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Confronto tra prezzo elettrico italiano e spagnolo e analisi dell’impatto dei limiti di transito sulla frontiera nord

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Confronto tra prezzo elettrico italiano e spagnolo e analisi dell’impatto dei limiti di transito sulla frontiera nord

L’analisi ha l’obiettivo di comprendere le ragioni per cui in Italia i prezzi del Mercato del Giorno Prima siano tra i più alti d’Europa. Ciò viene fatto confrontando i prezzi e il mix energetico di Italia e Spagna e valutando l’impatto del vincolo che limita i flussi sulla frontiera nord per comprendere come un diverso livello di import impatti sul prezzo italiano.

L’Italia, fra i paesi in Europa, fin dalla nascita del mercato elettrico, ha quasi sempre registrato i prezzi più alti nel Mercato del Giorno Prima (MGP). Ciò è in parte spiegabile osservandone il mix energetico, prevalentemente composto da impianti termoelettrici a gas e a carbone e con la totale assenza di impianti nucleari, aventi costi marginali di produzione più bassi.

 

Il rialzo dei prezzi del gas del 2022 ha impattato sull’Italia più che in altri paesi. Per queste ragioni ARERA ha chiesto a RSE di sviluppare un’analisi per comprendere a cosa siano dovute le differenze di prezzo tra Italia e il resto d’Europa.

 

Dapprima si è confrontato il prezzo MGP italiano con quello spagnolo. L’analisi è servita a confrontare la produzione a gas nei due paesi, dove sia più costoso produrre attraverso impianti a gas e quali differenze ci siano tra i profitti dei produttori. Dal confronto è emerso che i due paesi non risultano comparabili dal punto di vista del mix energetico. In Spagna, infatti, vi è produzione nucleare, del tutto assente in Italia.

 

Inoltre, le rinnovabili in Spagna nel 2023 hanno coperto circa il 55% della produzione totale, mentre in Italia solo il 43%. Produrre a gas in Italia costa leggermente più che in Spagna a causa dei maggiori prezzi del gas. A causa del diverso mix energetico gli impianti a gas risultano essere marginali (ovvero fissano il prezzo di mercato) in un numero di ore nettamente maggiore in Italia rispetto alla Spagna.

 

I due fattori messi insieme spiegano come mai il prezzo MGP in Italia sia maggiore di quello in Spagna.

 

Andando ad analizzare i bid-up (ossia le differenze tra i prezzi di offerta e i costi di produzione) degli impianti a ciclo combinato, si osserva che le strategie di offerta si assomigliano per i produttori dei due paesi. Di conseguenza la differenza di prezzo tra Italia e Spagna è da riferirsi principalmente a un diverso costo del gas naturale e a un diverso mix energetico.

 

La seconda analisi ha avuto l’obiettivo di valutare quanto l’allocation constraint, vincolo che di fatto limita l’import verso la zona di mercato Nord (limitando di conseguenza il flusso di energia a più basso costo) impatti sul prezzo italiano, in particolare sul PUN. Infatti, in assenza di tale vincolo, il prezzo della zona Nord e il PUN sarebbero diminuiti.

 

Da sottolineare come però questo vincolo sia essenziale per Terna che in giornate di basso carico con import elevato non avrebbe impianti accesi pronti a soddisfare i requisiti di riserva nell’ambito del dispacciamento.

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