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Comunità dell’Energia: selezione casi di studio ed analisi delle barriere tecniche, economiche, autorizzative e regolatorie

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Comunità dell’Energia: selezione casi di studio ed analisi delle barriere tecniche, economiche, autorizzative e regolatorie

In vista del recepimento nell’ordinamento nazionale delle recenti direttive comunitarie in materia di Comunità dell’Energia e di Autoconsumo Collettivo, RSE ha avviato una serie di collaborazioni finalizzate alla sperimentazione di progetti dimostrativi allo scopo di valutarne i benefici dal punto di vista energetico, economico, ambientale e sociale, sia per i soggetti coinvolti in tali comunità che per il sistema elettro-energetico nel suo complesso. Scopo dell’attività è anche evidenziare le barriere ad una piena adozione di questi nuovi modelli di produzione e consumo.

Esistono numerose definizioni di Comunità dell’Energia, ma tutte concordano nel considerarle un modo di organizzarsi che i cittadini possono adottare per rispondere in modo collettivo ad alcuni bisogni in ambito energetico, riconosciuti come prioritari dalla comunità in cui vivono, e coerenti con gli obiettivi di de-carbonizzazione assunti a livello europeo.

Due recenti direttive facenti parte del Clean Energy for All Europeans Package, la direttiva Rinnovabili (RED II1) e la direttiva Mercato Elettrico (IEM2), con l’obiettivo di mettere i cittadini al centro di un nuovo modello di produzione e consumo, invitano gli Stati Membri a normare e promuovere soluzioni di complessità crescente: autoconsumo individuale, autoconsumo collettivo e Comunità dell’Energia.

In particolare, le Comunità di Energia Rinnovabile (CER) si configurano come un soggetto aperto alla partecipazione volontaria dei cittadini, delle autorità locali e delle piccole e medie imprese, secondo un modello in cui le scelte vengono condivise tra i membri della comunità in modo indipendente ed autonomo. Obiettivo ultimo delle Comunità è fornire ai propri membri benefici di tipo ambientale, economico e sociale, piuttosto che profitti finanziari. Questo aspetto appare cruciale, nel momento in cui le strategie dell’Europa, ma anche dell’Italia, relativamente al raggiungimento dei propri obiettivi di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di transizione verso le fonti energetiche rinnovabili, si basano sempre più sul coinvolgimento dei cittadini.

Nell’ambito del Piano Triennale di Ricerca di Sistema 2019-2021, verrà svolta un’analisi costi-benefici di alcuni progetti dimostrativi di Comunità di Energia Rinnovabile e, seppur a una scala differente, di schemi di autoconsumo collettivo, valutando i benefici ottenibili dal punto di vista energetico, economico, ambientale e sociale, sia per i soggetti coinvolti in tali comunità o schemi che per il sistema elettro-energetico nel suo complesso.

Gli obiettivi del lavoro di questa prima annualità sono l’individuazione di tutte le possibili barriere che ostacolano la diffusione delle Comunità dell’Energia e la selezione di realtà idonee per lo sviluppo di alcuni progetti dimostrativi.

A tal fine è stata effettuata una raccolta di manifestazioni di interesse che ha permesso di individuare alcuni soggetti promotori di Comunità di Energia Rinnovabile, che, con l’appoggio delle istituzioni locali, possano coinvolgere un numero cospicuo di utenti in un’area circoscritta, dove siano presenti impianti di generazione da fonte rinnovabile. Al fine di poter soddisfare al meglio le finalità progettuali, oltre a dei criteri minimi di ammissibilità, sono stati definiti dei criteri di premialità, volti a valorizzare i casi di studio più rappresentativi di determinate aree territoriali e con maggiore possibilità di replicabilità. Da ultimo, nell’ottica di estendere le analisi anche all’autoconsumo collettivo condominiale o di edificio, che potremmo definire come un modello elementare di Comunità dell’Energia, è stata attivata una procedura per la selezione di possibili soggetti interessati a realizzare questi schemi così come definiti nelle Direttive Europee.

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