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Soluzioni di mobilità sostenibile attraverso l’utilizzo di dati di telefonia mobile

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Soluzioni di mobilità sostenibile attraverso l’utilizzo di dati di telefonia mobile

Scopo del progetto triennale è valutare possibili soluzioni di efficienza energetica in grado di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC per il settore della mobilitàsostenibile. In particolare, nel presente rapporto, si valuta la possibilità di realizzazione e l’utilizzo di modelli per la ricostruzione della mobilità sia in ambito urbano che extraurbano, che supportino nella valutazionedegli effetti di potenziali interventi e policy sulla mobilità sostenibile.

La crescente digitalizzazione dei servizi e le profonde trasformazioni delle tecnologie informatiche hanno permesso di fare un significativo passo avanti nel conoscere e comprendere comportamenti e abitudini dietro agli spostamenti giornalieri degli individui. È proprio in questo contesto sfidante che si colloca il lavoro, sviluppato nel precedente triennio di Ricerca e proseguito nel presente triennio, di cui questo studio costituisce la prima parte: la realizzazione e l’utilizzo di modelli per la ricostruzione della mobilità sia in ambito urbano che extraurbano, che supportino nella valutazione degli effetti di potenziali interventi/policy sulla mobilità sostenibile.

Lo studio si sviluppa in due macrotemi: la mobilità urbana e la mobilità extraurbana.

Nelle aree urbane vive più del 70% della popolazione dell’UE, e in esse si genera circa l’85% del PIL dell’Unione. Secondo la Commissione Europea, la percentuale di popolazione che risiederà nelle città nel 2050 aumenterà fino all’84%. Ne consegue la grande importanza della qualità della vita all’interno delle città, in particolare quelle di dimensioni maggiori, di cui un elemento importante è rappresentato dalla mobilità, che deve necessariamente diventare sempre più sostenibile, ai fini, soprattutto, del contenimento delle emissioni inquinanti.

All’interno di questo contesto l’analisi della mobilità urbana è stata suddivisa in quattro attività: l’analisi statistica della base dati TLC fornita da Vodafone relativamente alle aree di studio di Milano e Parma, la costruzione del modello multimodale per l’area milanese con lo sviluppo di due scenari, l’analisi dei PUMS di alcune città e, infine, lo studio dello stato del TPL su gomma.

In particolare, lo studio sviluppato nell’ambito urbano fa riferimento a quanto già realizzato da RSE nel corso del triennio precedente e va ad approfondire le caratteristiche e le potenzialità dei dati di mobilità urbana ricavati dai dati di traffico della telefonia mobile acquisiti nel 2018. Ne sono valutati il valore informativo, i limiti sui dettagli effettivamente utilizzabili e le caratteristiche utili ai fini di una corretta ricostruzione della domanda di mobilità.

Sempre a scala urbana, si è applicato il modello multimodale già implementato negli anni precedenti, partendo dalla domanda di mobilità derivata dal database TLC di Vodafone per l’area milanese, al fine di un confronto con la precedente simulazione modellistica, associata alla stima di mobilità fornita dal Comune di Milano. Il modello ha poi consentito di simulare due scenari, il primo incentrato sul potenziamento del trasporto pubblico, il secondo integrato da uno sviluppo significativo della mobilità elettrica privata (particolarmente auto e monopattini). A partire dai risultati forniti dai tre scenari (quello base e i due scenari simulati) sono state fatte delle analisi di tipo energetico e ambientale, che hanno permesso di ottenere i consumi e le emissioni nei tre casi. E’ emerso come le misure ipotizzate portino una diminuzione dei consumi di fonti fossili, in particolare nell’ipotesi più spinta di forte diffusione dei veicoli elettrici.

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) è uno strumento obbligatorio a disposizione delle città metropolitane o dei comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, per coordinare studi e progetti sulla mobilità di persone e merci sul territorio. Basato su un orizzonte temporale di 10 anni, analizza e pianifica ipotesi di investimenti in infrastrutture ed innovazioni gestionali da attuarsi nel breve, nel medio e nel lungo periodo, sia su scala metropolitana oppure urbana e/o sovra-comunale. La sostenibilità viene trattata attraverso tre distinti aspetti: ambientale, sociale ed economica. In generale, dall’analisi dei PUMS è stato rilevato che, data la loro marcata eterogeneità sia nella forma che negli obiettivi, non è possibile utilizzarli, come auspicato, per un’analisi quantitativa dei miglioramenti ambientali all’interno delle città, né, tantomeno, per una stima dei costi delle misure di efficientamento della mobilità urbana. Tuttavia, essi rappresentano uno strumento molto utile per valutare la realizzabilità degli scenari di mobilità considerati e ipotizzati in questo studio per la città di Milano e nell’anno precedente per la città di Parma, ma estendibili ad altre realtà nazionali. E’ possibile infatti confrontare gli interventi sulla mobilità urbana previsti dai vari scenari con quanto ipotizzato autonomamente da ciascuna città e avere dunque un segnale importante sulla fattibilità pratica di quanto ipotizzato in linea teorica.

L’Italia, in conformità con gli indirizzi comunitari, ha recentemente attivato una serie di provvedimenti normativi di sostegno alla trasformazione in senso sostenibile del Trasporto Pubblico Locale, destinando al trasporto su gomma contributi significativi. Tali provvedimenti, il più rilevante dei quali è quello che fa riferimento al Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, mettono a disposizione del settore del TPL fondi pubblici gran parte dei quali destinati alla sostituzione degli autobus diesel, in servizio urbano ed extraurbano, con autobus elettrici o alimentati a metano o a idrogeno. L’attività descritta nel presente rapporto ha previsto l’analisi della situazione attuale del TPL su gomma e la disamina delle possibilità di transizione del settore verso la sostenibilità alla luce delle politiche di supporto e dell’azione delle diverse forze in campo: degli operatori e delle amministrazioni locali, dei fornitori di tecnologie, dei gestori delle reti elettriche, del credito, e anche degli utenti chiamati a condividere responsabilmente lo sforzo richiesto dalla trasformazione, che è anche culturale, a tutto vantaggio della salute e della qualità della vita di tutti i cittadini.

Rispetto alla mobilità a lungo raggio, le principali attività condotte sono propedeutiche a quelle dei prossimi anni della ricerca e hanno consentito una raccolta di informazioni sia a livello di domanda che a livello di offerta. Per quanto riguarda la domanda, si è proceduto all’acquisizione del database TLC Vodafone a scala nazionale, che fotografa la mobilità interprovinciale relativa ad un anno di dati tra le 118 zone che formano il territorio italiano (le 107 province, di cui le principali 11 suddivise tra comune capoluogo e resto della provincia), con un dettaglio sulla residenza e sulla durata del viaggio. Per quanto riguarda l’offerta, si è predisposto un grafo multimodale necessario alle simulazioni modellistiche dei prossimi anni, integrando la viabilità su strada con quella ferroviaria, navale e aerea, per poi concentrare l’attenzione sulle diverse fonti che descrivono nello specifico l’offerta di trasporto pubblico. Si è inoltre provveduto all’acquisizione dei dati relativi ai voli in arrivo e partenza dagli aeroporti italiani.

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