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Sequestro non geologico della CO2: una review sulle attuali stime del potenziale europeo di soil C-Emission

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Sequestro non geologico della CO2: una review sulle attuali stime del potenziale europeo di soil C-Emission

Il presente rapporto descrive le attività di Ricerca di Sistema attinenti il Sequestro della CO 2 non geologico” per lo specifico del comparto agricolo, svolte nell’ambito del Progetto “Governo del Sistema”- WP 1.1 Vigilanza sullo sviluppo del sistema di generazione. L’attività è stata centrata su una disamina degli aspetti teorici e sulle stime attualmente disponibili della potenzialità mitigativa della CO 2 per le misure afferenti al comparto agricolo contabilizzabili (art. 3.4 del Prot. Kyoto) nel bilancio complessivo dei gas serra (GHG) alla luce delle funzioni sia di source (capacità emissiva) che di potenziale sink (capacità di sequestro) riconosciute al suolo, sia naturale che agricolo. L’attenzione alle stime è stata volutamente focalizzata alla scala europea, sulla base di quanto derivabile sia dalla letteratura scientifica che dalla documentazione prodotta su base europea (European Environment Agency, EEA) nel contesto UN FCCC, dalle valutazioni prodotte dall’European Climate Change Program (ECCP I e II) e dal Carbo Europe Project. Pur sussistendo ancora margini di discussione e incertezza sulla dimensione effettiva dei flussi di C nei suoli agricoli europei, questi risultano connotati per lo più da un livello di sostanza organica abbastanza basso e appaiono soggetti ad un trend generale di C loss attribuibile, direttamente e indirettamente, anche all’uso antropico. Lo stato attuale dei suoli agricoli europei li renderebbe, teoricamente, portatori di un margine ampio di incremento del relativo C stock, perseguibile attraverso l’applicazione su base nazionale di diverse misure di cambio d’uso e di gestione del suolo coltivato e a prato-pascolo – es.: l’opzione reduced/zero tillage, l’organic farming, la rivegetazione permanente delle aree a set aside, le colture energetiche, la conversione dei suoli coltivati a grassland, l’aumento degli input organici al suolo attraverso una diversa gestione dei residui colturali e/o l’applicazione di reflui organici agricoli ma anche urbani o industriali – che sono state individuate a livello internazionale come interventi che vanno nella direzione della soil C sequestration e/o anche della riduzione della soil C loss. Tenendo conto del relativo potenziale individuale di C sequestration, per tali misure di mitigazione sono state prodotte nel tempo diverse valutazioni di efficacia sul bilancio netto della CO 2 atmosferica nel primo commitment period del Protocollo di Kyoto (2008-2012). Rispetto alle prime previsioni prodotte – da un generale potenziale biologico (complessivo delle misure di mitigazione) dei suoli agricoli EU15 stimato dell’ordine di 90-120 Mt C/anno, a stime che associano alle misure di mitigazione ragionevolmente proponibili per l’ambito europeo potenzialità di sequestro più contenute (variabili da 60-70 fino a circa 16- 19 MtC /anno) – le più recenti revisioni (ECCP; Carbo Europe Project), per quanto connotate come le precedenti da margini di incertezza, tendono, invece, ad assegnare ai paesi EU15 un potenziale di sequestro sostanzialmente di segno negativo o solo debolmente positivo, sia attuale (valutato al 2000 rispetto all’anno di riferimento 1990) che come proiezione al 2010. Sottolineano come i suoli agricoli europei siano connotati

da un trend in atto, difficilmente reversibile nel breve-medio periodo, di C loss che ne fa tendenzialmente una sorgente emissiva piuttosto che una sink di CO 2 (si stima una perdita media di circa 78 MtC su base annua). Ne concludono che, tenuto conto dei diversi fattori limitanti la soil C sequestration nei suoli agricoli europei, tale settore potrebbe non risultare, contrariamente all’ipotizzato, un’opzione effettiva ed efficace nell’ambito del contenimento delle emissioni di gas serra.

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