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Energy poverty and health: the effect of poor housing on people’s wellbeing

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Energy poverty and health: the effect of poor housing on people’s wellbeing

In questo articolo si presentano i risultati di un’analisi volta a mettere in correlazione la tematica della povertà energetica con il suo impatto sul Sistema Sanitario Nazionale. Si propone una metodologia di analisi, poi applicata al caso studio di Torino.

La povertà energetica è tradizionalmente identificata come un problema di riscaldamento inadeguato nelle abitazioni, che insorge quando le famiglie, a causa di difficoltà economiche, non riescono a riscaldare le proprie case fino a un livello di comfort soddisfacente, senza costi eccessivi. In seguito, però, alla crescent importanza di questo argomento e agli effetti dovuti ai cambiamenti climatici, oltre che all’evoluzione dei comportamenti e dei bisogni delle famiglie, diventa necessario estendere l’analisi del fenomeno all’intera questione della climatizzazione degli edifici. Ciò significa che debbano essere inclusi anche il raffrescamento ed altri servizi essenziali (ad esempio la mobilità, la possibilità di cucinare pasti caldi o la disponibilità di acqua calda per l’igiene personale e l’utilizzo di apparecchiature elettriche).

 

La povertà energetica rappresenta inoltre un problema sociale, soggetto all’attenzione e allo studio dei governi europeo e nazionali. Ciò è confermato dalla letteratura, in cui la correlazione tra povertà energetica e salute è stata studiata in alcuni paesi europei (come la Francia e il Regno Unito). I principali problem di salute sono rappresentati da un incremento nella probabilità di contrarre malattie respiratorie e cardiovascolari, oltre che l’insorgenza o l’aggravarsi di problemi psichiatrici. In questo articolo, dopo un’analisi di letteratura introduttiva, si propone una metodologia, poi applicata al caso studio di Torino. Tra i risultati, emerge che gli individui in povertà energetica hanno un rischio di morte prematura 7 volte superiore rispetto alla media, per cause collegate alle patologie sopra menzionate. I poveri energetici presentano anche un maggior rischio di ospedalizzazione, per queste patologie, con un’incremento di probabilità compreso tra il 5% (per ictus) e il 27% (per BPCO). Nell’ultima parte dell’articolo, si propone un’estnesione della metodologia all’intero paese, con una stima preliminare dell’impatto di questo incremento di incidenza delle patologie sul Sistema Sanitario Nazionale.

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