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Esternalità del kWh: un’analisi di dettaglio della situazione attuale e dello scenario PNIEC a medio e lungo termine

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Esternalità del kWh: un’analisi di dettaglio della situazione attuale e dello scenario PNIEC a medio e lungo termine

Questo rapporto presenta la valutazione delle esternalità ambientali calcolate con l’approccio del ciclo di vita per il mix elettrico attuale (dati storici del 2022) e per i mix definiti negli scenari futuri dal PNIEC nel 2030 e nel 2040. La transizione verso una generazione decarbonizzata porta le esternalità specifiche per kWh a diminuire in misura tale da compensare l’aumento di produzione elettrica atteso negli scenari futuri.

Questo deliverable si inserisce nel progetto “Scenari energetici e supporto alla governance”, con l’obiettivo di valutare le esternalità ambientali associate alla produzione di energia elettrica in Italia attraverso un approccio integrato di analisi del ciclo di vita (LCA) e indicatori monetari. Questo metodo combina la visione complessiva degli impatti ambientali propri della LCA con la sintesi offerta dalla monetizzazione delle esternalità, offrendo una rappresentazione chiara e comunicativa delle conseguenze ambientali delle scelte energetiche.

 

Lo studio prende in esame il mix energetico italiano del 2022 (in quanto è l’anno più recente per il quale si dispone di dati statistici necessari all’analisi) e gli scenari futuri previsti per il 2030 e il 2040 nell’ambito del PNIEC 2.0. Al 2022, la generazione elettrica si basa ancora prevalentemente su combustibili fossili, con un impatto ambientale rilevante. Tuttavia, gli scenari futuri mostrano un aumento significativo delle fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico, riducendo sia le emissioni climalteranti che le esternalità economiche.

 

I risultati presentano una netta diminuzione delle esternalità per kWh generato: da 0,096 €/kWh nel 2022 a 0,042 €/kWh nel 2030 e 0,031 €/kWh nel 2040. Questa riduzione, guidata dalla transizione energetica, compensa ampiamente l’aumento della domanda energetica, stimata in crescita del 13% entro il 2030 e del 27% entro il 2040: i costi esterni totali della generazione elettrica, infatti, passano dai 30,8 miliardi di euro del 2022 a 15,5 miliardi nel 2030 e 12,6 miliardi nel 2040​.

 

Dal punto di vista geografico, le esternalità si concentrano prevalentemente in Italia, mentre si osserva una riduzione del peso delle emissioni attribuibili ai paesi esportatori di combustibili fossili.

 

Parallelamente, si registra un aumento delle esternalità associate alla produzione di infrastrutture fotovoltaiche ed eoliche, soprattutto in Cina, legato alla crescente diffusione di queste tecnologie.

 

Per tutti i mix analizzati le esternalità evidenziano il ruolo predominante delle emissioni di CO₂ nella generazione elettrica e l’efficacia delle politiche di decarbonizzazione nel ridurre i costi esterni ambientali. Nonostante le criticità legate alla produzione delle infrastrutture per le fonti rinnovabili, il miglioramento delle prestazioni ambientali degli scenari futuri risulta significativo, confermando la necessità di accelerare la transizione verso un mix elettrico sostenibile.

 

Una novità metodologica del presente rapporto riguarda le modalità di valutazione dei costi esterni delle emissioni di CO2 equivalente, che consiste nel cambiamento dell’approccio con cui i valori unitari (euro/t) sono stati individuati. In appendice vengono illustrate le motivazioni che hanno portato al cambiamento e vengono descritti sinteticamente i nuovi valori.

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