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Rapporto sulle attività relative allo studio delle risorse eoliche in Italia

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Rapporto sulle attività relative allo studio delle risorse eoliche in Italia

Il Decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999 (Decreto Bersani) ha fissato le linee guida per la liberalizzazione del mercato elettrico italiano e, in particolare, ha previsto l’obbligo, per i produttori di elettricità, di fornire percentuali minime prefissate di energia da fonti rinnovabili a partire dal 2002. Il successivo Decreto emesso l’11 novembre 1999 dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ha poi fornito direttive per l’organizzazione di un sistema di “certificati verdi” per l’elettricità da fonti rinnovabili finalizzato all’attuazione degli obblighi del Decreto Bersani. Se si tiene conto di ciò, e si ricorda che una parte non trascurabile dei progetti beneficiari dei prezzi di cessione del CIP 6/92 rimane ancora da realizzare, si può prevedere per i prossimi anni un impegno crescente dei produttori di elettricità (siano essi grandi aziende o piccoli imprenditori privati) nella costruzione di impianti di generazione da fonti rinnovabili. Fra queste ultime, la fonte eolica, che è ormai molto prossima alla competitività con le fonti tradizionali, viene vista con particolare interesse, come è del resto confermato dai numerosi impianti già operativi (282 MW in Italia a fine 1999) e in costruzione. Per quanto riguarda il settore eolico, il primo problema che si presenta agli investitori è quello di reperire siti che siano idonei sotto tutti i punti di vista (risorse, accessibilità, disponibilità di terreno, assenza di vincoli, vicinanza della rete ecc.) all’insediamento degli impianti. Nonostante le indagini anemologiche svolte in passato sul territorio italiano da vari operatori pubblici e privati, manca ancora, in effetti, un quadro sufficientemente completo e organizzato delle risorse eoliche disponibili a livello nazionale, sulla base del quale i potenziali investitori possano indirizzare le proprie attività per la ricerca di siti. Per fornire un contributo al raggiungimento di questo obiettivo, il CESI ha intrapreso, nell’ambito della Ricerca di Sistema condotta per conto del Ministero dell’Industria, un programma di attività volto a: • compiere un inventario dei dati anemometrici già disponibili presso il CESI ed installare nuove stazioni di misura della ventosità in punti opportuni del territorio italiano; • raccogliere dati di vento resi disponibili da altri operatori; • elaborare mappe eoliche generali mediante modelli, in particolare per le zone d’Italia (a nord del 44° parallelo) per le quali il CESI non ha ancora svolto questo tipo di studi in passato, e validare le mappe stesse mediante confronto con dati di misura; • studiare la convenienza e la fattibilità di sfruttare siti montani a quote superiori a quelle degli impianti sinora operativi (cioè oltre i 1000 m s.l.m.), nonché siti off-shore lungo le coste italiane. Con riferimento alle linee d’azione sopra ricordate, questo rapporto fornisce un quadro preliminare dei programmi di attività che il CESI ha già avviato, o sta per avviare, nell’anno 2000. Laddove ritenuto opportuno e significativo, vengono anche fornite descrizioni delle metodologie che verranno applicate per lo studio di alcuni temi particolari. Il rapporto assume quindi un aspetto piuttosto articolato ed è suddiviso in otto capitoli a seconda dei particolari argomenti trattati.

Il primo capitolo del rapporto ha carattere introduttivo. Esso descrive le caratteristiche principali degli impianti eolici e fa il punto sullo sviluppo delle installazioni eoliche nel mondo e, in particolare, in Italia. Riassume quindi i requisiti che i siti eolici devono presentare per consentire uno sfruttamento tecnicamente ed economicamente valido delle risorse, e fornisce le motivazioni e gli obiettivi del programma del CESI per l’accertamento del potenziale eolico italiano. Il secondo capitolo ricorda le problematiche generali legate alla valutazione delle risorse eoliche, con specifico referimento alla situazione italiana, dove la presenza assai frequente di terreni ad orografia complessa rende questa attività più delicata e impegnativa rispetto ad altri paesi con territorio pianeggiante. In particolare, le indicazioni delle mappe eoliche regionali ottenute con modelli devono essere integrate con misure in campo in punti opportuni, sia per validare le mappe stesse, che per definirne i limiti di applicazione. Il terzo capitolo descrive i criteri che stanno alla base dei modelli matematici comunemente impiegati sia dal CESI che da altri operatori per il tracciamento di mappe eoliche generali su scala regionale a partire da dati di vento in quota forniti da istituti meteorologici (come il Centro Europeo di Reading). Si tratta di modelli del tipo “mass consistent”, cioè basati sul principio di conservazione della massa. Tra di essi si ricordano AIOLOS (utilizzato in passato anche dal CESI) e WINDS (evoluzione di AIOLOS impiegata attualmente dall’Università di Genova nella sua collaborazione con il CESI). Il quarto capitolo illustra le caratteristiche tecniche delle stazioni anemometriche impiegate dal CESI sia nelle indagini condotte in passato (oltre 200 stazioni installate) che in quelle in programma per il futuro. Sono anche descritte le modalità di raccolta ed elaborazione statistica dei dati di misura, con le grandezze necessarie per la caratterizzazione delle risorse. Vengono poi forniti dati riepilogativi sulle stazioni anemometriche CESI già installate e vengono indicate le località ora prescelte per l’installazione di nuove stazioni e per la riattivazione di stazioni esistenti, ricordando i criteri in base ai quali tali scelte sono state effettuate. Il quinto capitolo illustra la metodologia che verrà seguita nell’acquisizione dei dati di misura con le nuove stazioni. Non potendosi prevedere, viste le finalità dello studio in corso, campagne di misura di durata molto superiore a un anno, si pensa infatti di incrementare il valore statistico dei dati rilevati da una nuova stazione correlando questi ultimi, ove possibile, con quelli rilevati da un’altra stazione già attiva da tempo. Se la correlazione fra le due stazioni è soddisfacente, si possono estrapolare sul lungo periodo i dati acquisiti dalla nuova stazione su un periodo assai più breve. Il sesto capitolo descrive le attività condotte dal CESI per la raccolta di dati di misure anemometriche ottenibili (a titolo oneroso o gratuito) da altri operatori. Dalle prime informazioni sinora raccolte risulta disponibile una quantità significativa di dati, anche se questi appaiono piuttosto eterogenei fra loro, essendo stati in buona parte acquisiti con finalità diverse da quella energetica. Il settimo capitolo presenta alcune considerazioni sulla metodologia che verrà seguita per la validazione delle mappe eoliche regionali elaborate con i modelli matematici impiegati (AIOLOS e WINDS). Ciò

sarà effettuato con l’ausilio dei dati di velocità del vento rilevati al suolo tramite le stazioni anemometriche rientranti nell’archivio CESI e/o di pertinenza di altri operatori del settore. L’ottavo capitolo affronta il problema dell’utilizzo, per la localizzazione di impianti eolici, di aree del territorio italiano potenzialmente dotate di buona ventosità, ma finora non interessate da installazioni a causa delle loro particolari caratteristiche ambientali. Tra queste aree vengono prese in considerazione quelle montane a quote elevate (sopra i 1000 m) e quelle marine con basse profondità e distanze opportune dalla costa (installazioni off-shore). Per quanto riguarda in particolare le aree ad alta quota, viene descritta la metodologia di uno studio che il CESI condurrà nella seconda metà dell’anno per accertare quali siano gli effettivi vantaggi in termini di potenziale eolico al crescere della quota oltre i 1000 m (un esempio di applicazione del metodo proposto è riportato nel rapporto per maggiore chiarezza), e quali siano i fattori che incidono maggiormente sui costi d’installazione, esercizio e manutenzione di aerogeneratori in tali aree. E’ evidente che uno studio del tipo descritto, se esteso sistematicamente all’intero territorio nazionale, assumerebbe dimensioni notevoli e richiederebbe un impegno rilevante. Si è ritenuto pertanto opportuno procedere, almeno in questa prima fase, ad uno studio concentrato soltanto su una decina di aree che si possano considerare particolarmente rappresentative di diverse situazioni possibili. Per acquisire elementi utili a tracciare un quadro di massima del potenziale eolico off-shore dell’Italia, il CESI ha delineato un’attività che sarà condotta con la collaborazione di Enel.Hydro, società del Gruppo Enel. L’attività si propone di giungere all’individuazione cartografica di aree ad una distanza dalla costa fino a 10 km e con fondali di profondità non superiore a 15 m. Queste aree saranno poi selezionate tenendo conto delle informazioni disponibili sulla loro ventosità e dell’assenza di vincoli di qualsiasi natura. Link al documento di riferimento: Link A0-039679.

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