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Recupero termico sui fumi: sperimentazione in campo e valutazione dei risultati

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Recupero termico sui fumi: sperimentazione in campo e valutazione dei risultati

Il presente documento descrive l’attività sperimentale in campo effettuata su di un circuito in scala al fine di dimostrare la possibilità di ottenere un più spinto recupero termico sui fumi di combustione utilizzando scambiatori di calore aria/fumi operanti in presenza di condensazione acida. Il circuito sperimentale, il cui elemento caratteristico è uno scambiatore a piastre la cui potenzialità termica alle condizioni di progetto è di circa 21 kW termici, è stato realizzato ed installato allo scarico dei condotti fumi (valle Ljungstrom) del condotto destro del gruppo 3 della Centrale Termoelettrica Interpower di Vado Ligure. Il sistema, in grado di operare autonomamente, permette la valutazione delle prestazioni di scambio termico e di eventuali degradi di queste a causa di fenomeni di sporcamento/corrosione dello scambiatore. Inoltre, dalle misure di portata e concentrazione del condensato raccolto a valle dello scambiatore è possibile una valutazione della riduzione del tenore di zolfo presente nei fumi. L’attività sperimentale è stata caratterizzata da una serie di prove volte a determinare le potenzialità dello scambiatore in termini di efficienza di scambio termico e perdite di carico. Le misure sperimentali hanno evidenziato l’elevata efficienza dello scambiatore ed un valore contenuto delle perdite di carico sia lato aria sia lato fumi. Tali misure hanno quindi evidenziato la possibilità di realizzare scambiatori in piena scala caratterizzati da una compattezza maggiore di quella prevista in fase di progetto; tale risultato permette di prevedere una notevole riduzioni di costi nel caso in cui un recuperatore aria-fumi condensante venga installato in una Centrale termoelettrica. Si può quindi affermare che i benefici di tipo energetico previsti (riduzioni del consumo specifico dell’ordine di 1.5-2%) dovrebbero essere accompagnati anche da una ragionevole redditività dell’investimento. A valle dell’attività sperimentale, la cui durata complessiva è di circa 5 mesi, l’osservazione visiva e l’analisi metallografica delle piastre dello scambiatore permetterà una verifica dei fenomeni di corrosione dovuti al tipico funzionamento in presenza di condense acide, e conseguentemente consentirà di individuare materiali e/o rivestimenti che rappresentino il miglior compromesso costo-durata.

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