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Dalla bici all’autobus, esternalità dei mezzi per la mobilità urbana: un’analisi basata sul ciclo di vita

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Dalla bici all’autobus, esternalità dei mezzi per la mobilità urbana: un’analisi basata sul ciclo di vita

Lo studio valuta l’efficacia di veicoli elettrici e micromobilità per la sostenibilità degli spostamenti urbani, con la metodologia dei costi esterni e l’approccio del ciclo di vita. L’analisi utilizza dati sperimentali per caratterizzare i mezzi di micromobilità. I risultati mostrano che la micromobilità è vantaggiosa, seguita dal trasporto pubblico. Politiche integrate e infrastrutture dedicate sono necessarie per migliorare la sostenibilità urbana.

Lo studio mira a valutare l’efficacia dell’elettrificazione dei veicoli urbani e dell’adozione di nuove modalità di trasporto, come la micromobilità, in risposta alle sfide che la transizione energetica pone al sistema dei trasporti. Il settore dei trasporti rappresenta infatti una delle principali fonti di emissioni climalteranti nell’Unione Europea, contribuendo in modo significativo al cambiamento climatico e, secondo i dati consolidati Eurostat per il 2023, è l’unico settore che ha fatto registrare un aumento nelle emissioni climalteranti rispetto al 2013 (+14%).

 

A questo scopo, il presente studio confronta le prestazioni di diversi mezzi per gli spostamenti urbani dei passeggeri, per i quali auto, bus, bici e monopattini possono essere considerati comparabili dal punto di vista del servizio offerto. Al fine di avere dei risultati completi ma anche comprensibili ed utilizzabili, il confronto si basa sulla metodologia dei costi esterni, integrata con l’approccio del ciclo di vita, e considera diverse componenti: effetto serra, macroinquinanti, microinquinanti, rumore, congestione ed incidentalità. In particolare, i costi esterni dei cambiamenti climatici sono stati quantificati con l’innovativo approccio del Social Cost of Carbon.

 

Le valutazioni si basano su attività sperimentali focalizzate sui mezzi per la micromobilità che hanno reso disponibili dati primari per produzione di veicoli e batterie e consumi energetici di fase d’uso.

 

Come da attese, l’analisi ha confermato, quantificandoli in termini economici, i vantaggi per la società legati all’uso della bici muscolare e, più in generale dei mezzi per la micromobilità. Il trasporto pubblico locale è la seconda migliore opzione mentre tra le auto, l’opzione migliore è l’auto elettrica e quella peggiore è l’auto a benzina. Sorprendentemente, abbandonare l’auto per la bici negli spostamenti urbani presenta un effetto complessivo negativo sulla salute, a causa dell’elevato tasso di incidentalità delle città italiane ma, escludendo gli incidenti, gli effetti sulla salute risultano essere positivi.

 

II risultati suggeriscono che, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane, occorre attuare politiche pubbliche integrate che combinino diversi interventi strategici. Il primo di questi deve essere la promozione della mobilità dolce attraverso la costruzione di infrastrutture dedicate. Inoltre, è fondamentale promuovere lo sviluppo del trasporto pubblico locale, specialmente elettrico, che può offrire una soluzione sostenibile e a basso impatto ambientale per gli spostamenti urbani.

 

Investire sulla sicurezza delle infrastrutture e sul potenziamento del trasporto pubblico avrebbe infatti effetti positivi sulla congestione, inducendo un miglioramento dell’efficienza del trasporto pubblico locale. Infine, per quanto riguarda le auto private, promuovere l’uso di auto elettriche può apportare vantaggi significativi, riducendo le emissioni di gas serra e migliorando la qualità dell’aria nelle città. Questo approccio integrato avrebbe l’effetto di ridurre la dipendenza dai veicoli privati e di migliorare l’efficienza complessiva del sistema di trasporto urbano.

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