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Stima dei flussi di carbonio in ecosistemi agrari. Sviluppo di un modello di calcolo per la stima del sequestro netto di C da produzioni agrarie su base territoriale

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Stima dei flussi di carbonio in ecosistemi agrari. Sviluppo di un modello di calcolo per la stima del sequestro netto di C da produzioni agrarie su base territoriale

L’attività di ricerca ha avuto per oggetto lo sviluppo di uno strumento atto a stimare, su base territoriale, la capacità di sequestro netto di C associabile a produzioni agricole. E’ stato scelto un approccio concettuale basato sulla stesura di un vero e proprio “bilancio economico” del carbonio, che mira a qualificare e pesare le quantità di carbonio sequestrate nelle colture (parte edule o commerciale e parte residuale nel terreno) e quelle che, in qualsiasi modo, è necessario consumare per ottenere tale sequestro, in relazione alle pratiche agricole adottate e alle variabili considerate, dalla cui differenza viene ricavata la capacità netta di sequestro su base annua Il primo obiettivo considerato è stata la stima per singola specie di interesse agrario, del bilancio netto unitario del C (t di C/ha) associabile ad un suo ciclo colturale. Sono state scelte alcune specie (mais, riso e pioppo) introducendo, come variabili, il suolo agrario in termini di difficoltà di lavorazione per mais e riso e, nel caso del pioppo, essenzialmente rispetto alla sua allocazione in aree golenali e non golenali (in aggiunta è stato anche considerato l’impiego del pioppo in coltivazioni da biomassa). Sono stati quindi definiti dei binomi specie/condizione colturale che sono stati caratterizzati sotto il profilo degli input previsti dalle normali pratiche agricole, delle rese produttive e del contenuto di C riscontrabile nelle varie parti della pianta al termine del ciclo colturale. Quest’ultimo dato è stato derivato dall’attività sperimentale condotta. Nel caso di mais e riso è stata anche codificata una “coltura media”, i cui dati di input colturale sono appunto mediati rispetto alle due “classi” di difficoltà di lavorazione del suolo. La coltura media è stata introdotta, nell’ottica di un suo utilizzo per analisi territoriali come riferimento di specie, qualora non fosse possibile effettuare la ripartizione quantitativa delle superfici coltivate nelle due classi di suolo considerate. E’ stata, quindi messa a punto, la prima parte del modello di calcolo, ossia quella che, per ciascun binomio coltura/condizione colturale e per le “colture medie” citate, ha consentito di stimare la capacità netta di sequestro di C che la specie può fornire, definita attraverso un indice, lo SNEs (Sequestro Netto Effettivo di specie), in termini di t di C sequestrate/ha in un anno tipo di coltivazione. Facendo riferimento alle due principali produzioni agrarie considerate, la maiscoltura e la risicoltura, l’applicazione del modello ha stimato una capacità netta unitaria di sequestro associabile ad un anno tipo di coltivazione delle stesse (SNEs), dell’ordine di 6,77 e 4,93 t di C per ha, rispettivamente, derivanti rispettivamente da una quota di passività di bilancio del C (emissione) dell’ordine di 1.93 e 0.93 t di C per ha e da una quota di attivo di bilancio del C (sequestro) dell’ordine di 8.70 e 5.32 t di C per ha. Il secondo obiettivo era la quantificazione, su base territoriale, del sequestro netto di C ottenibile, dalle specie selezionate, sulla base del quadro di uso del suolo del singolo comune, individuato come unità territoriale elementare di riferimento. A questo scopo è stata sviluppata la seconda parte del modello di calcolo, che è stata strutturata in modo da poter applicare, automaticamente, il risultato del bilancio netto di C di specie, ottenuto al punto precedente, ai dati territoriali che definiscono la presenza quantitativa delle stesse specie su base comunale, stimando il sequestro netto unitario di C ottenibile per comune (t di C/ha.anno). La funzionalità del modello è stata valutata mediante un’applicazione preliminare che ha interessato un insieme di comuni lombardi (n° totale 149) e

di comuni piemontesi (n° totale 191), selezionati in funzione della presenza del sistema produttivo mais/risicoltura e caratterizzati a livello comunale sulla base di informazioni derivate dai dati ISTAT relativi al Censimento Generale dell’Agricoltura (1990, e da altre fonti Regionali). Quindi, tenuto conto che nel 2002 l’elaborazione ISTAT dei dati del recente Censimento Generale dell’Agricoltura 2000 era ancora in corso e che si è potuto accedere ad essi solo ad inizio 2003, si è ritenuto di provare ad applicare le stime di capacità netta di sequestro per specie fornite dal modello almeno a questi dati territoriali più aggiornati, utilizzando a tale scopo il dato di riparto colturale totale su base provinciale per le regioni Lombardia e Piemonte (in questo caso il dato è riferito al totale dei comuni per Provincia) e quello complessivo su base nazionale. Il bilancio territoriale del C che ne è derivato nel caso della maiscoltura appare connotato, rispettivamente per il totale delle provincie lombarde, piemontesi e per il totale nazionale, da: una quota cumulata di passività di bilancio (emissione) del C dell’ordine di 0,55, 0.34 e 2.06 Mt di C.anno; una quota cumulata di attivo di bilancio (sequestro) del C dell’ordine di 2.48, 1.55 e 9.29 Mt di C.anno; un conseguente bilancio cumulato netto del C dell’ordine di1.93, 1.21 e 7.23 Mt di C.anno. Mentre nel caso della risicoltura il bilancio territoriale del C che ne è derivato appare connotato, sempre rispettivamente per il totale delle provincie lombarde, piemontesi e per il totale nazionale, da: una quota cumulata di passività di bilancio (emissione) del C dell’ordine di 0,035, 0.043 e 0.083 Mt di C.anno; una quota cumulata di attivo di bilancio (sequestro) del C dell’ordine di 0.47, 0.59 e 1.14 Mt di C.anno; un conseguente bilancio cumulato netto del C dell’ordine di 0.44, 0.54 e 1.05 Mt di C.anno. Il modello complessivo di stima del sequestro netto di C sviluppato nell’attività di ricerca è stato pensato non solo come modello di calcolo ma anche come parte integrante, come cuore funzionale per meglio dire, di un Sistema Informativo Territoriale, il sistema “Green-Carb”. Tale sistema intende porsi come strumento utile sia per la valutazione della capacità di sequestro “attuale” di un dato ambito territoriale di produzione agraria (funzione 1) che, potenzialmente, per lo sviluppo di scenari previsionali di sequestro rispondenti a variazioni imposte del quadro di uso del suolo e/o delle tipologie di pratica agricola per le colture ad esso assegnate (funzione 2). Delle due funzioni indicate, è stata definita e realizzata la sola funzione 1: sulla base del parco di dati ora disponibile (lo stesso utilizzato per la verifica applicativa del modello di calcolo), “Green-Carb” produce e visualizza una carta del sequestro netto attuale (t di C/ha.anno) relativa alla selezione di comuni attuata dall’utente.

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