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Studio di impatto ambientale dell’impianto di coproduzione elettricità-idrogeno

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Studio di impatto ambientale dell’impianto di coproduzione elettricità-idrogeno

Nel presente Studio si affronta l’argomento del possibile impatto ambientale di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica e idrogeno, con cattura e sequestro geologico della CO 2 , sito nell’area industriale di Portovesme, comune di Portoscuso, provincia di Carbonia Iglesias. L’area in oggetto, affacciata sul tratto sud occidentale della costa sarda, è sede di diverse aziende medio grandi installatesi qui fin dagli anni ’60, nell’ambito di un progetto governativo per lo sviluppo economico dell’isola che vide la nascita di diversi poli simili a questo. Nello svolgimento di questa indagine vengono sviluppati e illustrati tutti gli aspetti previsti dal protocollo per le Valutazioni di Impatto Ambientale. Il Quadro di riferimento programmatico illustra: • gli strumenti di governo del territorio attualmente vigenti a livello locale e regionale, nonché i Piani che ne indirizzeranno lo sviluppo futuro. Particolare attenzione è stata rivolta ai contenuti del Piano Paesaggistico della Regione Sardegna quale importante strumento di indirizzo strategico per l’organizzazione futura del territorio; • la normativa e gli indirizzi esistenti a livello italiano ed europeo in merito alla liberalizzazione del mercato elettrico, lo sviluppo della produzione energetica, l’attività di cattura e sequestro della CO 2 , la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno nel comparto energia; • gli strumenti esistenti a livello regionale in tema di pianificazione energetica; Il Quadro di riferimento progettuale illustra: • le motivazioni del progetto nell’ambito del contesto internazionale, dove si affiancano necessità di produzione energetica a istanze di contenimento delle emissioni nocive in atmosfera; • lo scenario della produzione di energia elettrica in relazione alle problematiche ambientali, con particolare attenzione alle possibilità di incremento dell’uso di carbone e del relativo problema delle emissioni di CO 2 ; • l’attuale situazione della produzione energetica in Sardegna e le previsioni di sviluppo, con particolare attenzione alle possibilità di utilizzo dell’idrogeno; • il processo di co-produzione di energia elettrica e idrogeno e i problemi potenzialmente connessi; • le diverse fasi di cui si compone il processo di cattura e confinamento geologico della CO 2 ; le tipologie dei siti potenzialmente idonei, ponendo l’accento sulle possibilità offerte dal bacino carbonifero del Sulcis; i possibili problemi legati a questa attività, con particolare attenzione ai temi della sicurezza e dell’accettabilità sociale; • le opere in progetto, con descrizione dettagliata dei componenti dell’impianto e dei processi produttivi; le fasi di realizzazione e di esercizio della Centrale; i criteri di identificazione dei luoghi e dei percorsi per l’approvvigionamento e il deposito dei combustibili, il trasporto e il confinamento della CO 2 ; • le modalità di produzione dell’energia elettrica e dell’idrogeno; • tipo e quantità dei consumi di risorse naturali e delle emissioni da considerare nel rispetto delle indagini imposte dal protocollo di VIA; • gli aspetti economici dell’investimento, con analisi dei costi di realizzazione e di esercizio dell’impianto, nonché dei possibili ricavi derivanti dalla vendita di energia elettrica e idrogeno e dal mancato pagamento di quote di emissione di CO 2 , altrimenti dovute nell’ambito degli obblighi previsti dal sistema di emission trading per i paesi aderenti al protocollo di Kyoto. Il Quadro di riferimento ambientale illustra:

• le caratteristiche climatologiche e meteorologiche locali e lo stato di qualità dell’aria, basato sull’identificazione e caratterizzazione delle fonti di inquinamento attualmente presenti e perlopiù legate alle attività industriali già presenti nell’area di Portovesme; • la valutazione del possibile impatto che le attività di cantiere per la realizzazione della nuova Centrale possono determinare sulla qualità dell’aria, e le eventuali misure di mitigazione; • la valutazione del possibile impatto che le emissioni gassose della nuova Centrale, così come esposte in Quadro di riferimento progettuale e così come verificate attraverso l’utilizzo del codice ISCST3 (Industrial Source Complex Short Term), possono determinare sulla qualità dell’aria; • l’ambiente idrico del Sulcis; • le quantità e modalità dei prelievi di acqua, lo smaltimento di acque dolci e restituzione a mare dell’acqua utilizzata per i processi di raffreddamento; • l’analisi qualitativa delle acque in fase di restituzione, con particolare attenzione alla temperatura e composizione chimica dell’acqua di mare, nel rispetto degli standard imposti dall’attuale normativa; • la caratterizzazione geologica della regione Sulcitana anche attraverso l’esposizione e il commento della cartografia planimetrica e delle sezioni geologiche disponibili per questa parte di Sardegna; • l’evoluzione geologica del territorio e le condizioni di sismicità, con particolare riferimento all’attività di cattura e sequestro dell’anidride carbonica; • la tecnologia EBCM (Enhanced Bed Coal Methane) per il confinamento di CO 2 in giacimenti carboniferi profondi, le sue possibilità di applicazione nel bacino carbonifero del Sulcis, lo stato attuale di conoscenza della stratificazione geologica profonda e lo stato di avanzamento degli studi attualmente in corso nell’area di concessione della società Carbosulcis; • l’applicazione del codice Soundplan per la valutazione delle emissioni sonore, le emissioni previste per l’esercizio della Centrale e le considerazioni sul loro potenziale impatto; • l’inquadramento geografico e storico dell’area Sulcis nell’ambito dell’analisi del paesaggio; • la storia delle attività minerarie, che hanno caratterizzato l’economia e il paesaggio di questa regione, l’attuale stato di dismissione dei vecchi impianti e la loro capacità di caratterizzazione paesaggistica; • le iniziative in atto da parte di diversi soggetti istituzionali per la rivalutazione di questo patrimonio di archeologia industriale a fini didattici e turistici; nella fattispecie si parla qui del progetto del Parco geominerario promosso dalla Regione Sardegna; • il paesaggio marino e la sua funzione nei piani di rilancio turistico, il patrimonio storico artistico; • la valutazione dell’impatto paesaggistico dell’opera rispetto al contesto, con particolare attenzione alla sua ubicazione all’interno dell’area industriale. • la valutazione dell’impatto generale della condotta per il trasporto della CO 2 dalla Centrale al punto di iniezione e le eventuali misure di mitigazione;

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