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Da CDR a CSS a prodotto combustibile (CSS end-of- waste)

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Da CDR a CSS a prodotto combustibile (CSS end-of- waste)

Come richiesto dalla Rivista l’articolo focalizza l’attenzione sul combustibile solido derivato da rifiuti (l’attuale CSS) cercando di fornire un quadro sintetico sulla natura, gli impatti, le problematiche e le criticità introdotte dai più recenti interventi della normativa tecnica e dalla legislazione europea e nazionale, in particolare per quest’ultima dalla scelta dell’Italia di promuovere l’end-of waste del CSS. Intende fornire nel contempo anche alcune indicazione sulla dimensione nazionale attuale (anno di riferimento 2013) della produzione (impianti TMB) e dell’utilizzo del CSS sia come sostituto energetico (cementifici, centrali termoelettriche) che in operazioni di recupero energetico (es: inceneritori della rete nazionale per rifiuti urbani).

Il presente contributo delinea la natura e l’impatto dell’evoluzione normativa che ha investito il settore del combustibile solido derivato da rifiuti, segnando prima con il DLgs 152/2006 e smi, il passaggio – non solo nominale ma anche sostanziale – in qualità di rifiuto da CDR (rispondente alla norma UNI 9903) a CSS (combustibile solido secondario, rispondente alla EN 15359:2011) e definendo, poi, con il DM n. 22 del 14 febbraio 2013 e smi, le condizioni – in termini di produzione, qualità e end-user – che ne rendono possibile, a livello nazionale, l’uscita dalla disciplina dei rifiuti (end-of-waste), ovvero l’acquisizione dello status di prodotto (CSS) combustibile. Un’evoluzione che ha anche investito (DM del 6 luglio 2012 sulle FER elettriche) l’ambito dell’incentivazione dell’energia elettrica ottenuta dalla frazione biodegradabile del CSS, riconosciuta come fonte rinnovabile dalla Direttiva 2008/28/CE.

Il combustibile solido derivato da rifiuti, è prodotto da rifiuti non pericolosi, urbani e speciali, in impianti di trattamento meccanico (TM) e, soprattutto, in impianti che ne effettuano un trattamento meccanico-biologico (TMB). Da fonte ISPRA, si ricava che nell’anno 2013 i 39 impianti TMB operativi, diffusi nel territorio nazionale, avrebbero dato luogo ad una produzione complessiva di CSS attorno alle 1.4 Mton (includendo anche le quote di frazione secca e biostabilizzato prodotte dai TMB, dichiarate destinate a produzione/raffinazione di CSS).

Il combustibile solido derivato da rifiuti costituisce indubbiamente un anello importante della strategia, europea e nazionale, di gestione sostenibile dei rifiuti e trova già uno spazio di utilizzo (sostituzione energetica) in settori particolarmente energivori quali i cementifici (da fonte AITEC: poco più di 180.000 ton di CSS utilizzate nel 2013) e le centrali elettriche (da fonte ENEL: si circa 62.000 ton di CSS trattate nel 2013 nell’unica centrale, a carbone, che attualmente lo utilizza).

E’, inoltre, termovalorizzato nel sistema nazionale di incenerimento/recupero energetico da rifiuti (da fonte ISPRA: un totale di 1.08 Mton di CSS avviate nel 2013 a recupero energetico, elettrico e in parte anche termico, in 22 dei 48 impianti di incenerimento per rifiuti urbani esistenti; se confermati i dati 201, la quota di CSS trattata negli inceneritori per rifiuti speciali risulterebbe sostanzialmente trascurabile rispetto alla precedente) ed è oggetto di export verso altri paesi europei (da fonte ISPRA: l’export 2013 si attesterebbe attorno alle 101.000 ton).

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