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Strumenti di mercato basati sui certificati bianchi: una rassegna delle esperienze internazionali

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Strumenti di mercato basati sui certificati bianchi: una rassegna delle esperienze internazionali

Antonio Capozza*, Walter Grattieri* Rivista: L’Energia Elettrica , Luglio-Agosto 2006 * CESI RICERCA Il meccanismo dei Certificati Bianchi è oggi considerato un efficace strumento di mercato in Nazioni dove esistono obiettivi di risparmio energetico da rispettare in modo obbligatorio, verificabile e con fissati orizzonti temporali. Infatti, tale strumento risulta particolarmente idoneo ad incoraggiare progetti di risparmio energetico, sia per la sua capacità di soddisfare target nazionali con costi contenuti, sia per lo stimolo che, in un contesto competitivo, esso comporta alla riduzione dei costi dei progetti. Uno schema del genere è attivo in Italia, nel Regno Unito e nel New South Wales (Australia), mentre è in corso di messa a punto in Francia ed in Olanda. L’Italia ha partecipato ad un gruppo di lavoro della International Energy Agency (IEA), il Task XIV, operante su questo tema dal 2004 al 2006 nell’ambito dell’Implementing Agreement sul Demand Side Managment (DSM). La partecipazione italiana è avvenuta sia attraverso la presenza di un Esperto Nazionale che mediante l’intervento di un coordinatore e finalizzatore dell’attività nel suo complesso, il cosi detto Agente Operativo. La presente memoria offre una rassegna delle esperienze maturate dal confronto tra i diversi approcci che vari schemi nazionali, esistenti o in corso di elaborazione, adottano rispetto ad alcuni aspetti che caratterizzano il sistema dei Certificati Bianchi: · la varietà di scelte sui soggetti obbligati al raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico (ad es. i fornitori di energia, i distributori di elettricità o di gas, i grandi consumatori elettrici) i criteri per la valutazione dei risparmi energetici conseguenti ad uno specifico progetto (propensione generale per procedure standardizzate per valutazioni ex-ante, esempi di procedure di tale tipo previste in Italia, in Francia e nel Regno Unito) i criteri per l’evidenziazione dell’addizionalità, ovvero della capacità di uno specifico progetto di produrre risparmi energetici supplementari rispetto a quelli che si sarebbero comunque raggiunti anche in assenza del progetto (le condizioni Business As Usual – BAU) Conclude la memoria una disamina dei problemi che, a parere dell’intero gruppo internazionale, sono da considerarsi ancora meritevoli di attenzione specifica negli schemi attuali e futuri: possibili interazioni e sovrapposizioni con altre politiche nazionali di risparmio energetico opportunità e barriere per un mercato dei Certificati Bianchi al di là dei confini nazionali

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