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Tecniche per la configurazione e la validazione di sistemi d’utomazione distribuiti

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Tecniche per la configurazione e la validazione di sistemi d’utomazione distribuiti

E’ opinione condivisa, sia a livello industriale che scientifico, che l’aumento della complessità dei sistemi d’automazione impone la messa a punto di metodologie e tecniche per migliorare la gestione del ciclo di sviluppo. Tali metodologie devono consentire di dominare la complessità funzionale dei sistemi e nel contempo di migliorarne la qualità, sia in termini di riduzione degli errori d’implementazione che rispetto all’affidabilità dei sistemi stessi. In quest’ambito, nella ricerca di sistema ADSPE sono state sperimentate tecniche per la generazione di codice e per la configurazione e la validazione di un’applicazione d’automazione della rete elettrica a partire da specifiche di progetto basate su reti di automi sovrapposti. Caratteristica fondamentale di quest’approccio è la possibilità di specificare un automatismo in modo gerarchico e per piani descrittivi successivi. Altro aspetto non meno rilevante è quello di poter operare una sistematica organizzazione del progetto funzionale che, partendo dalla descrizione strutturale delle funzioni d’automazione, permetta di ricavare le informazioni necessarie all’implementazione, ossia in sostanza alla “realizzazione” di quella stessa descrizione. In questo senso, la specifica di progetto, oltre che rappresentare una documentazione formale, può essere tradotta in un programma applicativo, eseguibile nello stesso ambiente di sviluppo a scopo simulativo, oppure su processori target per l’automazione d’impianto. Infatti, l’attuale trend tecnologico spinge all’utilizzo di target di mercato basati su architetture HW standard: PLC, PC industriali, ecc. ed all’utilizzo di sistemi distribuiti multi processore che consentano la distribuzione delle funzioni di automazione relative alle unità funzionali dell’impianto e di ridurre i costi migliorando nel contempo le prestazioni e l’affidabilità. Per sperimentare i vantaggi che possono derivare da questo approccio, è stato avviata una ricerca per la messa a punto di tecniche per la traduzione delle specifiche di progetto in un linguaggio che eliminasse i vincoli dell’ambiente d’esecuzione e contemporaneamente permettesse la suddivisione del codice di un’applicazione in più parti, eseguibili come processi concorrenti in un ambiente mono e multi processore. La ricerca si è articolata nelle seguenti fasi: • La definizione e sperimentazione di tecniche per la traduzione di reti di automi • la definizione di tecniche per il partizionamento degli automi di una rete in processi concorrenti • la definizione di un modello e l’analisi di un metodo per la distribuzione dei processi su un’architettura multiprocessore • la definizione di tecniche per la configurazione delle applicazioni e del supporto esecutivo

• la definizione di tecniche per la validazione di automatismi realizzati in con questo approccio. L’eseguibilità degli automi consente infatti sia di verificare la correttezza dei sistemi, tramite simulazione, sia di implementare gli automatismi su un target per l’automazione d’impianto tramite interpretazione e/o traduzione in linguaggi di implementazione.

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