Cerca nel sito per parola chiave

rapporti - Deliverable

Valutazione dei margini di riserva di potenza attiva degli impianti convenzionali italiani e analisi preliminare di alcune esperienze internazionali sulla fornitura di un servizio di inerzia

rapporti - Deliverable

Valutazione dei margini di riserva di potenza attiva degli impianti convenzionali italiani e analisi preliminare di alcune esperienze internazionali sulla fornitura di un servizio di inerzia

A livello nazionale e per zona di mercato, si sono valutati, tra il 2015 e il 2022, i margini di potenza attiva di impianti di generazione di diversa fonte e tecnologia, sulla base di una stima del loro punto di lavoro orario e della loro semibanda minima per regolazione primaria di frequenza. In vista della possibile introduzione di servizi di supporto di inerzia, di tipo meccanico o sintetico, si è analizzata l’esperienza di gestori di rete di alcuni sistemi deboli: quello interconnesso dell’Australia e i due insulari di Irlanda e Gran Bretagna

L’aumento della generazione da Fonti Rinnovabili Non Programmabili (FRNP) riduce le ore di funzionamento degli impianti rilevanti (cioè di taglia di almeno 10 MVA) termoelettrici che forniscono (oltre a quelli idroelettrici) risorse per la regolazione del sistema elettrico.

 

Per valutare possibili criticità legate a questa riduzione, in questo rapporto si analizzano i margini di potenza attiva che tali impianti hanno continuato a fornire negli ultimi anni, a partire da una stima del loro punto di lavoro in esito alla partecipazione ai mercati elettrici (Mercato del Giorno Prima – MGP, Mercato Infragiornaliero – MI, Mercato Cross-Border Intraday – XBID, Mercato per il Servizio di Dispacciamento ex ante – MSD ex ante, Mercato di Bilanciamento – MB) e tenendo conto della minima semibanda di regolazione primaria.

 

Negli anni 2015-2022, il margine orario nazionale a scendere in uscita a MI (e, dal 21 settembre 2021, in uscita a XBID, per semplicità), MSD ex ante e MB è variato all’incirca tra 2-4 GW e 25-31 GW, con valori mediani attorno ai 9-12 GW, quello a salire tra circa 3-6 GW e 20-25 GW, con valori mediani attorno ai 10-13 GW.

 

Nel 2022, per i margini mediani zonali, i contributi maggiori a scendere sono stati forniti da impianti a gas in ciclo combinato (CC) e da impianti di pompaggio in zona NORD (4,09 GW e 1,20 GW rispettivamente), a salire da CC, pompaggi e impianti idroelettrici a serbatoio sempre in zona NORD (2,97 GW, 1,59 GW e 0,90 GW rispettivamente).

 

Contributi minori a scendere sono stati forniti da CC nelle altre zone esclusa la SARD, da impianti a carbone nelle zone SUD e CSUD, impianti idroelettrici a serbatoio al NORD; a salire da impianti idroelettrici a bacino in zona NORD e SUD, CC in zona CSUD, SUD, SICI e CALA, impianti a carbone in zona CSUD e SUD.

 

L’aumento dei generatori alimentati da FRNP fa anche diminuire l’inerzia meccanica in rete; pertanto, in vista della possibile introduzione di servizi di supporto di inerzia, di tipo meccanico o sintetico, si è analizzata l’esperienza di gestori di rete (Transmission System Operator – TSO) di alcuni sistemi deboli: il sistema interconnesso dell’Australia e i due sistemi insulari dell’Irlanda e della Gran Bretagna.

 

Tali servizi potrebbero essere approvvigionati dal TSO in diversi modi: i) direttamente con asset propri, con recupero in tariffa dei relativi costi di investimento e di gestione; ii) tramite impianti di privati con aste specifiche o contrattazioni a mercato o contrattazioni bilaterali o a prezzo regolato; iii) tramite fornitura obbligatoria da categorie specifiche di impianto, con o senza remunerazione. In ogni caso, è emerso che potrebbe essere necessario ridefinire e riclassificare gli altri servizi richiesti per il sistema.

 

Commenti