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rapporti - Deliverable

Stima delle potenzialità di recupero di calore da processi industriali sul territorio italiano per il teleriscaldamento urbano

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Stima delle potenzialità di recupero di calore da processi industriali sul territorio italiano per il teleriscaldamento urbano

Il rapporto espone il risultato di attività finalizzate alla diffusione della conoscenza e alla promozione del recupero di calore di scarto da impianti industriali ai fini del suo utilizzo nelle reti di teleriscaldamento, evidenziando le criticità insite nelle valutazioni quantitative della risorsa. Viene inoltre affrontata la sostenibilità ambientale delle reti di teleriscaldamento sulla base di dati reali di esercizio estratti per un
campione rappresentativo di reti.

Il rapporto illustra alcune attività di ricerca volte allo sviluppo e diffusione di strumenti utili alla promozione del recupero di calore di scarto da impianti industriali per un suo utilizzo nelle reti di teleriscaldamento e ad un’analisi di sostenibilità ambientale condotta su un campione di reti di teleriscaldamento.

È stata implementata un’applicazione web per analisi della sostenibilità economico-sociale e finanziaria di progetti di recupero di calore di scarto. L’applicazione, validata su casi tipo, consente in modo semplice un’analisi di sensibilità dei risultati rispetto ai vari parametri rilevanti ed è liberamente fruibile su web da parte di personale tecnico di reti di teleriscaldamento, ESCO, operatori industriali e decisori istituzionali.
Nel tentativo di ovviare alla ridotta conoscenza dei costi di installazione ed esercizio dei sistemi di recupero del calore di scarto, è stato messo a punto un questionario dedicato che potrà essere utilizzato dalle Autorità competenti come ausilio per la raccolta dati presso gli stakeholder di settore.
Con l’obiettivo di consolidare i valori di quantità e temperature del calore di scarto recuperabile da stabilimenti dei diversi settori industriali, con la collaborazione del Politecnico di Milano è stato effettuato un aggiornamento selettivo delle informazioni disponibili in letteratura, allargando il campo di interesse alle fonti di calore di scarto a bassa temperatura nell’ottica di un utilizzo preferenziale per reti di teleriscaldamento di quarta generazione a bassa temperatura in connessione con pompe di calore. In questo quadro, sono state anche condotte alcune simulazioni numeriche per valutare dimensionamento ed effetti degli accumuli termici, componenti in grado di affrontare la discontinuità dell’offerta di calore di scarto e il disaccoppiamento con la domanda.
La collaborazione con Politecnico di Milano ha anche permesso la raccolta dei dati di geolocalizzazione degli impianti industriali iscritti al registro ETS, dei termovalorizzatori, dei depuratori urbani e delle aziende che presentano le AIA in regione Lombardia. Da questi ultimi dati si è potuto evincere la rilevanza del potenziale contributo di calore di scarto da aziende di minori dimensioni.
L’analisi di sostenibilità ambientale a campione di reti di teleriscaldamento ha confermato la generale idoneità del teleriscaldamento, ma ha dimostrato che nei risultati non vi è sempre correlazione tra risparmi di energia primaria ed emissioni di CO2eq. Nei casi in esame, la contraddizione è dovuta principalmente ai
coefficienti assegnati agli RSU, ciò che suggerisce una loro revisione a livello normativo e legislativo.

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