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Studio del ruolo delle variabili meteoclimatiche sulla domanda elettrica

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Studio del ruolo delle variabili meteoclimatiche sulla domanda elettrica

Questo rapporto descrive le attività di ricerca eseguite nel corso del 2008, in merito allo studio delle tendenze degli estremi climatici e del ruolo della variabile meteoclimatica sulla richiesta elettrica nazionale. Per comodità e per chiarezza la prima parte del rapporto è dedicata all’analisi degli estremi climatici mediante l’uso degli indici di cambiamento climatico, mentre la seconda parte tratta lo studio del ruolo della variabile temperatura, o di grandezze da essa derivate, sulla domanda elettrica mensile nazionale. L’attività di ricerca descritta in questo rapporto si basa anche sulla disponibilità e sulla collaborazione del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA) e della Funzione Statistiche di TERNA. L’attività di ricerca sugli estremi climatici si è basata sull’analisi delle serie storiche delle variabili meteoclimatiche a elevata risoluzione temporale (precipitazioni e temperature minime e massime giornaliere). Essa ha permesso di valutare, per gli ultimi cinquant’anni circa, quali siano le tendenze degli estremi climatici sul nostro Paese. Inizialmente si sono utilizzati i codici disponibili in rete (ClimDex e Rclimdex) per la valutazione dei trend dei cosiddetti “Indici di Cambiamento Climatico”, denominati anche “Indici CLIVAR”, per poi realizzare delle elaborazioni e analisi specifiche con strumenti sviluppati ad hoc. Le serie storiche di dati usate sono quelle del CNMCA (oltre sessanta stazioni di misura) che sono state analizzate valutandone gli andamenti e le tendenze. Queste stazioni di misura sono distribuite sull’intera penisola italiana. I risultati ottenuti evidenziano che le temperature minime e massime giornaliere mostrano tendenze all’aumento statisticamente significative e che i periodi di caldo prolungato sono anch’essi in aumento. A tal riguardo è importante segnalare come per queste tendenze sia non trascurabile il ruolo della stagione estiva che si conferma proporre estati spesso sempre più calde su gran parte del territorio nazionale. Per le precipitazioni giornaliere analizzate stazione per stazione non si sono rilevate tendenze significative sul territorio nazionale. Esse evidenziano che gli eventi di precipitazione intensa (>95° percentile) non sono significativamente aumentanti in Italia come si è osservato, invece, nella maggior parte dei paesi alle medie latitudini mentre, gli eventi associati a precipitazione debole/moderate (<75° percentile) sono diminuiti significativamente. Gli eventi intensi di precipitazione, tuttavia, sono aumentati significativamente soltanto in aree limitate del Paese. Utilizzando i dati della domanda elettrica e delle temperature medie mensili nazionali, fornite dalla Funzione Statistiche di TERNA, si è realizzato uno studio sulla valutazione dell’influenza delle variabili meteoclimatiche sulla richiesta elettrica nazionale mensile. A tal scopo è stato realizzato uno strumento (codice PreMenDo – Previsioni Mensili della Domanda Elettrica Nazionale) atto alla simulazione della previsione mensile della domanda elettrica nazionale sviluppato, sostanzialmente, sulla base dei soli dati storici. In seguito si sono utilizzati i dati, a maggiore risoluzione temporale, delle stazioni di misura del CNMCA eseguendo elaborazioni di più stazioni, prossime a centri urbani, su diverse aree del Paese atte a valutare i cosiddetti gradi giorno caldi e freddi per ogni area e infine sommarne i contributi per avere il valore nazionale. Lo studio ha appurato che la componente legata alle grandezze meteoclimatiche (temperatura e gradi giorno a due diverse soglie: calda e fredda) incide in maniera non trascurabile sulla richiesta elettrica nazionale mensile. Si precisa, infine, che il ruolo delle variabili meteoclimatiche considerate si apprezza, in genere, in maniera maggiormente evidente nella stagione estiva che unitamente ai risultati ottenuti dallo studio delle tendenze degli estremi climatici mediante l’uso degli indici di cambiamento climatico conferma l’importanza e la strategicità di tale attività anche per il prossimo triennio di ricerca di sistema possibilmente ampliando e orientando lo studio su diverse scale spaziali (locale, regionale e nazionale) e temporali (giornaliera, settimanale, mensile e annuale) e includendo ulteriori variabili meteoclimatiche.

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