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La povertà energetica: analisi dello stato dell’arte e caratterizzazione del consumatore vulnerabile

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La povertà energetica: analisi dello stato dell’arte e caratterizzazione del consumatore vulnerabile

La povertà energetica, tradizionalmente e storicamente identificata principalmente con un problema di inadeguato riscaldamento delle abitazioni, rappresenta un fenomeno complesso che coinvolge anche altri ambiti come il raffrescamento e altri servizi essenziali che consentono al singolo individuo e alla famiglia di cui fa parte una partecipazione attiva all’interno della società, quali la mobilità; essa inoltre può avere forti ripercussioni anche sulla salute degli individui. Appare quindi evidente che la povertà energetica rappresenti un fenomeno sociale, oggetto di attenzione e di studio da parte dei governi, sia a livello europeo sia nazionale. Si sta pertanto cercando di individuare delle possibili soluzioni di mitigazione al fenomeno agendo sui tre principali fattori che sono strettamente connessi al problema: alti prezzi dell’energia, basso reddito e scarsa qualità energetica delle abitazioni. L’obiettivo di questo rapporto, che costituisce la prima parte di un progetto triennale sul tema, è fornire un quadro generale della povertà a livello europeo e nazionale, in modo che sia propedeutico alla caratterizzazione del consumatore vulnerabile, che consenta di trovare soluzioni concrete utili alla mitigazione del problema.

La povertà energetica è tradizionalmente e storicamente identificata principalmente con un problema di inadeguato riscaldamento delle abitazioni, che insorge quando le persone, per un disagio economico, non riescono a riscaldare la propria abitazione ad un livello soddisfacente di comfort ad un costo accettabile.

Tuttavia, a seguito del progressivo approfondimento del tema e per gli effetti connessi ai cambiamenti climatici ed alle evoluzioni nei comportamenti e nei bisogni delle famiglie, l’attenzione nel tempo è stato estesa anche alla complessiva climatizzazione degli edifici, quindi anche al raffrescamento ed ad altri servizi essenziali (quali la mobilità, potersi permettere di cucinare pasti caldi o avere l’acqua calda a disposizione per la propria igiene personale oppure utilizzare elettrodomestici essenziali) che consentono al singolo individuo e alla famiglia di cui fa parte una partecipazione attiva all’interno della società .

La mancanza di tali servizi base determina non solo fenomeni di diseguaglianza e di esclusione sociale, ma ha delle esternalità sulla collettività connesse alla maggiore probabilità di dover utilizzare servizi sanitari, e quindi esercitare una maggiore pressione in termini di costi e di occupazione delle strutture, oltre che fenomeni di assenza dal lavoro e di esclusione sociale, con le ben note conseguenze.

In letteratura, infatti è dimostrata la correlazione fra povertà energetica e salute, intesa come un incremento della probabilità di contrarre malattie all’apparato respiratorio e cardiovascolare, oltre a favorire l’insorgenza di patologie psichiatriche o aggravarle.

Appare quindi evidente che la povertà energetica rappresenta un fenomeno sociale, oggetto di attenzione e di studio da parte della governance europea e nazionale, soprattutto alla luce dei gravi problemi economici che hanno interessato l’economia globale negli ultimi anni e anche in prospettiva delle spinte verso un maggior impegno europeo di sostenibilità ambientale (decarbonizzazione) che inevitabilmente determineranno un aggravio di costo per le famiglie. Si sta quindi cercando di individuare delle possibili soluzioni di mitigazione al fenomeno agendo sui tre principali fattori che sono strettamente connessi al problema: alti prezzi dell’energia, basso reddito e scarsa qualità energetica delle abitazioni.

L’individuazione di possibili misure per la mitigazione del problema, tema oggetto del progetto triennale, passa attraverso una prima fase di osservazione del fenomeno, oggetto di questa attività del primo anno. Nel documento, infatti è riportata un’analisi di inquadramento del problema, del suo livello di penetrazione nei vari ambiti della società, delle caratteristiche degli attori coinvolti, soprattutto quelle che identificano un utente vulnerabile: solo in questo modo sarà possibile individuare la maniera più efficace di contrastare il fenomeno e creare di conseguenza politiche ad-hoc che permettano di eradicarlo.

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