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Nuovi modelli di vulnerabilità e valutazione degli effetti delle incertezze sugli indici di resilienza del sistema elettrico

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Nuovi modelli di vulnerabilità e valutazione degli effetti delle incertezze sugli indici di resilienza del sistema elettrico

Il rapporto propone modelli avanzati per quantificare la vulnerabilità dei componenti di sottostazione alle inondazioni, considerando i criteri di progettazione del TSO. Si descrivono inoltre un modello di rete test, utilizzato per diverse analisi nel contesto della resilienza, e un approccio basato sul Point Estimate Method per propagare le incertezze nei modelli di vulnerabilità e negli indici di resilienza, nel contesto della metodologia Terna-RSE.

Il rapporto propone modelli avanzati per quantificare la vulnerabilità dei componenti di sottostazione alle inondazioni, considerando i criteri di progettazione del TSO per ciascun componente. Il modello considera i danni meccanici causati dalle forze idrodinamiche e impulsive dell’acqua e il flashover elettrico dovuto alla riduzione della distanza tra le parti in tensione e la massa.

 

Le simulazioni mostrano che il flashover elettrico è la causa principale dei guasti legati alle inondazioni, con danni meccanici che si manifestano solo in caso di velocità e altezze dell’acqua elevate. Inoltre, a tensioni più alte il flashover si verifica con altezze maggiori dell’acqua; quindi, il periodo di ritorno dei guasti aumenta.

 

Il rapporto descrive anche un modello di rete test, basato sul modello IEEE a 118 nodi, che è stato modificato e integrato per comprendere georeferenziazione, scenari di minaccia e modelli di vulnerabilità. Questo modello è stato utilizzato per vari studi di resilienza, fra cui la propagazione delle incertezze, l’identificazione del mix ottimo di misure per la resilienza e applicazioni del controllo resiliente.

 

Si propone quindi un approccio basato sul Point Estimate Method (PEM) per propagare le incertezze nella metodologia Terna-RSE, dai parametri dei modelli di vulnerabilità fino agli indici di resilienza. In particolare, l’incertezza nel parametro “tensione (meccanica) iniziale” di due linee di trasmissione esposte a forte vento, modellata con una distribuzione uniforme, è propagata nel modello per calcolare le distribuzioni di probabilità dei periodi di ritorno dei guasti, a loro volta propagati per valutare la distribuzione dell’indice EENS (Expected Energy Not Supplied).

 

L’analisi di sensibilità sui parametri incerti e sulle curve climatiche mostra che l’approccio basato sul PEM, integrato con successo nella metodologia Terna-RSE, quantifica l’effetto delle incertezze sulla distribuzione di probabilità dell’EENS. La maggiore variabilità dell’EENS corrisponde alla maggiore incertezza nella PDF della tensione iniziale e a uno spostamento di 10 km/h della curva climatica: in questo caso, il rapporto tra deviazione standard e valore atteso dell’EENS è del 10%.

 

L’approccio quantitativo completato nel presente triennio per propagare le incertezze sugli indicatori di resilienza segna un avanzamento significativo nella metodologia di valutazione della resilienza a lungo termine sviluppata congiuntamente da Terna e RSE.

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