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Scenari di sviluppo delle FER nelle isole minori italiane non interconnesse e analisi di casi studio

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Scenari di sviluppo delle FER nelle isole minori italiane non interconnesse e analisi di casi studio

Studi sulle potenzialità di penetrazione di impianti di generazione a FER nei sistemi elettrici isolati/isolani, verificando il rispetto delle condizioni di sicurezza della rete e continuità della fornitura e i benefici economici ed ambientali ottenibili da una corretta integrazione dei servizi energivori, in particolare della fornitura di acqua potabile.

Il presente lavoro si inquadra nelle recenti attività di RSE sul tema delle isole minori non connesse alla rete elettrica nazionale. Sono stati individuati due casi studio: l’isola di Ustica e l’isola di Vulcano. Per quest’ultima è stata attivata una campagna di misura delle risorse eolica e solare. Per l’isola di Ustica è stato svolto un approfondito studio, a valenza metodologica, con lo scopo di valutare le potenzialità di penetrazione di impianti di generazione a FER nel sistema elettrico isolato/isolano, e la conseguente riduzione nell’impiego di combustibili fossili, verificando il rispetto delle condizioni di sicurezza della rete e continuità della fornitura, e i benefici economici ed ambientali ottenibili da una corretta integrazione dei servizi energivori, in particolare della fornitura di acqua potabile.

È stato analizzato in dettaglio il sistema idrico ed è stata condotta un’analisi energetica del sistema-isola, secondo un approccio MEFA (Material and Energy Flow Analysis), nel quale sono stati messi in risalto i consumi elettrici del dissalatore usticese per la produzione di acqua potabile, nell’ottica di evidenziare il nesso acqua-energia (WEN – Water Energy Nexus). Sono state valutate le risorse rinnovabili disponibili e le possibili configurazioni di generazione elettrica che integrino gli attuali generatori diesel con impianti fotovoltaici e mini-eolici e sistemi di accumulo. A tale riguardo, oltre all’opzione di accumulo elettrochimico, è stata analizzata l’ipotesi di un accumulo idrico, grazie all’utilizzo del dissalatore come carico differibile, ovvero come strumento per incrementare la flessibilità complessiva del sistema energetico (Demand-side Management), concentrandone l’utilizzo nelle ore di massima produzione da parte delle FER e accumulando l’acqua dissalata per essere consumata successivamente.

Le simulazioni hanno confermato che quote significative di penetrazione delle FER nei sistemi energetici delle isole minori non interconnesse possono essere raggiunte mediante la definizione di soluzioni progettuali sostenibili e integrate, che non possono prescindere dall’utilizzo di sistemi di accumulo elettrico e l’integrazione con il sistema idrico/dissalatore. Infine, mediante lo sviluppo di uno strumento di simulazione, è stato valutato l’effetto dell’introduzione di quote di FER nel sistema di generazione isolano sulla stabilità della rete elettrica di distribuzione. Le simulazioni preliminari hanno dimostrato come l’impatto sulle caratteristiche di rete non sia tale da comprometterne la stabilità e che esiste un notevole potenziale di miglioramento, in termini di fluttuazione dei parametri di rete.

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