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Biomasse, l’intervento dell’AD di RSE ad Assisi per il meeting organizzato dalla Commissione ENVE su cambiamenti climatici e transizione verde

Biomasse, l’intervento dell’AD di RSE ad Assisi per il meeting organizzato dalla Commissione ENVE su cambiamenti climatici e transizione verde

Franco Cotana: “Le bioenergie e il bioidrogeno non rappresentano soltanto una tecnologia energetica. Rappresentano una grande opportunità di sviluppo economico, ambientale e sociale per il futuro del Paese”.

 

L’Amministratore Delegato di RSE Franco Cotana è intervenuto ieri ad Assisi nell’ambito del 9th Meeting of the Commission for the Environment, Climate Change and Energy, organizzato dal Comitato Europeo delle Regioni in partenariato con la Regione Umbria.

La sessione, dedicata all’EU Energy Security Framework, ha riunito rappresentanti delle Istituzioni europee, nazionali e regionali per discutere le strategie necessarie a rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione Europea nel contesto della transizione energetica.

 

Nel corso del suo intervento, Cotana ha evidenziato come il concetto di sicurezza energetica abbia assunto oggi una dimensione più ampia rispetto al passato. “Le recenti crisi geopolitiche hanno dimostrato con chiarezza che la sicurezza energetica non può più essere considerata esclusivamente come sicurezza degli approvvigionamenti. Oggi sicurezza energetica significa garantire infrastrutture resilienti, fonti energetiche diversificate, sovranità tecnologica, reti elettriche robuste, sistemi digitali sicuri e la capacità di accelerare la decarbonizzazione mantenendo al tempo stesso competitività economica e sostenibilità sociale. Il quadro europeo della sicurezza energetica richiede pertanto un approccio integrato che sappia coniugare gli obiettivi della neutralità climatica con quelli della resilienza energetica, dell’innovazione tecnologica e della coesione territoriale”, ha dichiarato l’AD di RSE.

 

Cotana ha inoltre sottolineato la centralità delle comunità locali e delle amministrazioni territoriali nel percorso di decarbonizzazione, ricordando che “la transizione energetica si realizza infatti nei territori, nelle città, nelle comunità e nei distretti produttivi”, attraverso una stretta collaborazione tra istituzioni, ricerca, imprese e cittadini.

 

Particolare attenzione è stata dedicata al contributo che le bioenergie e le biomasse possono offrire alla sicurezza energetica europea e alla valorizzazione delle aree interne del Paese. “Il nostro Paese conta circa 12 milioni di ettari di foreste e boschi, una superficie che continua a crescere di circa lo 0,8% all’anno. Oggi utilizziamo soltanto il 30% del potenziale annuo sostenibile di prelievo legnoso, contro una media europea del 75%. Attraverso una gestione forestale sostenibile e certificata, il prelievo potrebbe passare dagli attuali 10-15 milioni di tonnellate all’anno a 25-35 milioni di tonnellate all’anno. Ciò significa che potrebbero essere rese disponibili ulteriori 15-20 milioni di tonnellate di biomassa legnosa ogni anno, utilizzabili per la produzione di bioenergia e bioidrogeno“, ha spiegato Franco Cotana. “A questo si aggiunge un rilevante potenziale derivante dalle biomasse erbacee: residui agricoli come paglia e potature, circa 4 milioni di ettari di terreni marginali o abbandonati, colture secondarie su una parte dei 7 milioni di ettari di superficie agricola, reflui zootecnici, frazione organica dei rifiuti urbani, vinacce, sanse e altri sottoprodotti agroalimentari. Nel complesso, queste risorse potrebbero consentire una produzione di 6-8 miliardi di metri cubi di biometano all’anno entro il 2030-2040”.

 

 

Nel suo intervento, Cotana ha evidenziato il grande potenziale ancora inespresso delle risorse forestali italiane, sottolineando come una gestione sostenibile dei boschi possa generare benefici energetici, ambientali ed economici. “Dobbiamo adottare una visione di multifunzionalità del bosco, nella quale la gestione forestale genera contemporaneamente energia rinnovabile programmabile, sviluppo del turismo sostenibile, massimo assorbimento di CO₂, prevenzione del dissesto idrogeologico, riduzione del rischio incendi, tutela del paesaggio e della biodiversità. In altre parole – ha sottolineato l’AD di RSE – la foresta non deve essere considerata un vincolo, ma una risorsa strategica da valorizzare attraverso una gestione sostenibile”.

 

Nel quadro delle soluzioni innovative per la transizione energetica, Franco Cotana ha richiamato anche le prospettive offerte dal bioidrogeno prodotto da biomassa legnosa, una tecnologia che può favorire la creazione di nuove filiere industriali e occupazionali nei territori caratterizzati da un’elevata presenza di superfici forestali.

Riferendosi in particolare all’Umbria, Cotana ha osservato che “Una Regione come l’Umbria, dove i boschi coprono oltre il 60% della superficie regionale, potrebbe diventare un modello europeo di sviluppo sostenibile basato sull’integrazione tra gestione forestale, bioenergie e produzione di bioidrogeno”.

 

Concludendo il suo intervento, l’Amministratore Delegato di RSE ha ribadito il valore strategico delle biomasse per il futuro energetico del Paese: “L’Italia possiede una risorsa straordinaria e ancora largamente sottoutilizzata. Una gestione sostenibile delle foreste e delle biomasse può contribuire contemporaneamente alla sicurezza energetica nazionale, alla decarbonizzazione, alla valorizzazione delle aree interne e alla prevenzione del dissesto idrogeologico”.

 

Clicca qui per consultare le slide illustrate dall’AD di RSE.