installatori concentrano potenze eoliche sempre maggiori, l’Enel sta realizzando un sistema elettrico di raccolta appositamente dedicato alle sole centrali eoliche. I principali produttori di energia elettrica da fonte eolica nel 1999 sono stati: IVPC con una potenza installata di circa 170 MW, FilippoSanseverino con 30 MW, Edison Energie Speciali (un tempo RWP) con 27 MW, ERGA (società del Gruppo Enel) con 23 MW ed altri piccoli produttori per un totale di 32 MW. Questi ultimi sono generalmente comuni o consorzi locali. La IVPC, società di Avellino con capitale americano e giapponese, è proprietaria del 60% della potenza eolica italiana, con macchine Vestas V42 e V44, di progettazione danese ma costruite per la maggior parte in Italia dalla IWT. Presso la IVPC lavorano direttamente circa 50 fra tecnici ed impiegati, e un buon numero di altre unità lavorative sono coinvolte come consulenti oppure nella realizzazione di infrastrutture civili ed elettriche a livello locale. La Edison Energie Speciali, appartenente al Gruppo Edison, è stata costituita di recente con l’acquisizione delle attività della RWP (Riva Wind Power, consociata della Riva Calzoni). Entro i

prossimi due anni la società dovrebbe installare un’ulteriore potenza di circa 120 MW con macchine fornite da Enercon (Germania) in Puglia e Campania. La ERGA del Gruppo Enel ha piccoli impianti idroelettrici, impianti geotermici, impianti eolici e impianti fotovoltaici per una potenza nominale complessiva di 1560 MW. I suoi attuali impianti eolici (23 MW) e fotovoltaici (3,5 MW) erano stati a suo tempo realizzati dalla Struttura Ricerca (SRI) dell’Enel stessa. Il piano di sviluppo fino al 2002 prevede la costruzione di altri impianti per 305 MW, di cui 135 MW eolici. Il completamento di tre nuove centrali eoliche in Sicilia per 20 MW complessivi è atteso per la fine del 2000. Dei 183 nuovi aerogeneratori installati in Italia nel 1999, 91 sono stati costruiti in Italia dalla IWT (quasi totalmente per la IVPC) e altri 24 sempre in Italia dalla RWT. I rimanenti sono stati importati dalla Danimarca (macchine Bonus e Vestas). I due costruttori italiani WEST e RWT non sviluppano più, al momento, nuovi modelli di macchine di loro concezione. La RWT (società del Gruppo Riva Calzoni) ha prodotto in totale circa 100 macchine di media taglia delle serie M30. Attualmente non si prevedono però altre installazioni di questi modelli. La WEST, dal canto suo, nel 1999 non ha installato proprie macchine, all’infuori della sostituzione di unità Medit da 320 kW con la loro nuova versione Lambda. Fino ad ora, gli aerogeneratori di media taglia installati dalla WEST sono stati in totale circa 70, cui sono da aggiungere un grande prototipo da 1,5 MW e unità di piccola taglia. Soltanto la IWT (una “joint venture” fra la WEST e la ditta danese Vestas) sta ora procedendo con successo nelle attività costruttive. Nell’agosto 1999, in aggiunta alla produzione delle pale e al montaggio delle navicelle dei modelli Vestas V42 e V44, è stata realizzata presso lo stabilimento IWT di Taranto un’altra linea per la costruzione del modello Vestas V47 da 660 kW. Nonostante le installazioni sopra ricordate, i progetti eolici a suo tempo accolti dal Ministero dell’Industria (MICA) rimangono ancora in buona parte da realizzare. 721 MW è la potenza totale dei progetti inclusi nelle prime 6 graduatorie del MICA (redatte prima del 30 giugno 1995), che hanno diritto ai prezzi speciali CIP 6/92 per la cessione dell’energia prodotta, mentre progetti per altri 1.498 MW rientrano nelle ultime 3 graduatorie, escluse da questo beneficio. Dopo la Conferenza Nazionale Energia e Ambiente, tenutasi a Roma nel novembre 1998, sono state comunque create nuove condizioni programmatiche e legislative che potrebbero accelerare la messa in campo di nuove centrali eoliche. Il “Libro bianco per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili”, approvato in via definitiva dal CIPE nell’agosto 1999, propone come traguardo una potenza di generazione eolica complessiva di circa 2.500 MW entro il 2008-2012. Al momento le misure principali per lo sviluppo del mercato delle energie rinnovabili sono quelle derivanti dal Provvedimento CIP 6/92 (che stabilisce prezzi di favore per la cessione dell’energia prodotta alla rete pubblica nei primi 8 anni di vita degli impianti), dai Fondi Strutturali 2000-2006

(sulla base dei quali le regioni possono concedere sussidi in conto capitale) e dal più recente Decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999 sulla ristrutturazione del mercato interno dell’energia elettrica. Secondo l’Articolo 11 di quest’ultimo decreto, il Gestore della rete di trasmissione nazionale deve assicurare la precedenza, nel dispacciamento, agli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili. Per di più, dal 2002 in avanti, tutti i soggetti che avranno prodotto o importato più di 100 GWh/anno di elettricità generata da fonti non rinnovabili dovranno immettere nella rete pubblica una quantità di energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili, nuovi o ripotenziati, pari ad almeno il 2% dell’energia da fonti non rinnovabili, in eccesso dei suddetti 100 GWh, che essi avranno prodotto o importato l’anno precedente. Inoltre, il CIPE definirà i traguardi per ciascun tipo di tecnologia delle fonti rinnovabili e distribuirà risorse economiche alle regioni e alle province autonome per la stimolazione del mercato. Per attuare i provvedimenti di cui sopra, l’11 novembre 1999 il Ministro dell’Industria ha poi emesso un altro Decreto che istituisce un sistema di Certificati Verdi. Ad ogni proprietario di impianti da fonti rinnovabili che siano stati messi in servizio o modificati dopo il 1° aprile 1999, il Gestore della rete di trasmissione nazionale assegnerà questi certificati sulla base dell’energia elettrica prodotta l’anno precedente, per un periodo massimo di otto anni. I proprietari di impianti potranno quindi ottenere un reddito ulteriore dalla vendita di questi certificati, a prezzi di libero mercato, ad altri soggetti tenuti a rispettare la quota del 2% di energia verde secondo il Decreto 79/99. L’Articolo 15 del Decreto 79/99 stabilisce norme transitorie per i progetti aventi diritto ai prezzi di favore concessi dal CIP 6/92. Per i progetti non ancora realizzati, il MICA, in caso di giustificato ritardo, potrà concedere una proroga di due anni, se verrà presentato un nuovo e coerente piano di costruzione, altrimenti il progetto sarà annullato. Per quanto concerne i programmi di ricerca, sviluppo e dimostrazione, da parecchi anni a questa parte si è fatto riferimento ai programmi condotti dall’ENEA (Ente Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e dal Gruppo Enel S.p.A. (un tempo, Ente Nazionale per l’Energia Elettrica). La maggior parte dei programmi avviati in passato da questi due soggetti è stata ormai completata. Entrambe le organizzazioni (nel Gruppo Enel è avvenuto il conferimento della Ricerca al CESI S.p.A) stanno ora cercando di mettere a fuoco nuovi obiettivi e priorità nella ricerca eolica, anche alla luce degli sviluppi legislativi e programmatici precedentemente descritti. Link al documento di riferimento: Link A0-022350.

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