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CER, efficienza e povertà energetica: verso un modello integrato

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CER, efficienza e povertà energetica: verso un modello integrato

Le comunità energetiche rinnovabili possono essere uno strumento di contrasto alla povertà energetica.
E’ importante però l’identificazione del fenomeno su larga scala, sulla base di alcune caratteristiche territoriali, sociali e abitative, facilmente identificabili e reperibili, ma anche comprendere il ruolo che gli interventi di efficientamento energetico e la sostituzione degli elettrodomestici possono giocare. Le lezioni apprese offrono un’analisi delle possibili politiche da mettere in atto.

Una transizione energetica giusta non può che essere equa, permettendo quindi a tutte le fasce della popolazione di avere accesso ai servizi energetici e di essere parte attiva nel processo di transizione verso tecnologie più efficienti e ambientalmente più sostenibili.

 

Tali presupposti sono, però, sempre più messi in crisi dall’attuale contesto socioeconomico, caratterizzato da significative fluttuazioni del costo delle materie prime energetiche e dagli inevitabili effetti sociali che hanno eroso il potere di acquisto delle famiglie e hanno rafforzato le disuguaglianze sociali, motivando ancora di più a trovare nuove soluzioni al problema della povertà energetica, che spesso si affianca a contesti di disagio, situazioni di difficoltà e disparità sociale.

 

Compito delle istituzioni quindi, come anche sottolineato dalle direttive che fanno parte del pacchetto “Fitfor55”, è quello di invertire il trend, ponendo in essere una serie di azioni e di misure in grado di ridurre il divario fra la popolazione e di proporre, soprattutto per le fasce più vulnerabili, soluzioni per incentivare l’uso efficiente e sostenibile dell’energia.

 

In tale contesto il rapporto, alla luce del lavoro triennale, analizza il ruolo che le misure di efficientamento energetico, la sostituzione degli elettrodomestici e le comunità energetiche rinnovabili (CER), possono avere nella definizione di azioni di contrasto alla povertà energetica (PE) e di supporto agli utenti vulnerabili.

 

L’approccio adottato è multidisciplinare e innovativo.

 

Lo studio in primis illustra una nuova metodologia in grado di individuare i soggetti vulnerabili secondo parametri che superino la sola caratterizzazione del reddito o della spesa energetica, spesso non facilmente reperibili. Il modello elaborato pertanto, sulla base di alcune caratteristiche territoriali, sociali e abitative, favorisce l’identificazione del fenomeno su larga scala, minimizzando la numerosità e complessità dei dati di input richiesti, facilitando quindi anche il monitoraggio del fenomeno e la sua proiezione nel futuro.

 

Relativamente alle CER, per dare alcuni input sulle possibili politiche da mettere in atto, nel presente rapporto si è approfondito il ruolo delle CER Solidali come strumento di contrasto alla PE. Grazie ad alcuni esempi contestualizzati in diverse zone della penisola è stato possibile comprendere punti di forza e debolezza di tali comunità connotate da vocazione sociale.

 

Cambiare il proprio modello di consumo dell’energia e attuare programmi di educazione energetica sono elementi imprescindibili nella nuova transizione energetica che il paese è chiamato ad affrontare.

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