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Valutazione degli impatti socio-economici di un impianto per la produzione di sistemi di accumulo, in diversi contesti regionali

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Valutazione degli impatti socio-economici di un impianto per la produzione di sistemi di accumulo, in diversi contesti regionali

Questo studio analizza l’impatto economico della costruzione di una gigafactory in Italia per sistemi di accumulo stazionario al litio con un modello input-output biregionale. Tre scenari di competitività stimano copertura del fabbisogno nazionale al 10%, 50% e 100% entro il 2030, con prezzi di vendita da €150 a €100/kWh. L’impianto avrebbe effetti positivi su PIL e occupazione sia che venisse realizzato in Campania o Piemonte, ma leggermente più marcati in Campania.

In questo studio viene valutato l’impatto economico generato dalla realizzazione di una gigafactory, sul territorio italiano, per la produzione di sistemi di accumulo stazionario al litio destinati ad accumuli di tipo stazionario nel settore elettrico, a servizio di impianti a fonti rinnovabili o di reti di distribuzione. L’impatto viene quantificato ipotizzando tre scenari di prezzo e competitività del settore.

 

Nel primo scenario, di bassa competitività, si ipotizza che l’impianto riesca a soddisfare solamente il 10% del fabbisogno nazionale previsto dal PNIEC per il 2030, nel secondo, di media competitività, il 50% e, nel terzo, di alta competitività, il 100%. A ciascuno di questi scenari viene associato un diverso prezzo di vendita delle batterie (150, 125 e 100 euro/kWh).

 

L’analisi è stata effettuata utilizzando un modello economico input-output bi-regionale, che quantifica gli impatti sia su scala regionale che nazionale. Il modello viene applicato alternativamente alla Campania e al Piemonte. Questo approccio permette di isolare gli impatti economici e sociali specifici nella regione di realizzazione dell’impianto e sul resto d’Italia. Il modello bi-regionale utilizza tavole supply and use regionali, che rappresentano le relazioni economiche di scambio tra settori di un’economia. Le tavole sono prodotte dall’Istituto regionale per la programmazione economica della regione Toscana che ha anche fornito supporto tecnico per la realizzazione del modello.

 

La realizzazione della gigafactory ha un impatto significativo sull’economia regionale e nazionale, soprattutto nello scenario di alta competitività, che prevede la costruzione di un impianto da 13 GWh annui.

 

La fase di costruzione implicherebbe un aumento del PIL regionale dello 0,1% in Campania e dello 0,08% in Piemonte, con il settore delle costruzioni maggiormente interessato. L’aumento dell’occupazione (limitata ai due anni necessari alla costruzione dell’impianto) sarebbe superiore in Campania, a causa della maggior intensità di manodopera del settore edile. Gli impatti sul resto d’Italia sarebbero molto simili sia che la gigafactory venisse realizzata in Campania che in Piemonte.

 

L’impianto a regime, sempre nello scenario di alta competitività, avrebbe un impatto pari allo 0,58% del PIL regionale se venisse costruito in Campania e pari allo 0,45% se venisse realizzato in Piemonte. Fatta eccezione per il settore (creato ad hoc per poter effettuare le stime) della gigafactory, in ambito regionale, sarebbero il settore del commercio all’ingrosso e della fornitura di energia quelli attivati maggiormente, mentre nel resto d’Italia, sarebbero quelli della fabbricazione di sostanze chimiche, attività finanziarie e assicurative e commercio all’ingrosso e al dettaglio.

 

Come per la fase di costruzione, anche in quella di esercizio, gli impatti occupazionali sarebbero maggiori in Campania rispetto al Piemonte, anche se, in termini assoluti, non particolarmente rilevante (se non in ambito locale) data l’elevata intensità di capitale del settore.

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