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La normazione ambientale nel supporto alla decarbonizzazione: prospettive di sviluppo per il triennio 2019-2021

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La normazione ambientale nel supporto alla decarbonizzazione: prospettive di sviluppo per il triennio 2019-2021

Ci si propone di supportare il processo di efficientamento dei sistemi di produzione energetica attraverso la valutazione e il contenimento delle emissioni convogliate e diffuse.In questi anni il processo normativo, in ambito CEN, ISO o UNI è rilevantissimo. Sono state approvate circa cinquanta norme che hanno effetti diretti sui sistemi di produzione energetica e sulla qualità dell’aria.Sono state seguite attività prenormative del CEN TC 264 e di UNI GL4, dove RSE ha ruolo di coordinamento e rappresentanza nazionale.I temi della ricerca per questo anno sono incentrati sulla valutazione delle prestazioni del nuovo sistema AEDOS 2.0 e sulla preparazione di una linea guida per la gestione degli SME che, partendo da quella emessa per ISPRA nel 2015, terrà conto delle variazioni normative fino ad oggi intervenute.

Un approccio globale al processo dell’efficientamento nei sistemi di produzione non può non tenere conto anche degli impatti che le diverse tecnologie impiegate hanno sull’ambiente.In particolar modo, relativamente ad emissioni atmosferiche, diffuse e convogliate, è facile vedere come una minor attenzione al contenimento di queste, solo apparentemente aumenta la redditività immediata dell’impianto, dato che impone maggiori costi legati agli effetti negativi dell’inquinamento stesso sulla salute pubblica e sull’ambiente, che sono in carico alla comunità.

Interventi sul piano regolatorio, inoltre, se non sono adeguatamente presidiati a livello nazionale, possono alterare in modo significativo lo sviluppo di intere filiere energetiche; si pensi, ad esempio, all’impatto della normazione sulle emissioni di formaldeide, che in questi anni recenti hanno ridotto i livelli permessi per questo composto, con una progressione temporale così rapida da mettere di fatto fuori mercato moltissimi impianti legati alla produzione di laminati in legno. Oltre a ciò rimane fortissimo l’esempio dei legami tra energia ed ambiente fornito dal caso dell’ex Ilva di Taranto.

Anche il peso del processo regolatorio sulla decarbonizzazione è indiscutibilmente molto rilevante e, se non adeguatamente presidiato, può portare ad alterazioni significative dei costi legati alla gestione degli impianti e, quindi, alla loro efficienza e sostenibilità.

Ci si propone quindi di supportare il processo di efficientamento dei sistemi di produzione energetica, attraverso la preparazione della nuova normativa tecnica in tale campo, realizzando alcune esperienze pratiche che possano permetterne l’applicazione in ambito nazionale.

L’altro aspetto determinante, che di solito viene trascurato, è che a volte all’interno delle norme pensate per ‘proteggere lo stato di salute pubblica’ (si pensi ad esempio le varie norme sulla determinazione e la limitazione delle emissioni inquinanti emesse dagli impianti industriali) sono inserite norme di natura prettamente protezionistica ed è quindi essenziale e strategico presidiare i tavoli normativi e legislativi al fine di garantire la circolazione delle informazioni critiche per tempo e l’armonizzazione delle esigenza nazionali con i diversi partner transnazionali.

Le attività prenormative rivestono, quindi, un carattere strategico a livello nazionale perché permettono di:

• conoscere gli orientamenti europei ed extraeuropei nel campo della regolazione delle emissioni in atmosfera;
• rappresentare gli interessi nazionali nei tavoli ISO e CEN per permettere un armonizzazione non punitiva del sistema nazionale;
• introdurre per tempo nel Paese gli argomenti ritenuti strategici in campo internazionale, prima che questi diventino cogenti, ed evitare così di doverli subire, con potenziali grossi danni a livello economico ed industriale;
• riportare in sede europea ed internazionale esigenze nazionali in campo di normazione ad alto impatto industriale ed economico;
• validare e dare un maggior respiro al processo di decarbonizzazione ed efficientamento energetico.

In questi anni il processo normativo, in ambito CEN, ISO o UNI è rilevantissimo. Sono state approvate circa cinquanta norme che hanno effetti diretti sui sistemi di produzione energetica e sulla qualità dell’aria. Si possono citare i metodi sull’utilizzo ed il rilascio di mercurio, idrocarburi policiclici e formaldeide, che hanno profondamente cambiato lo scenario di sviluppo della filiera energetica, introducendo profonde modifiche nell’utilizzo della maggior parte dei combustibili, sia fossili che biogenici.

Nell’ambito delle attività pre-normative e delle loro possibili conseguenze concrete sulla vita “reale” degli impianti, le attività svolte nel 2019 sono state:

• partecipazione attiva come Esperti Nazionali e/o coordinatori ai Gruppi di Lavoro e Comitati Tecnici di settore, tra cui UNI GL4 “Emissioni e qualità dell’aria”, CEN TC 264 “Air Quality” e ISO TC 146 ‘Air Quality’ e le attività di messa a punto relative al metodo di misura di inquinanti non normati (odori e formaldeide, in questo caso);
• in particolare sono state seguite le attività del gruppo di lavoro CEN TC 264 WG 45 ‘Proficiency testing schemes for emission measurements’ per il quale RSE ha il coordinamento;
• la redazione delle nuove linee guida per a gestione degli SME, che erano ferme alla versione del 2013;
• inizio delle attività per la realizzazione di un sistema open source per l’acquisizione di dati di natura ambientale secondo il nuovo progetto di norma EN 17255 attraverso la costruzione di un dispositivo prototipale, denominato ‘AEDOS 2.0’.

Nel presente lavoro sono riportati i principali risultati ottenuti.

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