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rapporti - Deliverable

Stato dell’arte della normativa in materia di Fieldbus

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Stato dell’arte della normativa in materia di Fieldbus

In questo rapporto si intende illustrare lo stato dell’arte della normativa internazionale in materia di Bus di Campo (Fieldbus), frutto di un presidio attivo nei vari comitati nazionali ed internazionali (CEI, CENELEC, IEC). Nell’ambito delle attività di standardizzazione a livello internazionale una delle aree più controverse negli ultimi anni è stata proprio quella del Fieldbus a tal punto da essere convenzionalmente chiamata “Fieldbus Wars”. In questo confronto, iniziato alla metà degli anni ottanta, si sono contrapposti gli interessi delle più importanti compagnie del settore dell’automazione industriale mentre si può dire non siano stati adeguatamente rappresentati gli interessi degli utenti finali. Il risultato infatti è stata l’approvazione di una norma “catalogo”, dapprima in ambito CENELEC (EN501070) e successivamente in ambito IEC (61158). Quest’ultima, che comprende otto diverse tecnologie (FF, ControlNet,Profibus, P-NET, FF HSE, SwiftNet, WorldFIP, Interbus-S) dietro ad ognuna delle quali c’è un importante costruttore, e che quindi di fatto prende atto della situazione del mercato, ha suscitato reazioni contrastanti tanto da essere ribattezzata da alcuni il “mostro ad otto teste”. Tale scelta presenta ovviamente delle conseguenze per l’utilizzatore finale (l’impresa che decide di utilizzare per il controllo del proprio impianto industriale la tecnologia Fieldbus) di tipo tecnico, economico e gestionale. In particolare fra le più significative si possono citare la mancanza di procedure e/o organismi di certificazione unificati, la presenza di soluzioni tecniche differenti (prestazioni, meccanismi di scambio, distribuzione, ecc.), il rischio di avere più tecnologie diverse nello stesso impianto (con la stessa garanzia di vita?), la riduzione dell’offerta multi-vendor, l’aumento dei costi di gestione e di magazzino. Ad oggi è ormai chiaro che un ‘single international standard’ non può coprire tutti i requisiti di tutte le applicazioni, ma appare altrettanto chiaro che la scelta di uno standard catalogo non favorisce una evoluzione virtuosa del mercato.

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